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Atletica, Lyles: "Sono al Golden Gala per divertirmi, ma anche per vincere, il ko di Sinner? Manca la mentalità che mette gli atleti al primo posto"
03.06.2026 14:47 di Napoli Magazine
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Noah Lyles, oro olimpico nei 100 metri a Parigi 2024, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la conferenza stampa alla vigilia del Golden Gala, dove nei 100 metri sfiderà anche Marcell Jacobs: "Sono qui per divertirmi, ma anche per vincere. L'importante è quello e non sentire la pressione, poi ovviamente anche cercare di vincere. Se mi presento a una gara è perché sono pronto per correre - ha aggiunto -. Il mio coach dice che sono veramente in forma, poi non so se sia uguale o migliore di quella di Parigi 2024, ma ho avuto delle sessioni di allenamento molto buone. Sono veramente eccitato ed entusiasta di domani. Sto vedendo cose molto positive in questo periodo, ora abbiamo solo il nostro spettacolo da fare". "Direi che nello sport, oggi, non c'è una mentalità che metta gli atleti al primo posto. E per questo si crea molta vulnerabilità", parlando della sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros. La gara non l'ha seguita perché ancora in America "e il fuso orario non lo permetteva", ma parlando in generale della condizione degli atleti di oggi aggiunge: "Proprio ieri eravamo in allenamento e c'erano persone ovunque che arrivavano fino alla pista. Se non ci fosse stata la sicurezza, avrebbero potuto facilmente scavalcare le transenne e provare a interrompere i nostri allenamenti, senza capire che noi siamo lì per lavoro. Io non verrei mai al lavoro di qualcuno per interromperlo. Anche se è bello vedere la passione, c'è un tempo e un luogo per ogni cosa. Sono proprio cose come questa a mostrare che non c'è una mentalità che metta l'atleta al primo posto". In ogni sport "ci sono molte situazioni in cui gli atleti non sono a loro agio, sentendosi stressati". Per questo "la depressione può insediarsi facilmente". "Un grande momento può arrivare e sparire altrettanto in fretta - ha concluso l'atleta-. E purtroppo gli atleti restano vulnerabili, perché non hanno quella sicurezza, quella protezione, quell'amore e quel sostegno di cui hanno davvero bisogno".

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Atletica, Lyles: "Sono al Golden Gala per divertirmi, ma anche per vincere, il ko di Sinner? Manca la mentalità che mette gli atleti al primo posto"

di Redazione

03/06/2026 - 14:47

Noah Lyles, oro olimpico nei 100 metri a Parigi 2024, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la conferenza stampa alla vigilia del Golden Gala, dove nei 100 metri sfiderà anche Marcell Jacobs: "Sono qui per divertirmi, ma anche per vincere. L'importante è quello e non sentire la pressione, poi ovviamente anche cercare di vincere. Se mi presento a una gara è perché sono pronto per correre - ha aggiunto -. Il mio coach dice che sono veramente in forma, poi non so se sia uguale o migliore di quella di Parigi 2024, ma ho avuto delle sessioni di allenamento molto buone. Sono veramente eccitato ed entusiasta di domani. Sto vedendo cose molto positive in questo periodo, ora abbiamo solo il nostro spettacolo da fare". "Direi che nello sport, oggi, non c'è una mentalità che metta gli atleti al primo posto. E per questo si crea molta vulnerabilità", parlando della sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros. La gara non l'ha seguita perché ancora in America "e il fuso orario non lo permetteva", ma parlando in generale della condizione degli atleti di oggi aggiunge: "Proprio ieri eravamo in allenamento e c'erano persone ovunque che arrivavano fino alla pista. Se non ci fosse stata la sicurezza, avrebbero potuto facilmente scavalcare le transenne e provare a interrompere i nostri allenamenti, senza capire che noi siamo lì per lavoro. Io non verrei mai al lavoro di qualcuno per interromperlo. Anche se è bello vedere la passione, c'è un tempo e un luogo per ogni cosa. Sono proprio cose come questa a mostrare che non c'è una mentalità che metta l'atleta al primo posto". In ogni sport "ci sono molte situazioni in cui gli atleti non sono a loro agio, sentendosi stressati". Per questo "la depressione può insediarsi facilmente". "Un grande momento può arrivare e sparire altrettanto in fretta - ha concluso l'atleta-. E purtroppo gli atleti restano vulnerabili, perché non hanno quella sicurezza, quella protezione, quell'amore e quel sostegno di cui hanno davvero bisogno".