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NAPOLI FUTSAL - L'ennesima sfida di Japa Duarte, dal ruolo dirigenziale alla preparazione atletica: "Metterò a disposizione i miei studi, pronti a curare ogni dettaglio"
28.08.2026 14:14 di Napoli Magazine
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Una vita nel calcio a 5, vissuta sul parquet e respirata ogni giorno. Japa Duarte, volto conosciutissimo del futsal italiano, apre un nuovo capitolo della sua lunga storia sportiva entrando nello staff tecnico del Napoli Futsal nel ruolo di preparatore atletico. Un passaggio dal ruolo di collante tra società e gruppo squadra, come ds e team manager, a una dimensione differente, costruita non soltanto sull'enorme bagaglio di esperienza accumulato negli anni, ma anche sullo studio e sulla formazione. Il brasiliano ricalca con la consueta ironia il suo arrivo alle pendici del Vesuvio, ripercorre gli inizi della sua avventura italiana e soprattutto spiega come intende affrontare questa nuova sfida.

Japa, partiamo da questo tuo nuovo ruolo nello staff azzurro. Com'è nata questa possibilità?

"In realtà il presidente mi ha invitato per questo ruolo per alzare il livello di bellezza dello staff tecnico, perché eravamo veramente messi male", scherza Duarte.

La tua è una storia lunghissima con il calcio a 5 italiano. Com'è cominciato tutto?

"Ho iniziato qua, avevo vent'anni quando sono arrivato in Italia. Subito dopo tre mesi volevo tornare in Brasile per la nostalgia di casa, però alla fine sono riuscito ad adattarmi bene. Anche qua a Napoli l'ho fatto al meglio".

Adesso cambia completamente la prospettiva: non più soltanto l'esperienza vissuta sul campo, ma un ruolo tecnico molto specifico.

"Prima svolgevo un ruolo un po' più fuori dal campo, diciamo così, però penso che il mio modo di fare, il mio modo di essere, mi possa portare dei frutti più dentro il perimetro di gioco che fuori. Mi sono dovuto rimettere a studiare, cercare nuove idee, cercare altri punti di vista".

Quanto conta la formazione in questo nuovo percorso?

"Quello che ho detto ai ragazzi il primo giorno è che mi presento non come il Japa che avevano visto, ma come una persona che ha studiato. Sono laureato in Scienze Motorie e Fisioterapia, perché penso che le mie due lauree si completino. Ho fatto più di 14-15 corsi di performance atletica. Piano piano sto apprendendo ancora, perché non si smette mai di imparare".

Proverai a mettere insieme il Japa giocatore e il Japa preparatore?

"Quello che dico sempre a loro è che cercherò di mettere insieme quello che ho vissuto, che è stato ottimo per me, e quello che ho studiato. Voglio fare in modo che sia un'unione delle due cose". Una nuova sfida che comporta anche grandi responsabilità. "Non sarà facile, però le sfide sono fatte per me. È una prova importante. Come dico sempre ai ragazzi, loro potranno sbagliare. Noi da fuori non abbiamo margine di errore ed è quello che cercheremo di mettere in pratica: curare i dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza nelle partite importanti e nei momenti chiave della stagione".

Sono arrivati anche giocatori che parlano soltanto portoghese. Tocca a te fare un po' da traduttore e riportare loro le indicazioni del mister?

"Sono già improntato al comprare le cuffie, quelle che fanno la traduzione simultanea, perché non ce la faccio più", scherza ancora Japa. "Uno di là e l'altro di qua. “Japa, Japa!”. Però alla fine faccio io la traduzione a loro. Quello che è più in difficoltà è Guilhermão, non capisce proprio".

Un messaggio finale per l'ambiente Napoli e per i tifosi?

"Un saluto a tutti i supporter partenopei, siete nel mio cuore e penso che la società vi regalerà tante belle emozioni".

PRIMO TEST. Domattina, ore 11, al Centro Sportivo Cercola la prima amichevole per la formazione di Angelini contro il Formia Futsal, militante in A2 élite.

