Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha promulgato la legge che introduce nuove regole per lo sviluppo e la professionalizzazione del calcio femminile, con misure sulla parità salariale, sulle condizioni di lavoro, sulla tutela della maternità e sul contrasto a discriminazioni e violenze. La legge considera lo sviluppo del calcio femminile una priorità delle politiche sportive nazionali. La promulgazione arriva in vista dei Mondiali femminili del 2027, che il Brasile ospiterà dal 24 giugno al 25 luglio in otto città, con 32 nazionali. Sarà la prima edizione della competizione organizzata in Sud America. Tra le principali novità c'è la riduzione progressiva delle giocatrici non professioniste ammesse alle competizioni ufficiali. Il limite iniziale sarà di quattro nella massima divisione nazionale, sei nelle altre divisioni nazionali e nella massima divisione statale e otto nelle altre competizioni professionistiche. La norma incentiva inoltre misure per ridurre il divario salariale. I club riconosciuti come organizzazioni formative dovranno mantenere una squadra femminile, con 180 giorni per adeguarsi. Alle atlete dovranno essere garantite condizioni di formazione equivalenti a quelle degli uomini. Il provvedimento rafforza inoltre la tutela della gravidanza e della maternità e prevede protocolli contro discriminazioni, razzismo, intolleranza e violenza.
di Redazione
28/09/2026 - 21:42
Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha promulgato la legge che introduce nuove regole per lo sviluppo e la professionalizzazione del calcio femminile, con misure sulla parità salariale, sulle condizioni di lavoro, sulla tutela della maternità e sul contrasto a discriminazioni e violenze. La legge considera lo sviluppo del calcio femminile una priorità delle politiche sportive nazionali. La promulgazione arriva in vista dei Mondiali femminili del 2027, che il Brasile ospiterà dal 24 giugno al 25 luglio in otto città, con 32 nazionali. Sarà la prima edizione della competizione organizzata in Sud America. Tra le principali novità c'è la riduzione progressiva delle giocatrici non professioniste ammesse alle competizioni ufficiali. Il limite iniziale sarà di quattro nella massima divisione nazionale, sei nelle altre divisioni nazionali e nella massima divisione statale e otto nelle altre competizioni professionistiche. La norma incentiva inoltre misure per ridurre il divario salariale. I club riconosciuti come organizzazioni formative dovranno mantenere una squadra femminile, con 180 giorni per adeguarsi. Alle atlete dovranno essere garantite condizioni di formazione equivalenti a quelle degli uomini. Il provvedimento rafforza inoltre la tutela della gravidanza e della maternità e prevede protocolli contro discriminazioni, razzismo, intolleranza e violenza.