Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha parlato da Coverciano dopo aver incassato il sostegno ribadito dalla Lega Calcio Serie A con le parole di Ezio Simonelli.
Il 1° ottobre deadline per gli stadi di Euro 2032. Ci sono novità?
“La UEFA ha mandato una missiva alle amministrazioni comunali titolari degli impianti, mentre in qualche città come Torino o Milano ci sono proprietà private. La richiesta era di sapere se ci fosse qualche integrazione rispetto alla documentazione presentata a fine luglio: non svelo nulla, ma ci sono state almeno un paio di novità positive. Qualcuno ha promesso che da qui a fine settembre ci saranno delle integrazioni”.
Alla fine di questi sei anni sarebbe contento se l’Italia avesse raggiunto quale obiettivo?
“Non si può rispondere. E spiego il mio punto di vista: io, lo ricordavo al funerale di Mazzola, ero ragazzo, avevo 10 anni quando vidi Italia-Germania 4-3. Poi mi ricordo anche il ritorno all’aeroporto di Fiumicino: gli lanciavano i pomodori! Cioè, l’Italia aveva battuto una delle squadre più forti di tutti i tempi, era arrivata in finale e aveva chiuso seconda, e le tiravano i pomodori? Dice tanto di come ragioniamo. Mentre altre volte non sei andato vicino, ma hai dato tutto, senza polemiche, hai fatto sentire orgogliosi e l’accoglienza è diversa. Il confronto dipende dalle aspettative”.
di Redazione
23/09/2026 - 21:03
Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha parlato da Coverciano dopo aver incassato il sostegno ribadito dalla Lega Calcio Serie A con le parole di Ezio Simonelli.
Il 1° ottobre deadline per gli stadi di Euro 2032. Ci sono novità?
“La UEFA ha mandato una missiva alle amministrazioni comunali titolari degli impianti, mentre in qualche città come Torino o Milano ci sono proprietà private. La richiesta era di sapere se ci fosse qualche integrazione rispetto alla documentazione presentata a fine luglio: non svelo nulla, ma ci sono state almeno un paio di novità positive. Qualcuno ha promesso che da qui a fine settembre ci saranno delle integrazioni”.
Alla fine di questi sei anni sarebbe contento se l’Italia avesse raggiunto quale obiettivo?
“Non si può rispondere. E spiego il mio punto di vista: io, lo ricordavo al funerale di Mazzola, ero ragazzo, avevo 10 anni quando vidi Italia-Germania 4-3. Poi mi ricordo anche il ritorno all’aeroporto di Fiumicino: gli lanciavano i pomodori! Cioè, l’Italia aveva battuto una delle squadre più forti di tutti i tempi, era arrivata in finale e aveva chiuso seconda, e le tiravano i pomodori? Dice tanto di come ragioniamo. Mentre altre volte non sei andato vicino, ma hai dato tutto, senza polemiche, hai fatto sentire orgogliosi e l’accoglienza è diversa. Il confronto dipende dalle aspettative”.