A Napoli, le indagini per far luce sulla morte del piccolo Domenico - avvenuta sabato 21 febbraio - non si fermano. I carabinieri del Nas si sono recati all'ospedale Monaldi, dove il bimbo è morto in seguito alle complicanze di un trapianto di cuore fallito. I militari si sono presentati nel nosocomio partenopeo nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli, dopo aver proceduto nella giornata di sabato alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.
Dopo la morte del bambino si è aggravata la posizione dei sei sanitari indagati (secondo alcune indiscrezioni di stampa, a breve se ne dovrebbero aggiungere altri). I medici, in vista dell'autopsia che sarà disposta a breve dalla procura di Napoli, dovranno infatti rispondere dell'accusa di omicidio colposo al posto di quella di lesioni colpose gravi ipotizzata inizialmente. I militari del Nas hanno, sotto il coordinamento dei magistrati della VI sezione "lavoro e colpe professionali", sequestrato i telefoni cellulari dei sanitari, notificando gli avvisi di garanzia contenenti ancora la vecchia ipotesi di reato che sarà aggiornata con la comunicazione dell'esame autoptico.
Gli inquirenti della VI sezione hanno disposto il sequestro della salma del bimbo perché venga sottoposta a esame autoptico. Al termine di quest'ultimo, il muscolo cardiaco sarà posto sotto sequestro in vista degli accertamenti medici che verranno disposti dagli investigatori.
Gli accertamenti sul materiale raccolto finora e sulle testimonianze rilasciate dalle persone informate sui fatti mirano a far luce sulla catena di eventi che avrebbe portato al danneggiamento dell'organo che, prelevato a Bolzano da un'equipe giunta a Napoli, è risultato essere stato "bruciato" dalle bassissime temperature a cui è stato esposto durante il viaggio verso il capoluogo campano. Gli inquirenti stanno lavorando anche sulle date di acquisto e sulla disponibilità dei box di ultima generazione per il trasporto degli organi. Secondo quanto emerso dall'audit interno al Monaldi nell'ospedale ce n'erano tre che, però, sono rimasti inutilizzanti preferendo l'utilizzo di un box di vecchia generazione che, comunque, avrebbe condotto a un risultato differente se fosse stato utilizzato il giusto refrigerante. Secondo le prime informazioni, la scelta del personale dell’equipe sarebbe dovuta alla mancanza di formazione sull'uso dei box hi-tech.
Gli inquirenti napoletani attendono gli atti acquisiti a Bolzano dai carabinieri del Nas di Trento. I documenti conterebbero anche le testimonianze raccolte da chi indaga nell'intento di comprendere chi abbia reperito il ghiaccio secco - al posto di quello tradizionale - e lo abbia poi utilizzato per riempire il frigo utilizzato per il cuore del piccolo Domenico.
"Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato". Lo riferisce all'Ansa l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico. "Domani mattina - lunedì 23 febbraio ndr - torno in procura per segnalare l'anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se non lo hanno già fatto". L'avvocato fa riferimento anche alla scansione degli orari presente sulla documentazione ricevuta dal Monaldi. "Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi" ha dichiarato Petruzzi.
di Redazione
22/02/2026 - 15:26
A Napoli, le indagini per far luce sulla morte del piccolo Domenico - avvenuta sabato 21 febbraio - non si fermano. I carabinieri del Nas si sono recati all'ospedale Monaldi, dove il bimbo è morto in seguito alle complicanze di un trapianto di cuore fallito. I militari si sono presentati nel nosocomio partenopeo nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli, dopo aver proceduto nella giornata di sabato alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.
Dopo la morte del bambino si è aggravata la posizione dei sei sanitari indagati (secondo alcune indiscrezioni di stampa, a breve se ne dovrebbero aggiungere altri). I medici, in vista dell'autopsia che sarà disposta a breve dalla procura di Napoli, dovranno infatti rispondere dell'accusa di omicidio colposo al posto di quella di lesioni colpose gravi ipotizzata inizialmente. I militari del Nas hanno, sotto il coordinamento dei magistrati della VI sezione "lavoro e colpe professionali", sequestrato i telefoni cellulari dei sanitari, notificando gli avvisi di garanzia contenenti ancora la vecchia ipotesi di reato che sarà aggiornata con la comunicazione dell'esame autoptico.
Gli inquirenti della VI sezione hanno disposto il sequestro della salma del bimbo perché venga sottoposta a esame autoptico. Al termine di quest'ultimo, il muscolo cardiaco sarà posto sotto sequestro in vista degli accertamenti medici che verranno disposti dagli investigatori.
Gli accertamenti sul materiale raccolto finora e sulle testimonianze rilasciate dalle persone informate sui fatti mirano a far luce sulla catena di eventi che avrebbe portato al danneggiamento dell'organo che, prelevato a Bolzano da un'equipe giunta a Napoli, è risultato essere stato "bruciato" dalle bassissime temperature a cui è stato esposto durante il viaggio verso il capoluogo campano. Gli inquirenti stanno lavorando anche sulle date di acquisto e sulla disponibilità dei box di ultima generazione per il trasporto degli organi. Secondo quanto emerso dall'audit interno al Monaldi nell'ospedale ce n'erano tre che, però, sono rimasti inutilizzanti preferendo l'utilizzo di un box di vecchia generazione che, comunque, avrebbe condotto a un risultato differente se fosse stato utilizzato il giusto refrigerante. Secondo le prime informazioni, la scelta del personale dell’equipe sarebbe dovuta alla mancanza di formazione sull'uso dei box hi-tech.
Gli inquirenti napoletani attendono gli atti acquisiti a Bolzano dai carabinieri del Nas di Trento. I documenti conterebbero anche le testimonianze raccolte da chi indaga nell'intento di comprendere chi abbia reperito il ghiaccio secco - al posto di quello tradizionale - e lo abbia poi utilizzato per riempire il frigo utilizzato per il cuore del piccolo Domenico.
"Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato". Lo riferisce all'Ansa l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico. "Domani mattina - lunedì 23 febbraio ndr - torno in procura per segnalare l'anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se non lo hanno già fatto". L'avvocato fa riferimento anche alla scansione degli orari presente sulla documentazione ricevuta dal Monaldi. "Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi" ha dichiarato Petruzzi.