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Tennis, US Open: rivolta dei fan per il caro biglietti, Mamdani in campo per i cittadini
25.08.2026 18:44 di Napoli Magazine
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Sessantacinque dollari sulla carta, oltre 400 sul mercato secondario. Mentre a Flushing Meadows Carlos Alcaraz torna stasera in coppia con Serena Williams per il doppio misto piu' atteso della Fan Week, il sindaco Zohran Mamdani e' corso ai ripari assicurando ai suoi concittadini mille biglietti per gli Us Open a prezzo calmierato.

"Lo sport appartiene alla gente. Dopo i Mondiali e i campionati di atletica, rilanciamo l'impegno rendendo gli US Open più accessibili ai newyorchesi. Se i migliori tennisti del mondo vengono a giocare nella nostra città, i newyorchesi devono avere la possibilità di vederli in campo", ha detto Zohran.

E' un segnale ma anche una goccia nel mare. Per cento dollari, mille appassionati che risiedono in citta' potranno accedere ai match di Flushing Meadows durante il tabellone principale dal 30 agosto all'8 settembre, fino cioe' alla fase dei quarti di finale del torneo. Un aspetto cruciale e' che questi biglietti non potranno essere rivenduti su Ticketmaster, la piattaforma utilizzata dagli Open per il mercato secondario dove i prezzi da giorni sono schizzati alle stelle: stamattina i Grounds Pass che permettono di entrare al Billie Jean King National Tennis Center venivano offerti tra 240 e 478 dollari, nonostante il prezzo di 65 sulla carta. I fan sono su tutte le furie. Piu' si va avanti, piu' le cifre diventano da capogiro con gli ingressi offerti in rivendita per la finale maschile addirittura oltre i 21 mila. Il fenomeno non riguarda soltanto le due settimane del torneo vero e proprio: per l'esibizione di Roger Federer stasera all'Arthur Ashe, con Andy Roddick, Andre Agassi e John McEnroe, alcuni biglietti in resale su Ticketmaster superavano quota 2.000. La controversia arriva mentre a Flushing Meadows si accentuano due anime agli antipodi: da un lato la Fan Week in gran parte gratuita fino al 29 agosto, dall'altra il torneo vero e proprio che si paga a peso d'oro mentre la ristrutturazione da 800 milioni di dollari in corso all'Arthur Ashe promette di accentuare il fenomeno con oltre 2.000 nuovi posti premium vicino al campo, ristoranti e lounge riservati. E' un po' quel che succede sui voli di linea dove i posti di business superano ormai spesso in superficie quelli in economica. Nel frattempo la domanda continua a crescere: l'Open ha superato per la prima volta il milione di presenze nel 2024 e la prevendita American Express quest'anno, secondo New York Magazine, è andata esaurita in meno di due ore. Il caro-biglietti si inserisce d'altronde in una controversia più vasta. Nel settembre 2025 la Federal Trade Commission e sette Stati hanno fatto causa a Ticketmaster e alla controllante Live Nation, accusandole di pratiche ingannevoli sui prezzi e sui limiti di acquisto. La causa, che non riguarda specificamente gli Open, parte da lontano: prima ancora del caos del tour The Eras di Taylor Swift e, in Gran Bretagna, la bufera sulla reunion degli Oasis, nel 2009 la Ftc intervenne sui biglietti per Bruce Springsteen dopo che clienti rimasti a bocca asciutta su Ticketmaster erano stati indirizzati verso TicketsNow, allora controllata dalla stessa società, dove i prezzi erano molto più alti. 

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Tennis, US Open: rivolta dei fan per il caro biglietti, Mamdani in campo per i cittadini

di Redazione

25/08/2026 - 18:44

Sessantacinque dollari sulla carta, oltre 400 sul mercato secondario. Mentre a Flushing Meadows Carlos Alcaraz torna stasera in coppia con Serena Williams per il doppio misto piu' atteso della Fan Week, il sindaco Zohran Mamdani e' corso ai ripari assicurando ai suoi concittadini mille biglietti per gli Us Open a prezzo calmierato.

"Lo sport appartiene alla gente. Dopo i Mondiali e i campionati di atletica, rilanciamo l'impegno rendendo gli US Open più accessibili ai newyorchesi. Se i migliori tennisti del mondo vengono a giocare nella nostra città, i newyorchesi devono avere la possibilità di vederli in campo", ha detto Zohran.

E' un segnale ma anche una goccia nel mare. Per cento dollari, mille appassionati che risiedono in citta' potranno accedere ai match di Flushing Meadows durante il tabellone principale dal 30 agosto all'8 settembre, fino cioe' alla fase dei quarti di finale del torneo. Un aspetto cruciale e' che questi biglietti non potranno essere rivenduti su Ticketmaster, la piattaforma utilizzata dagli Open per il mercato secondario dove i prezzi da giorni sono schizzati alle stelle: stamattina i Grounds Pass che permettono di entrare al Billie Jean King National Tennis Center venivano offerti tra 240 e 478 dollari, nonostante il prezzo di 65 sulla carta. I fan sono su tutte le furie. Piu' si va avanti, piu' le cifre diventano da capogiro con gli ingressi offerti in rivendita per la finale maschile addirittura oltre i 21 mila. Il fenomeno non riguarda soltanto le due settimane del torneo vero e proprio: per l'esibizione di Roger Federer stasera all'Arthur Ashe, con Andy Roddick, Andre Agassi e John McEnroe, alcuni biglietti in resale su Ticketmaster superavano quota 2.000. La controversia arriva mentre a Flushing Meadows si accentuano due anime agli antipodi: da un lato la Fan Week in gran parte gratuita fino al 29 agosto, dall'altra il torneo vero e proprio che si paga a peso d'oro mentre la ristrutturazione da 800 milioni di dollari in corso all'Arthur Ashe promette di accentuare il fenomeno con oltre 2.000 nuovi posti premium vicino al campo, ristoranti e lounge riservati. E' un po' quel che succede sui voli di linea dove i posti di business superano ormai spesso in superficie quelli in economica. Nel frattempo la domanda continua a crescere: l'Open ha superato per la prima volta il milione di presenze nel 2024 e la prevendita American Express quest'anno, secondo New York Magazine, è andata esaurita in meno di due ore. Il caro-biglietti si inserisce d'altronde in una controversia più vasta. Nel settembre 2025 la Federal Trade Commission e sette Stati hanno fatto causa a Ticketmaster e alla controllante Live Nation, accusandole di pratiche ingannevoli sui prezzi e sui limiti di acquisto. La causa, che non riguarda specificamente gli Open, parte da lontano: prima ancora del caos del tour The Eras di Taylor Swift e, in Gran Bretagna, la bufera sulla reunion degli Oasis, nel 2009 la Ftc intervenne sui biglietti per Bruce Springsteen dopo che clienti rimasti a bocca asciutta su Ticketmaster erano stati indirizzati verso TicketsNow, allora controllata dalla stessa società, dove i prezzi erano molto più alti.