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NOVITA' - Vaccino contro il melanoma, Ascierto: “Una rivoluzione nella lotta ai tumori”
20.08.2026 14:39 di Napoli Magazine
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Risultati incoraggianti per intismeran autogene, il trattamento sperimentale contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck sulla base della tecnologia dell’Rna messaggero (mRna) utilizzata anche per i vaccini contro il Covid-19. L’annuncio dei risultati di fase 3 ha provocato un’immediata reazione sui mercati: il titolo Moderna è arrivato a guadagnare in brevissimo tempo oltre il 160%, mentre Merck ha registrato un rialzo di circa l’11%.
 
Il trattamento è stato sviluppato per fornire una risposta personalizzata sulla base delle caratteristiche del tumore di ciascun paziente. Secondo quanto comunicato dalle due aziende, in un ampio studio clinico intismeran autogene, somministrato insieme al pembrolizumab, un farmaco immunoterapico, e all’attuale terapia standard, ha impedito la ricomparsa del melanoma e la diffusione della malattia ad altri organi.
 
La prima sperimentazione di fase 3 con risultati positivi
La sperimentazione è durata circa un anno e ha coinvolto 1.137 pazienti. Moderna e Merck sottolineano che si tratta della prima volta in cui un trattamento contro il cancro basato sull’mRna ha mostrato risultati positivi in uno studio clinico di fase 3.
 
“E' una pietra miliare straordinaria per Moderna, per la scienza dell’mRna e, soprattutto, per i pazienti affetti da cancro“, ha dichiarato l’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel.
 
Le aziende hanno annunciato che presenteranno i dati completi in occasione di una prossima conferenza internazionale e che avvieranno le procedure per sottoporre il trattamento all’approvazione delle autorità regolatorie.

"Arrivano risultati positivi dalla sperimentazione del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma - spiega il prof. Paolo Antonio Ascierto, oncologo e ricercatore italiano, tra i maggiori esperti internazionali nella lotta al melanoma -, sviluppato da Moderna e Merck. Nei pazienti con melanoma già sottoposti a intervento chirurgico, l’approccio ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva e di metastasi rispetto alla sola immunoterapia. Un risultato che apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare la tecnologia a mRNA per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire in maniera più precisa le caratteristiche specifiche del tumore. Non si tratta semplicemente di un “vaccino contro il cancro” nel senso tradizionale del termine. L’obiettivo è costruire, paziente per paziente, una risposta immunitaria mirata sulla base delle mutazioni presenti nelle cellule tumorali. È un cambio di paradigma: dalla terapia uguale per tutti a un trattamento sempre più personalizzato e costruito sulle caratteristiche biologiche del singolo tumore. Il melanoma rappresenta oggi uno dei campi più avanzati dell’immuno-oncologia e questi risultati rafforzano l’idea che la combinazione tra immunoterapia, genomica e tecnologia mRNA possa aprire nuove strade anche per altri tumori. “Parliamo di un modo diverso di fare oncologia”: una prospettiva nella quale il sistema immunitario diventa sempre più protagonista della lotta contro il cancro. La ricerca continua. E questi risultati ci dicono che la direzione è quella giusta".

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NOVITA' - Vaccino contro il melanoma, Ascierto: “Una rivoluzione nella lotta ai tumori”

di Redazione

20/08/2026 - 14:39

Risultati incoraggianti per intismeran autogene, il trattamento sperimentale contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck sulla base della tecnologia dell’Rna messaggero (mRna) utilizzata anche per i vaccini contro il Covid-19. L’annuncio dei risultati di fase 3 ha provocato un’immediata reazione sui mercati: il titolo Moderna è arrivato a guadagnare in brevissimo tempo oltre il 160%, mentre Merck ha registrato un rialzo di circa l’11%.
 
Il trattamento è stato sviluppato per fornire una risposta personalizzata sulla base delle caratteristiche del tumore di ciascun paziente. Secondo quanto comunicato dalle due aziende, in un ampio studio clinico intismeran autogene, somministrato insieme al pembrolizumab, un farmaco immunoterapico, e all’attuale terapia standard, ha impedito la ricomparsa del melanoma e la diffusione della malattia ad altri organi.
 
La prima sperimentazione di fase 3 con risultati positivi
La sperimentazione è durata circa un anno e ha coinvolto 1.137 pazienti. Moderna e Merck sottolineano che si tratta della prima volta in cui un trattamento contro il cancro basato sull’mRna ha mostrato risultati positivi in uno studio clinico di fase 3.
 
“E' una pietra miliare straordinaria per Moderna, per la scienza dell’mRna e, soprattutto, per i pazienti affetti da cancro“, ha dichiarato l’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel.
 
Le aziende hanno annunciato che presenteranno i dati completi in occasione di una prossima conferenza internazionale e che avvieranno le procedure per sottoporre il trattamento all’approvazione delle autorità regolatorie.

"Arrivano risultati positivi dalla sperimentazione del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma - spiega il prof. Paolo Antonio Ascierto, oncologo e ricercatore italiano, tra i maggiori esperti internazionali nella lotta al melanoma -, sviluppato da Moderna e Merck. Nei pazienti con melanoma già sottoposti a intervento chirurgico, l’approccio ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva e di metastasi rispetto alla sola immunoterapia. Un risultato che apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare la tecnologia a mRNA per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire in maniera più precisa le caratteristiche specifiche del tumore. Non si tratta semplicemente di un “vaccino contro il cancro” nel senso tradizionale del termine. L’obiettivo è costruire, paziente per paziente, una risposta immunitaria mirata sulla base delle mutazioni presenti nelle cellule tumorali. È un cambio di paradigma: dalla terapia uguale per tutti a un trattamento sempre più personalizzato e costruito sulle caratteristiche biologiche del singolo tumore. Il melanoma rappresenta oggi uno dei campi più avanzati dell’immuno-oncologia e questi risultati rafforzano l’idea che la combinazione tra immunoterapia, genomica e tecnologia mRNA possa aprire nuove strade anche per altri tumori. “Parliamo di un modo diverso di fare oncologia”: una prospettiva nella quale il sistema immunitario diventa sempre più protagonista della lotta contro il cancro. La ricerca continua. E questi risultati ci dicono che la direzione è quella giusta".