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EVENTO - Naples Shipping Week 2026: Blue Economy, 225 miliardi di valore economico, ma solo un’impresa italiana su cinque è al femminile
27.10.2026 16:01 di Napoli Magazine
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L’economia del mare in Italia genera complessivamente 224,9 miliardi di euro, pari all'11,4% del PIL nazionale, e conta oltre 1,1 milioni di occupati[1]. Un settore che comprende non soltanto navigazione, trasporti e attività portuali, ma anche industria, ricerca scientifica, tecnologie, commercio e servizi, con opportunità professionali che si sviluppano tanto in mare quanto sulla terraferma. Eppure, la partecipazione femminile presenta ancora differenze significative tra i diversi comparti. Secondo il XIV Rapporto nazionale sull'Economia del Mare 2026, realizzato da OsserMare e Centro Studi Tagliacarne–Unioncamere, su 253.599 imprese attive nella Blue Economy italiana, 56.811 sono femminili, pari al 22,4% del totale[2].

Una presenza che assume dimensioni differenti a seconda delle professioni. Secondo la Women in Maritime Survey 2024, pubblicata nel maggio 2025 dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e da WISTA International, le donne rappresentano il 16% della forza lavoro delle organizzazioni marittime private intervistate, escluso il personale imbarcato, e appena l’1% dei marittimi imbarcati impiegati dalle organizzazioni partecipanti[3].

È in questo contesto che si inserisce Sull'onda lunga della storia: donne e mare tra passato, presente e futuro, l'incontro organizzato dall'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea del CNR (ISEM-CNR) presso la Fondazione Banco di Napoli, nell’ambito della settima edizione della Naples Shipping Week, manifestazione organizzata dal Propeller Club Port of Naples e da ClickutilityTeam, e promossa dal Comune di Napoli e da AdSP del Mar Tirreno Centrale. Attraverso il confronto tra ricerca storica, mondo scientifico, imprese e professioniste del settore, il convegno ha offerto uno sguardo sulla varietà dei lavori legati al mare, mettendo in luce anche percorsi professionali spesso meno conosciuti.

Dal comando di una nave alle missioni scientifiche nell'Artico, fino ai laboratori di ricerca e all'automazione industriale. A raccontare questa pluralità di professioni, davanti a una platea che ha visto anche la partecipazione degli studenti dell'Istituto Superiore Statale F. Caracciolo - G. Da Procida, sono state due donne con ruoli di comando: Clara Carovillano, la prima donna alla guida di Nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, e Marta Pratellesi comanda Nave Alliance, unità di ricerca della NATO operata dalla Marina Militare italiana e impegnata anche in missioni scientifiche nell'Artico. Due percorsi che mostrano la varietà delle competenze richieste oggi nel settore marittimo, dalla sicurezza della navigazione alla ricerca scientifica.

Ma le opportunità legate al mare si estendono ben oltre la navigazione. Angela Cutitta, dirigente di ricerca del CNR ISMed, ha illustrato le applicazioni della ricerca marina, dallo studio della biodiversità allo sviluppo delle biotecnologie in campo biomedico, evidenziando una presenza femminile del 70% nell'ambito della ricerca sul mare e sull’ambiente. Dal mondo imprenditoriale è arrivata invece l'esperienza di Maria De Lillo, alla guida di Dielle srl, realtà attiva nell’automazione industriale, nella meccatronica e nelle applicazioni navali, che ha riportato una presenza femminile del 65% nella propria azienda. Esperienze che raccontano un settore capace di coinvolgere competenze scientifiche, tecnologiche, industriali e manageriali, offrendo anche alle nuove generazioni una prospettiva più ampia sulle possibilità di formazione e lavoro nell’economia del mare.

L’evento è stato anche occasione per un excursus storico sul ruolo delle donne nelle economie marittime. Due secoli fa nel Regno di Napoli, l'assenza degli uomini impegnati nella navigazione ampliava le responsabilità femminili nella gestione delle rendite e dei patrimoni familiari. Le ricerche di Raffaella Salvemini (ISEM-CNR) documentano anche la presenza di cinque donne armatrici, mentre l'analisi degli archivi del Banco di Napoli condotta da Andrea Zappulli evidenzia il ruolo delle donne nella gestione dei rischi familiari e mercantili. Un contributo che emerge anche dai dati illustrati da Maria Rosaria De Rosa (Università Suor Orsola Benincasa): nel 1901 a Napoli oltre 2.500 donne lavoravano nel commercio e, nei primi vent'anni successivi al Codice di commercio del 1882, si contavano 297 società con partecipazione femminile. Dall'approvvigionamento alla cura delle navi, il lavoro femminile ha inoltre contribuito al funzionamento dei traffici marittimi, come ricostruito dalla ricercatrice Erica Mezzoli attraverso lo studio del contesto europeo e nordamericano. Un'eredità che si ritrova anche nelle tradizioni delle comunità costiere, come quella del costume procidano, approfondita dalla storica e ricercatrice Bianca Stranieri e Lena Costagliola di Polidoro, impegnata nella sua conservazione attraverso l'associazione L'Oro del Mare.

