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NEWS - Ragazzi in rete, On. Brambilla: "Educazione digitale esigenza indifferibile per figli e genitori"
27.05.2026 15:03 di Napoli Magazine
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“Quale che sia l’esito della riflessione sui limiti da porre all’uso dei social e di internet da parte dei più giovani, sono fermamente convinta della necessità di un investimento stabile e consistente sull’educazione digitale dei ragazzi, fin dalla più tenera età, e soprattutto dei genitori. Informare e promuovere l’utilizzo consapevole della rete, dei social, degli strumenti di intelligenza artificiale non è più un’opzione, ma un’esigenza indifferibile”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, introducendo l’evento “Ragazzi connessi, diritti e salute nell’ambiente digitale”, promosso dalla commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e dall’Unicef: un vero e proprio question time con i giovani nel ruolo di “interroganti” e un selezionato panel di esperti chiamati a rispondere. Sui “Rischi della dipendenza” ha risposto la professoressa Daniela Chieffo, Responsabile dell'Unità di psicologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma; su “Luci e ombre dell’intelligenza artificiale” il prof. Mario Pireddu, associato di Tecnologie per la formazione all’Università degli studi della Tuscia; sulla “Società degli schermi: come i social ci stanno cambiando” il dott. Antonio Affinita, Direttore generale MOIGE, su “Fake news e realtà: orientarsi nell’infosfera” e “Odio online: discriminazioni e responsabilità nella rete” la psicologa e criminologa Aurora Barbari, sottotenente dei Carabinieri del ruolo tecnico. “A dire il vero - sottolinea l’on. Brambilla - il tema della relazione con l’ambiente digitale riguarda l’intera società. Nell’“era delle comunicazioni” siamo esposti tutti ad un frenetico flusso di scambi e di informazioni, anche provenienti dalle aree più remote del pianeta, per lo più mediate da un oggetto, lo smartphone, che è ormai diventato, di fatto, parte del nostro corpo e che ha ridotto notevolmente lo spazio della comunicazione diretta, “in presenza” diremmo oggi, tra persona e persona, perfino tra familiari”. Secondo dati raccolti proprio da Unicef, è probabilmente eccessiva la fiducia degli adulti nelle abilità dei cosiddetti “nativi digitali”: il 9,5% dei bambini e ragazzi di età compresa tra 9 e 16 anni non possiede competenze nel cambiare le impostazioni della privacy e 1 su 10 non sa come scegliere le migliori parole chiave per eseguire ricerche, accrescendo quindi il rischio di imbattersi in fonti inattendibili o in vere e proprie fake news fabbricate per un determinato scopo. “In molti Paesi del mondo - ricorda la presidente della commissione - si discute se vietare l’accesso ai social sotto una certa età. Per limitarci all’Europa, Francia e Austria hanno già approvato stringenti divieti. Sulla stessa strada sono avviati i governi di Grecia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Danimarca, altri stanno valutando. L’anno scorso la Commissione europea ha adottato linee guida specifiche sulla sicurezza online dei minori nell’ambito del regolamento vigente sui servizi digitali. Vi è dunque un orientamento prevalente verso la “stretta” sull’accesso, che ispira anche il ddl “bipartisan” attualmente in discussione al Senato e la posizione del governo che ha introdotto le prime misure apposite nel decreto Caivano”.

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NEWS - Ragazzi in rete, On. Brambilla: "Educazione digitale esigenza indifferibile per figli e genitori"

di Redazione

27/05/2026 - 15:03

“Quale che sia l’esito della riflessione sui limiti da porre all’uso dei social e di internet da parte dei più giovani, sono fermamente convinta della necessità di un investimento stabile e consistente sull’educazione digitale dei ragazzi, fin dalla più tenera età, e soprattutto dei genitori. Informare e promuovere l’utilizzo consapevole della rete, dei social, degli strumenti di intelligenza artificiale non è più un’opzione, ma un’esigenza indifferibile”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, introducendo l’evento “Ragazzi connessi, diritti e salute nell’ambiente digitale”, promosso dalla commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e dall’Unicef: un vero e proprio question time con i giovani nel ruolo di “interroganti” e un selezionato panel di esperti chiamati a rispondere. Sui “Rischi della dipendenza” ha risposto la professoressa Daniela Chieffo, Responsabile dell'Unità di psicologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma; su “Luci e ombre dell’intelligenza artificiale” il prof. Mario Pireddu, associato di Tecnologie per la formazione all’Università degli studi della Tuscia; sulla “Società degli schermi: come i social ci stanno cambiando” il dott. Antonio Affinita, Direttore generale MOIGE, su “Fake news e realtà: orientarsi nell’infosfera” e “Odio online: discriminazioni e responsabilità nella rete” la psicologa e criminologa Aurora Barbari, sottotenente dei Carabinieri del ruolo tecnico. “A dire il vero - sottolinea l’on. Brambilla - il tema della relazione con l’ambiente digitale riguarda l’intera società. Nell’“era delle comunicazioni” siamo esposti tutti ad un frenetico flusso di scambi e di informazioni, anche provenienti dalle aree più remote del pianeta, per lo più mediate da un oggetto, lo smartphone, che è ormai diventato, di fatto, parte del nostro corpo e che ha ridotto notevolmente lo spazio della comunicazione diretta, “in presenza” diremmo oggi, tra persona e persona, perfino tra familiari”. Secondo dati raccolti proprio da Unicef, è probabilmente eccessiva la fiducia degli adulti nelle abilità dei cosiddetti “nativi digitali”: il 9,5% dei bambini e ragazzi di età compresa tra 9 e 16 anni non possiede competenze nel cambiare le impostazioni della privacy e 1 su 10 non sa come scegliere le migliori parole chiave per eseguire ricerche, accrescendo quindi il rischio di imbattersi in fonti inattendibili o in vere e proprie fake news fabbricate per un determinato scopo. “In molti Paesi del mondo - ricorda la presidente della commissione - si discute se vietare l’accesso ai social sotto una certa età. Per limitarci all’Europa, Francia e Austria hanno già approvato stringenti divieti. Sulla stessa strada sono avviati i governi di Grecia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Danimarca, altri stanno valutando. L’anno scorso la Commissione europea ha adottato linee guida specifiche sulla sicurezza online dei minori nell’ambito del regolamento vigente sui servizi digitali. Vi è dunque un orientamento prevalente verso la “stretta” sull’accesso, che ispira anche il ddl “bipartisan” attualmente in discussione al Senato e la posizione del governo che ha introdotto le prime misure apposite nel decreto Caivano”.