Jonathan Rowe, esterno offensivo del Bologna, ha vissuto da vicino Roberto De Zerbi lavorando sotto le sue direttive quando era al Marsiglia. Intervistato da The Athletic, ha parlato di alcuni aspetti legati all'attuale tecnico del Tottenham: "Ho capito che devi prestare massima attenzione ai dettagli. Dal primo controllo al passaggio successivo, fino a quando la palla si trova dall'altra parte del campo. È come quando guidi. Devi essere tre passi avanti, nel caso in cui succeda qualcosa, e devi essere pronto a prendere una decisione intelligente. A volte in allenamento mi annoiavo un po' perché la fase di costruzione su cui lavoravamo si concentrava principalmente sui difensori e sui centrocampisti, per far arrivare la palla a noi attaccanti".
Rowe spiega così come si svolgevano le sedute: "Rimanevi in piedi sotto il sole cocente per qualche ora. Ma in un certo senso questo allena il cervello a rimanere concentrato a prescindere da ciò che accade nella partita. Potresti vedere la palla una volta ogni 10 o 15 minuti, ma quando ti arriva devi essere decisivo o devi inventare qualcosa e creare. Gli allenamenti erano stancanti, da morire. Ci svegliavamo alle quattro del mattino, andavamo a correre nel bosco, al freddo. Avevamo delle torce per vedere al buio. E poi ancora circuiti, sprint in salita. Non avevo mai visto niente di simile nella mia carriera. Obiettivi? Arrivare a giocare in un top club di Premier in futuro".
di Redazione
19/05/2026 - 16:21
Jonathan Rowe, esterno offensivo del Bologna, ha vissuto da vicino Roberto De Zerbi lavorando sotto le sue direttive quando era al Marsiglia. Intervistato da The Athletic, ha parlato di alcuni aspetti legati all'attuale tecnico del Tottenham: "Ho capito che devi prestare massima attenzione ai dettagli. Dal primo controllo al passaggio successivo, fino a quando la palla si trova dall'altra parte del campo. È come quando guidi. Devi essere tre passi avanti, nel caso in cui succeda qualcosa, e devi essere pronto a prendere una decisione intelligente. A volte in allenamento mi annoiavo un po' perché la fase di costruzione su cui lavoravamo si concentrava principalmente sui difensori e sui centrocampisti, per far arrivare la palla a noi attaccanti".
Rowe spiega così come si svolgevano le sedute: "Rimanevi in piedi sotto il sole cocente per qualche ora. Ma in un certo senso questo allena il cervello a rimanere concentrato a prescindere da ciò che accade nella partita. Potresti vedere la palla una volta ogni 10 o 15 minuti, ma quando ti arriva devi essere decisivo o devi inventare qualcosa e creare. Gli allenamenti erano stancanti, da morire. Ci svegliavamo alle quattro del mattino, andavamo a correre nel bosco, al freddo. Avevamo delle torce per vedere al buio. E poi ancora circuiti, sprint in salita. Non avevo mai visto niente di simile nella mia carriera. Obiettivi? Arrivare a giocare in un top club di Premier in futuro".