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NAPOLI FUTSAL - L'ennesima sfida di Japa Duarte, dal ruolo dirigenziale alla preparazione atletica: "Metterò a disposizione i miei studi, pronti a curare ogni dettaglio"

di Redazione

28/08/2026 - 14:14

Una vita nel calcio a 5, vissuta sul parquet e respirata ogni giorno. Japa Duarte, volto conosciutissimo del futsal italiano, apre un nuovo capitolo della sua lunga storia sportiva entrando nello staff tecnico del Napoli Futsal nel ruolo di preparatore atletico. Un passaggio dal ruolo di collante tra società e gruppo squadra, come ds e team manager, a una dimensione differente, costruita non soltanto sull'enorme bagaglio di esperienza accumulato negli anni, ma anche sullo studio e sulla formazione. Il brasiliano ricalca con la consueta ironia il suo arrivo alle pendici del Vesuvio, ripercorre gli inizi della sua avventura italiana e soprattutto spiega come intende affrontare questa nuova sfida.

Japa, partiamo da questo tuo nuovo ruolo nello staff azzurro. Com'è nata questa possibilità?

"In realtà il presidente mi ha invitato per questo ruolo per alzare il livello di bellezza dello staff tecnico, perché eravamo veramente messi male", scherza Duarte.

La tua è una storia lunghissima con il calcio a 5 italiano. Com'è cominciato tutto?

"Ho iniziato qua, avevo vent'anni quando sono arrivato in Italia. Subito dopo tre mesi volevo tornare in Brasile per la nostalgia di casa, però alla fine sono riuscito ad adattarmi bene. Anche qua a Napoli l'ho fatto al meglio".

Adesso cambia completamente la prospettiva: non più soltanto l'esperienza vissuta sul campo, ma un ruolo tecnico molto specifico.

"Prima svolgevo un ruolo un po' più fuori dal campo, diciamo così, però penso che il mio modo di fare, il mio modo di essere, mi possa portare dei frutti più dentro il perimetro di gioco che fuori. Mi sono dovuto rimettere a studiare, cercare nuove idee, cercare altri punti di vista".

Quanto conta la formazione in questo nuovo percorso?

"Quello che ho detto ai ragazzi il primo giorno è che mi presento non come il Japa che avevano visto, ma come una persona che ha studiato. Sono laureato in Scienze Motorie e Fisioterapia, perché penso che le mie due lauree si completino. Ho fatto più di 14-15 corsi di performance atletica. Piano piano sto apprendendo ancora, perché non si smette mai di imparare".

Proverai a mettere insieme il Japa giocatore e il Japa preparatore?

"Quello che dico sempre a loro è che cercherò di mettere insieme quello che ho vissuto, che è stato ottimo per me, e quello che ho studiato. Voglio fare in modo che sia un'unione delle due cose". Una nuova sfida che comporta anche grandi responsabilità. "Non sarà facile, però le sfide sono fatte per me. È una prova importante. Come dico sempre ai ragazzi, loro potranno sbagliare. Noi da fuori non abbiamo margine di errore ed è quello che cercheremo di mettere in pratica: curare i dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza nelle partite importanti e nei momenti chiave della stagione".

Sono arrivati anche giocatori che parlano soltanto portoghese. Tocca a te fare un po' da traduttore e riportare loro le indicazioni del mister?

"Sono già improntato al comprare le cuffie, quelle che fanno la traduzione simultanea, perché non ce la faccio più", scherza ancora Japa. "Uno di là e l'altro di qua. “Japa, Japa!”. Però alla fine faccio io la traduzione a loro. Quello che è più in difficoltà è Guilhermão, non capisce proprio".

Un messaggio finale per l'ambiente Napoli e per i tifosi?

"Un saluto a tutti i supporter partenopei, siete nel mio cuore e penso che la società vi regalerà tante belle emozioni".

PRIMO TEST. Domattina, ore 11, al Centro Sportivo Cercola la prima amichevole per la formazione di Angelini contro il Formia Futsal, militante in A2 élite.