Il difensore del Flamengo e della Nazionale brasiliana Danilo, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole: “Quanto pesa l’impatto di Ancelotti su di noi? Moltissimo. Parliamo di uno che nel calcio ha vinto tutto, ed è solo un fattore positivo. Lo abbiamo seguito. Siamo una squadra esperta che sa ciò che deve fare, ma abbiamo anche diversi giovani di spessore. Stanno camminando per la loro strada. Dobbiamo crescere insieme. Se con il Giappone ho temuto l’eliminazione? Beh, in partite come questa, quando all’intervallo sei sotto 1-0 con un mio errore, la paura c’è sempre. Ma è proprio la paura che ci ha resi più attenti e più prudenti. Non ci ha paralizzato: conta questo. Se il Giappone può essere considerato una prova di spessore? Assolutamente sì, è stato un banco di prova di livello. Hanno chiuso il girone pareggiando contro Olanda e Svezia, mentre nell’ultimo Mondiale hanno battuto Germania e Spagna. Parliamo di una squadra veloce, rapida, organizzata e ordinata. Non era facile centrare gli ottavi, anzi. Come dicevo prima, la nostra resilienza ha fatto la differenza. Abbiamo mantenuto l’equilibrio. Siamo molto soddisfatti. Cosa mi sento di dire ai giovani in squadra? Che il loro entusiasmo è fondamentale. Siamo il giusto mix di giocatori esperti, come me, Casemiro, Neymar…, e loro. Endrick è entrato bene, ad esempio. Hanno la nostra stessa fame di vincere. La terza volta dell’Italia fuori dai Mondiali? Mi dispiace molto. È stata casa mia per anni, sono rimasto legato. Sono sicuro che nel 2030 ci sarà”.
di Redazione
01/07/2026 - 21:25
Il difensore del Flamengo e della Nazionale brasiliana Danilo, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole: “Quanto pesa l’impatto di Ancelotti su di noi? Moltissimo. Parliamo di uno che nel calcio ha vinto tutto, ed è solo un fattore positivo. Lo abbiamo seguito. Siamo una squadra esperta che sa ciò che deve fare, ma abbiamo anche diversi giovani di spessore. Stanno camminando per la loro strada. Dobbiamo crescere insieme. Se con il Giappone ho temuto l’eliminazione? Beh, in partite come questa, quando all’intervallo sei sotto 1-0 con un mio errore, la paura c’è sempre. Ma è proprio la paura che ci ha resi più attenti e più prudenti. Non ci ha paralizzato: conta questo. Se il Giappone può essere considerato una prova di spessore? Assolutamente sì, è stato un banco di prova di livello. Hanno chiuso il girone pareggiando contro Olanda e Svezia, mentre nell’ultimo Mondiale hanno battuto Germania e Spagna. Parliamo di una squadra veloce, rapida, organizzata e ordinata. Non era facile centrare gli ottavi, anzi. Come dicevo prima, la nostra resilienza ha fatto la differenza. Abbiamo mantenuto l’equilibrio. Siamo molto soddisfatti. Cosa mi sento di dire ai giovani in squadra? Che il loro entusiasmo è fondamentale. Siamo il giusto mix di giocatori esperti, come me, Casemiro, Neymar…, e loro. Endrick è entrato bene, ad esempio. Hanno la nostra stessa fame di vincere. La terza volta dell’Italia fuori dai Mondiali? Mi dispiace molto. È stata casa mia per anni, sono rimasto legato. Sono sicuro che nel 2030 ci sarà”.