C'è chi non nasconde la pelle d'oca, chi ancora non si è abituato alla celebrità e si muove guardingo, chi invece toglie il disturbo con grazia ed eleganza. Gli sport invernali celebrano una stagione da record con 178 podi, a poche settimane dalle emozioni delle trionfali Olimpiadi. Le immagini scorrono sul maxischermo del Teatro Armani - EA7 confermato partner della Fisi fino al 2030 - e le emozioni si susseguono come le medaglie di Milano Cortina, senza tralasciare proprio nessuno: Lisa Vittozzi e Dominik Paris gli unici assenti (Domme festeggia il 37esimo compleanno), Giovanni Franzoni scappa via per denunciare i danneggiamenti alla sua auto (nessun effetto personale di valore rubato). Ma tutta la scena, necessariamente, è per la 'Tigre', Federica Brignone. È infreddolita, tanto da chiedere di vestire un pile sopra la divisa, ma si scalda quando viene nominata 'atleta dell'anno' della Fisi per acclamazione. Una procedura insolita: la tradizione vuole una votazione online del pubblico. Ma le percentuali sarebbero state plebiscitarie, forte di un doppio oro in SuperG e Gigante con il sapore di un miracolo.
"Il mio è stato un percorso duro, difficile e terribile e più guardo le immagini dei Giochi e più mi chiedo come ho fatto. C'è grande orgoglio". Non annuncia il ritiro ma non ufficializza nemmeno che sarà al cancelletto di partenza della prossima stagione. Chi le sta vicino le consiglia di chiudere ai Mondiali di Crans-Montana, magari in bellezza con altre medaglie preziose, ma Brignone si proietta solo a vivere "giorno per giorno", a partire dalle cure che continua a svolgere a Torino: "Ho tanto lavoro da fare per tornare in pista e per la mia salute. Devo dare continuità alla fisioterapia anche se gli impegni sono tanti. È brutto non avere programmi precisi ma almeno per questa volta non ho le stampelle e riesco a camminare da sola". Non ci saranno più le star di fondo e biathlon, Federico Pellegrino e Dorothea Wierer, che confermano il ritiro.
"Nessun ripensamento", il loro pensiero scandito a distanza di pochi istanti l'uno dall'altro. "Per quattro anni le Olimpiadi di Milano Cortina sono state l'unica cosa nella mia mente - racconta Pellegrino -, questi risultati sono stati la più bella soddisfazione della mia vita. Passerò più tempo in famiglia, sarà ancora più bello". "È stato un bellissimo percorso - - spiega Wierer -, sono molto contenta di come sono andate le cose e dei risultati ottenuti". Roda non ha paura del ricambio generazionale ("fa parte dello sport") e per la prima volta entra nella polemica della definizione "dilettanti", attribuita dal presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, ai ragazzi degli sport invernali: "Noi siamo orgogliosi di essere dilettanti, però siamo dilettanti con tanti successi. Lo status dei nostri atleti è dilettante ma penso che sul lavoro siano più professionali loro di tanti altri". Più che a levarsi un sassolino dalla scarpa, ecco togliersi un blocco di ghiaccio dagli scarponi.
di Redazione
14/04/2026 - 19:00
C'è chi non nasconde la pelle d'oca, chi ancora non si è abituato alla celebrità e si muove guardingo, chi invece toglie il disturbo con grazia ed eleganza. Gli sport invernali celebrano una stagione da record con 178 podi, a poche settimane dalle emozioni delle trionfali Olimpiadi. Le immagini scorrono sul maxischermo del Teatro Armani - EA7 confermato partner della Fisi fino al 2030 - e le emozioni si susseguono come le medaglie di Milano Cortina, senza tralasciare proprio nessuno: Lisa Vittozzi e Dominik Paris gli unici assenti (Domme festeggia il 37esimo compleanno), Giovanni Franzoni scappa via per denunciare i danneggiamenti alla sua auto (nessun effetto personale di valore rubato). Ma tutta la scena, necessariamente, è per la 'Tigre', Federica Brignone. È infreddolita, tanto da chiedere di vestire un pile sopra la divisa, ma si scalda quando viene nominata 'atleta dell'anno' della Fisi per acclamazione. Una procedura insolita: la tradizione vuole una votazione online del pubblico. Ma le percentuali sarebbero state plebiscitarie, forte di un doppio oro in SuperG e Gigante con il sapore di un miracolo.
"Il mio è stato un percorso duro, difficile e terribile e più guardo le immagini dei Giochi e più mi chiedo come ho fatto. C'è grande orgoglio". Non annuncia il ritiro ma non ufficializza nemmeno che sarà al cancelletto di partenza della prossima stagione. Chi le sta vicino le consiglia di chiudere ai Mondiali di Crans-Montana, magari in bellezza con altre medaglie preziose, ma Brignone si proietta solo a vivere "giorno per giorno", a partire dalle cure che continua a svolgere a Torino: "Ho tanto lavoro da fare per tornare in pista e per la mia salute. Devo dare continuità alla fisioterapia anche se gli impegni sono tanti. È brutto non avere programmi precisi ma almeno per questa volta non ho le stampelle e riesco a camminare da sola". Non ci saranno più le star di fondo e biathlon, Federico Pellegrino e Dorothea Wierer, che confermano il ritiro.
"Nessun ripensamento", il loro pensiero scandito a distanza di pochi istanti l'uno dall'altro. "Per quattro anni le Olimpiadi di Milano Cortina sono state l'unica cosa nella mia mente - racconta Pellegrino -, questi risultati sono stati la più bella soddisfazione della mia vita. Passerò più tempo in famiglia, sarà ancora più bello". "È stato un bellissimo percorso - - spiega Wierer -, sono molto contenta di come sono andate le cose e dei risultati ottenuti". Roda non ha paura del ricambio generazionale ("fa parte dello sport") e per la prima volta entra nella polemica della definizione "dilettanti", attribuita dal presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, ai ragazzi degli sport invernali: "Noi siamo orgogliosi di essere dilettanti, però siamo dilettanti con tanti successi. Lo status dei nostri atleti è dilettante ma penso che sul lavoro siano più professionali loro di tanti altri". Più che a levarsi un sassolino dalla scarpa, ecco togliersi un blocco di ghiaccio dagli scarponi.