Tanti ex calciatori, allenatori e dirigenti ieri allo IAV per la presentazione di “La Patrizia”, il nuovo lavoro editoriale di Italo Palmieri, storico dirigente di calcio campano e fautore della rinascita del movimento calcistico femminile in regione a inizio anni Duemila. Insieme con l’autore, dopo il saluto del presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, ne hanno parlato i giornalisti Antonio Sasso e Gregorio Di Micco, fondatori di Campania Sport, una delle mitiche testate dell’epoca di cui si parla ampiamente nel volume, e Filippo Parisio, già presidente del CN Posillipo ed ex calciatore dilettante dell’epoca, che hanno raccontato alcuni aneddoti.
Tra il pubblico, presente anche Gennaro Carlino, uno dei fondatori di La Patrizia, e Gaetano Di Liddo, ex calciatore che ha raccontato un simpatico aneddoto che lo ha visto protagonista con l’attore Toni Servillo alcuni anni fa: “Un giorno al ristorante è venuto a salutarmi, aveva da poco vinto l’Oscar con “La grande bellezza”. Mi ha riconosciuto lui e mi ha detto che con il padre, quando era ragazzo, veniva a vedere le partite della nostra squadra e io ero il suo idolo dell’epoca”. A fine presentazione una torta è stata tagliata da tutti gli ex calciatori di La Patrizia, insieme con Italo Palmieri e il fratello Carlo Palmieri, figli di Giggino Palmieri, altro fondatore del club.
Quella di “La Patrizia” è una storia di calcio e passione, come molto spesso accade, una società di calcio che ha frequentato le serie minori campane negli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, rappresentando un unicum nella storia del calcio locale. Già dal nome, che fu scelto in onore della figlia del primo presidente, Pasquale Tuccillo. Ad animare quell’avventura un gruppo di appassionati della cosiddetta “Napoli bene”, capitanati da Giggino Palmieri, padre di Italo, Nino Conte, Gianni Caruso, Gennaro Carlino, patron di “Carpisa”, insieme con tanti altri amici e imprenditori che l’hanno sostenuta per anni. Ma anche uno spaccato dello sport e della società di quel periodo, che intreccia le sue storie con quelle del Napoli di Vinicio, Altafini, Canè, Montefusco, Juliano, e con una realtà molto diversa da quella odierna.
Una storia che racconta il giornalismo dell’epoca e le amicizie nate e ancora oggi salde, che ruotano intorno alla cultura del vero sport, quello praticato per passione e senza interessi. Dalle partite dell’epoca disputate sul campo del Denza sono nati calciatori e dirigenti che hanno fatto la storia del calcio partenopeo e in questo volume, che l’autore ha voluto scrivere come omaggio al padre da poco scomparso, sono tutti raccontati con retroscena e ricordi raccolti direttamente da chi li ha vissuti in quegli anni.

di Redazione
28/04/2026 - 15:51
Tanti ex calciatori, allenatori e dirigenti ieri allo IAV per la presentazione di “La Patrizia”, il nuovo lavoro editoriale di Italo Palmieri, storico dirigente di calcio campano e fautore della rinascita del movimento calcistico femminile in regione a inizio anni Duemila. Insieme con l’autore, dopo il saluto del presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, ne hanno parlato i giornalisti Antonio Sasso e Gregorio Di Micco, fondatori di Campania Sport, una delle mitiche testate dell’epoca di cui si parla ampiamente nel volume, e Filippo Parisio, già presidente del CN Posillipo ed ex calciatore dilettante dell’epoca, che hanno raccontato alcuni aneddoti.
Tra il pubblico, presente anche Gennaro Carlino, uno dei fondatori di La Patrizia, e Gaetano Di Liddo, ex calciatore che ha raccontato un simpatico aneddoto che lo ha visto protagonista con l’attore Toni Servillo alcuni anni fa: “Un giorno al ristorante è venuto a salutarmi, aveva da poco vinto l’Oscar con “La grande bellezza”. Mi ha riconosciuto lui e mi ha detto che con il padre, quando era ragazzo, veniva a vedere le partite della nostra squadra e io ero il suo idolo dell’epoca”. A fine presentazione una torta è stata tagliata da tutti gli ex calciatori di La Patrizia, insieme con Italo Palmieri e il fratello Carlo Palmieri, figli di Giggino Palmieri, altro fondatore del club.
Quella di “La Patrizia” è una storia di calcio e passione, come molto spesso accade, una società di calcio che ha frequentato le serie minori campane negli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, rappresentando un unicum nella storia del calcio locale. Già dal nome, che fu scelto in onore della figlia del primo presidente, Pasquale Tuccillo. Ad animare quell’avventura un gruppo di appassionati della cosiddetta “Napoli bene”, capitanati da Giggino Palmieri, padre di Italo, Nino Conte, Gianni Caruso, Gennaro Carlino, patron di “Carpisa”, insieme con tanti altri amici e imprenditori che l’hanno sostenuta per anni. Ma anche uno spaccato dello sport e della società di quel periodo, che intreccia le sue storie con quelle del Napoli di Vinicio, Altafini, Canè, Montefusco, Juliano, e con una realtà molto diversa da quella odierna.
Una storia che racconta il giornalismo dell’epoca e le amicizie nate e ancora oggi salde, che ruotano intorno alla cultura del vero sport, quello praticato per passione e senza interessi. Dalle partite dell’epoca disputate sul campo del Denza sono nati calciatori e dirigenti che hanno fatto la storia del calcio partenopeo e in questo volume, che l’autore ha voluto scrivere come omaggio al padre da poco scomparso, sono tutti raccontati con retroscena e ricordi raccolti direttamente da chi li ha vissuti in quegli anni.
