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CORRIERE DELLA SERA - Gervasoni s'avvale della facoltà di non rispondere sulle bussate e sulle designazioni di Rocchi
01.05.2026 11:18 di Napoli Magazine
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Nella giornata di ieri è stato ascoltato il supervisore VAR, Andrea Gervasoni. Nell'interrogatorio ha spiegato che all'epoca, quando c'erano contemporaneamente partite di Serie A e partite di Serie B, nel centro VAR di Lissone il supervisore sceglieva di stare nella palazzina con le sale VAR ella Serie A, e non in quella con le sale VAR della Serie B. Dunque, sostiene, non era nel posto in cui lo colloca l'accusa, e viste le distanze (circa 3 minuti) non ci sarebbe potuto arrivare nei 15-20 secondi in cui durò l'esame del rigore su Salernitana-Modena. 

Il Corriere della Sera svela i dettagli dell'interrogatorio a Gervasoni: "Quando invece il pm Maurizio Ascione lo interpella sul più generale tema delle asserite «bussate» del designatore arbitrale Gianluca Rocchi per far cambiare idea ai «varisti» sui suggerimenti da dare agli arbitri in campo, Gervasoni si avvale (come legittimo) della facoltà di non rispondere a singole domande estranee al suo unico capo di imputazione. E lo stesso fa quando il pm evoca il tema delle possibili designazioni di favore all'Inter da parte di Rocchi, secondo l'imputazione al designatore che resta incentrata dalla Procura su qualcosa (di ancora non noto) avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro tra Rocchi e «altre persone in concorso». Senza che faccia parte dellâ?inchiesta, ma solo perchè (così il pm introduce l'argomento a Gervasoni) «sui giornali si era parlato» di illeciti nel Var di Inter-Roma il 27 aprile 2025 sul rigore non dato (per un errore riconosciuto poi nel successivo briefing arbitrale) su una trattenuta in area sull'interista Bisseck, Gervasoni accetta invece (pur se non fa parte di alcuna imputazione) di confrontarsi con il pm su quel frangente: «Anche su Inter-Roma - riferisce il difensore Michele Ducci - abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l'audio, che ci siamo messi a rivedere e risentire, lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. La decisione è presa in 10-15 secondi, dunque non c'è tempo materiale perchè qualcuno insista per farne prendere una diversa». E su talune ipotesi giornalistiche di sparizione di un pezzo di audio in cui in sala Var qualcuno avrebbe invitato qualcun altro a farsi i fatti propri, l'avvocato di Gervasoni è tranciante: «Una manomissione dell'audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%".

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CORRIERE DELLA SERA - Gervasoni s'avvale della facoltà di non rispondere sulle bussate e sulle designazioni di Rocchi

di Redazione

01/05/2026 - 11:18

Nella giornata di ieri è stato ascoltato il supervisore VAR, Andrea Gervasoni. Nell'interrogatorio ha spiegato che all'epoca, quando c'erano contemporaneamente partite di Serie A e partite di Serie B, nel centro VAR di Lissone il supervisore sceglieva di stare nella palazzina con le sale VAR ella Serie A, e non in quella con le sale VAR della Serie B. Dunque, sostiene, non era nel posto in cui lo colloca l'accusa, e viste le distanze (circa 3 minuti) non ci sarebbe potuto arrivare nei 15-20 secondi in cui durò l'esame del rigore su Salernitana-Modena. 

Il Corriere della Sera svela i dettagli dell'interrogatorio a Gervasoni: "Quando invece il pm Maurizio Ascione lo interpella sul più generale tema delle asserite «bussate» del designatore arbitrale Gianluca Rocchi per far cambiare idea ai «varisti» sui suggerimenti da dare agli arbitri in campo, Gervasoni si avvale (come legittimo) della facoltà di non rispondere a singole domande estranee al suo unico capo di imputazione. E lo stesso fa quando il pm evoca il tema delle possibili designazioni di favore all'Inter da parte di Rocchi, secondo l'imputazione al designatore che resta incentrata dalla Procura su qualcosa (di ancora non noto) avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro tra Rocchi e «altre persone in concorso». Senza che faccia parte dellâ?inchiesta, ma solo perchè (così il pm introduce l'argomento a Gervasoni) «sui giornali si era parlato» di illeciti nel Var di Inter-Roma il 27 aprile 2025 sul rigore non dato (per un errore riconosciuto poi nel successivo briefing arbitrale) su una trattenuta in area sull'interista Bisseck, Gervasoni accetta invece (pur se non fa parte di alcuna imputazione) di confrontarsi con il pm su quel frangente: «Anche su Inter-Roma - riferisce il difensore Michele Ducci - abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l'audio, che ci siamo messi a rivedere e risentire, lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. La decisione è presa in 10-15 secondi, dunque non c'è tempo materiale perchè qualcuno insista per farne prendere una diversa». E su talune ipotesi giornalistiche di sparizione di un pezzo di audio in cui in sala Var qualcuno avrebbe invitato qualcun altro a farsi i fatti propri, l'avvocato di Gervasoni è tranciante: «Una manomissione dell'audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%".