"Arrivano risultati positivi dalla sperimentazione del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma - spiega il prof. Paolo Antonio Ascierto, oncologo e ricercatore italiano, tra i maggiori esperti internazionali nella lotta al melanoma -, sviluppato da Moderna e Merck. Nei pazienti con melanoma già sottoposti a intervento chirurgico, l’approccio ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva e di metastasi rispetto alla sola immunoterapia. Un risultato che apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare la tecnologia a mRNA per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire in maniera più precisa le caratteristiche specifiche del tumore. Non si tratta semplicemente di un “vaccino contro il cancro” nel senso tradizionale del termine. L’obiettivo è costruire, paziente per paziente, una risposta immunitaria mirata sulla base delle mutazioni presenti nelle cellule tumorali. È un cambio di paradigma: dalla terapia uguale per tutti a un trattamento sempre più personalizzato e costruito sulle caratteristiche biologiche del singolo tumore. Il melanoma rappresenta oggi uno dei campi più avanzati dell’immuno-oncologia e questi risultati rafforzano l’idea che la combinazione tra immunoterapia, genomica e tecnologia mRNA possa aprire nuove strade anche per altri tumori. “Parliamo di un modo diverso di fare oncologia”: una prospettiva nella quale il sistema immunitario diventa sempre più protagonista della lotta contro il cancro. La ricerca continua. E questi risultati ci dicono che la direzione è quella giusta".
di Redazione
20/08/2026 - 14:39
"Arrivano risultati positivi dalla sperimentazione del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma - spiega il prof. Paolo Antonio Ascierto, oncologo e ricercatore italiano, tra i maggiori esperti internazionali nella lotta al melanoma -, sviluppato da Moderna e Merck. Nei pazienti con melanoma già sottoposti a intervento chirurgico, l’approccio ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva e di metastasi rispetto alla sola immunoterapia. Un risultato che apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare la tecnologia a mRNA per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire in maniera più precisa le caratteristiche specifiche del tumore. Non si tratta semplicemente di un “vaccino contro il cancro” nel senso tradizionale del termine. L’obiettivo è costruire, paziente per paziente, una risposta immunitaria mirata sulla base delle mutazioni presenti nelle cellule tumorali. È un cambio di paradigma: dalla terapia uguale per tutti a un trattamento sempre più personalizzato e costruito sulle caratteristiche biologiche del singolo tumore. Il melanoma rappresenta oggi uno dei campi più avanzati dell’immuno-oncologia e questi risultati rafforzano l’idea che la combinazione tra immunoterapia, genomica e tecnologia mRNA possa aprire nuove strade anche per altri tumori. “Parliamo di un modo diverso di fare oncologia”: una prospettiva nella quale il sistema immunitario diventa sempre più protagonista della lotta contro il cancro. La ricerca continua. E questi risultati ci dicono che la direzione è quella giusta".