“Tenere un cane alla catena è una forma di violenza quotidiana, un vero e proprio maltrattamento, che trasforma in un inferno la vita dell’animale: tanto più quando ciò è accompagnato da privazione di acqua, cibo e altri soprusi. Grazie alla legge Brambilla questi atti orribili vengono sanzionati adeguatamente e si forniscono nuovi strumenti per migliorare, fin da subito, la vita degli animali”.
Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e autrice della riforma dei reati a danno degli animali in vigore dal 1° luglio scorso, commentando l’intervento dei Carabinieri che nei giorni scorsi ha consentito di mettere in salvo a Ossi, in Provincia di Sassari, un meticcio di taglia media, legato ad una catena corta e arrugginita, senz’acqua né cibo, in pessime condizioni igieniche, ora collocato nel canile di zone per le prime cure e ribattezzato Fiamma.
“Correttamente - commenta l’on. Brambilla - i carabinieri, che sentitamente ringrazio, hanno contestato il reato di maltrattamento di animali, per il quale la legge Brambilla prevede da sei mesi a due anni di reclusione, sempre congiunti ad una multa tra i 5 mila e i 30 mila euro. La nostra LEIDAA, se possibile, chiederà l’affido di Fiamma, per evitare che trascorra mesi o anni nel box del canile. Così si riscatta una vita di violenza e soprusi: la legge Brambilla, che prevede l’affido definitivo, salverà Fiamma una seconda volta. Siamo infatti di fronte a una rivoluzione storica: un tempo un cane maltrattato sarebbe stato parcheggiato in un canile per anni, in attesa della fine del processo, oggi grazie all’articolo 260 del codice di procedura penale è possibile chiederne l’affido definitivo fin da subito, salvandogli la vita!”.
di Redazione
06/04/2026 - 14:24
“Tenere un cane alla catena è una forma di violenza quotidiana, un vero e proprio maltrattamento, che trasforma in un inferno la vita dell’animale: tanto più quando ciò è accompagnato da privazione di acqua, cibo e altri soprusi. Grazie alla legge Brambilla questi atti orribili vengono sanzionati adeguatamente e si forniscono nuovi strumenti per migliorare, fin da subito, la vita degli animali”.
Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e autrice della riforma dei reati a danno degli animali in vigore dal 1° luglio scorso, commentando l’intervento dei Carabinieri che nei giorni scorsi ha consentito di mettere in salvo a Ossi, in Provincia di Sassari, un meticcio di taglia media, legato ad una catena corta e arrugginita, senz’acqua né cibo, in pessime condizioni igieniche, ora collocato nel canile di zone per le prime cure e ribattezzato Fiamma.
“Correttamente - commenta l’on. Brambilla - i carabinieri, che sentitamente ringrazio, hanno contestato il reato di maltrattamento di animali, per il quale la legge Brambilla prevede da sei mesi a due anni di reclusione, sempre congiunti ad una multa tra i 5 mila e i 30 mila euro. La nostra LEIDAA, se possibile, chiederà l’affido di Fiamma, per evitare che trascorra mesi o anni nel box del canile. Così si riscatta una vita di violenza e soprusi: la legge Brambilla, che prevede l’affido definitivo, salverà Fiamma una seconda volta. Siamo infatti di fronte a una rivoluzione storica: un tempo un cane maltrattato sarebbe stato parcheggiato in un canile per anni, in attesa della fine del processo, oggi grazie all’articolo 260 del codice di procedura penale è possibile chiederne l’affido definitivo fin da subito, salvandogli la vita!”.