“Il convegno dedicato alle donne nell'economia del mare è stato un momento di grande valore per la Naples Shipping Week. Desidero sottolineare in particolare la partecipazione della Marina Militare e della Guardia Costiera, rappresentate da due donne al comando di Nave Alliance e Nave Gregoretti: testimonianze concrete di un settore che cambia e che offre opportunità professionali sempre più diversificate. Fare comunità significa anche questo: riconoscere e dare voce alle competenze dell'intero cluster marittimo, promuovendo il confronto e il dialogo tra esperienze e generazioni diverse”, ha dichiarato Umberto Masucci, presidente del Propeller Club Port of Naples.

A proposito di Naples Shipping Week

La Naples Shipping Week è la manifestazione internazionale dedicata all’economia del mare organizzata e promossa dal Propeller Club Port of Naples e da Clickutility Team, società leader in Italia nell’organizzazione di eventi B2B. La Naples Shipping Week si alterna, con cadenza biennale, alla manifestazione gemella Genoa Shipping Week. 

Il Propeller Club Port Of Naples è l’associazione che promuove l'incontro e le relazioni tra persone che gravitano nei trasporti marittimi, terrestri, aerei; favorisce la formazione e l'aggiornamento tecnico, culturale tra tutti gli appartenenti alle categorie economiche e professionali legate alle attività marittime e dei trasporti internazionali e nazionali; aderisce all’associazione italiana dei Propeller Clubs.

Clickutility Team è leader in Italia nell’ideazione e realizzazione di eventi B2B per i settori della mobilità sostenibile, logistica, energia, ambiente e high tech. Le sue competenze si sono evolute e consolidate nel tempo. Clickutility Team è oggi riconosciuta tra i più innovativi e originali organizzatori di Conference & Expo.

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EVENTO - Naples Shipping Week 2026: Blue Economy, 225 miliardi di valore economico, ma solo un’impresa italiana su cinque è al femminile

di Redazione

27/10/2026 - 16:01

L’economia del mare in Italia genera complessivamente 224,9 miliardi di euro, pari all'11,4% del PIL nazionale, e conta oltre 1,1 milioni di occupati[1]. Un settore che comprende non soltanto navigazione, trasporti e attività portuali, ma anche industria, ricerca scientifica, tecnologie, commercio e servizi, con opportunità professionali che si sviluppano tanto in mare quanto sulla terraferma. Eppure, la partecipazione femminile presenta ancora differenze significative tra i diversi comparti. Secondo il XIV Rapporto nazionale sull'Economia del Mare 2026, realizzato da OsserMare e Centro Studi Tagliacarne–Unioncamere, su 253.599 imprese attive nella Blue Economy italiana, 56.811 sono femminili, pari al 22,4% del totale[2].

Una presenza che assume dimensioni differenti a seconda delle professioni. Secondo la Women in Maritime Survey 2024, pubblicata nel maggio 2025 dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e da WISTA International, le donne rappresentano il 16% della forza lavoro delle organizzazioni marittime private intervistate, escluso il personale imbarcato, e appena l’1% dei marittimi imbarcati impiegati dalle organizzazioni partecipanti[3].

È in questo contesto che si inserisce Sull'onda lunga della storia: donne e mare tra passato, presente e futuro, l'incontro organizzato dall'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea del CNR (ISEM-CNR) presso la Fondazione Banco di Napoli, nell’ambito della settima edizione della Naples Shipping Week, manifestazione organizzata dal Propeller Club Port of Naples e da ClickutilityTeam, e promossa dal Comune di Napoli e da AdSP del Mar Tirreno Centrale. Attraverso il confronto tra ricerca storica, mondo scientifico, imprese e professioniste del settore, il convegno ha offerto uno sguardo sulla varietà dei lavori legati al mare, mettendo in luce anche percorsi professionali spesso meno conosciuti.

Dal comando di una nave alle missioni scientifiche nell'Artico, fino ai laboratori di ricerca e all'automazione industriale. A raccontare questa pluralità di professioni, davanti a una platea che ha visto anche la partecipazione degli studenti dell'Istituto Superiore Statale F. Caracciolo - G. Da Procida, sono state due donne con ruoli di comando: Clara Carovillano, la prima donna alla guida di Nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, e Marta Pratellesi comanda Nave Alliance, unità di ricerca della NATO operata dalla Marina Militare italiana e impegnata anche in missioni scientifiche nell'Artico. Due percorsi che mostrano la varietà delle competenze richieste oggi nel settore marittimo, dalla sicurezza della navigazione alla ricerca scientifica.

Ma le opportunità legate al mare si estendono ben oltre la navigazione. Angela Cutitta, dirigente di ricerca del CNR ISMed, ha illustrato le applicazioni della ricerca marina, dallo studio della biodiversità allo sviluppo delle biotecnologie in campo biomedico, evidenziando una presenza femminile del 70% nell'ambito della ricerca sul mare e sull’ambiente. Dal mondo imprenditoriale è arrivata invece l'esperienza di Maria De Lillo, alla guida di Dielle srl, realtà attiva nell’automazione industriale, nella meccatronica e nelle applicazioni navali, che ha riportato una presenza femminile del 65% nella propria azienda. Esperienze che raccontano un settore capace di coinvolgere competenze scientifiche, tecnologiche, industriali e manageriali, offrendo anche alle nuove generazioni una prospettiva più ampia sulle possibilità di formazione e lavoro nell’economia del mare.

L’evento è stato anche occasione per un excursus storico sul ruolo delle donne nelle economie marittime. Due secoli fa nel Regno di Napoli, l'assenza degli uomini impegnati nella navigazione ampliava le responsabilità femminili nella gestione delle rendite e dei patrimoni familiari. Le ricerche di Raffaella Salvemini (ISEM-CNR) documentano anche la presenza di cinque donne armatrici, mentre l'analisi degli archivi del Banco di Napoli condotta da Andrea Zappulli evidenzia il ruolo delle donne nella gestione dei rischi familiari e mercantili. Un contributo che emerge anche dai dati illustrati da Maria Rosaria De Rosa (Università Suor Orsola Benincasa): nel 1901 a Napoli oltre 2.500 donne lavoravano nel commercio e, nei primi vent'anni successivi al Codice di commercio del 1882, si contavano 297 società con partecipazione femminile. Dall'approvvigionamento alla cura delle navi, il lavoro femminile ha inoltre contribuito al funzionamento dei traffici marittimi, come ricostruito dalla ricercatrice Erica Mezzoli attraverso lo studio del contesto europeo e nordamericano. Un'eredità che si ritrova anche nelle tradizioni delle comunità costiere, come quella del costume procidano, approfondita dalla storica e ricercatrice Bianca Stranieri e Lena Costagliola di Polidoro, impegnata nella sua conservazione attraverso l'associazione L'Oro del Mare.

“Il convegno dedicato alle donne nell'economia del mare è stato un momento di grande valore per la Naples Shipping Week. Desidero sottolineare in particolare la partecipazione della Marina Militare e della Guardia Costiera, rappresentate da due donne al comando di Nave Alliance e Nave Gregoretti: testimonianze concrete di un settore che cambia e che offre opportunità professionali sempre più diversificate. Fare comunità significa anche questo: riconoscere e dare voce alle competenze dell'intero cluster marittimo, promuovendo il confronto e il dialogo tra esperienze e generazioni diverse”, ha dichiarato Umberto Masucci, presidente del Propeller Club Port of Naples.

A proposito di Naples Shipping Week

La Naples Shipping Week è la manifestazione internazionale dedicata all’economia del mare organizzata e promossa dal Propeller Club Port of Naples e da Clickutility Team, società leader in Italia nell’organizzazione di eventi B2B. La Naples Shipping Week si alterna, con cadenza biennale, alla manifestazione gemella Genoa Shipping Week. 

Il Propeller Club Port Of Naples è l’associazione che promuove l'incontro e le relazioni tra persone che gravitano nei trasporti marittimi, terrestri, aerei; favorisce la formazione e l'aggiornamento tecnico, culturale tra tutti gli appartenenti alle categorie economiche e professionali legate alle attività marittime e dei trasporti internazionali e nazionali; aderisce all’associazione italiana dei Propeller Clubs.

Clickutility Team è leader in Italia nell’ideazione e realizzazione di eventi B2B per i settori della mobilità sostenibile, logistica, energia, ambiente e high tech. Le sue competenze si sono evolute e consolidate nel tempo. Clickutility Team è oggi riconosciuta tra i più innovativi e originali organizzatori di Conference & Expo.