Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, ha parlato a DAZN prima della partita contro la Roma: "È sempre difficile ottenere gli obiettivi, che sia una vittoria di un campionato, una salvezza, un raggiungimento di una qualificazione in Champions. Si vive appunto con il pathos di tutto il lavoro che le persone intorno a te, la squadra, lo staff, i dirigenti, i magazzinier, tutti fanno e hanno questa passione per farlo. E quindi logicamente si vive con un po’ di patema d’animo. Ecco, è normale, giusto che sia così, ma il risultato è vicino. Abbiamo iniziato a pensare all’anno prossimo? Guarda, innanzitutto la squadra nasce sempre dall’unione di intenti tra la società e l’allenatore. Bisogna sempre seguire l’allenatore per costruire una squadra consona a quello che lui chiede, quindi vuol dire in termini di stile di gioco, in termini di carattere, in termini di giocatori adatti al suo profilo. Questa è la prima cosa. Quando vedremo Paolo per fare il consuntivo di questa stagione e per programmare la prossima, parleremo di tutte queste cose. Poi, per quanto riguarda i calciatori che ci verranno eventualmente richiesti, saremo molto felici se qualcuno ci chiederà i nostri giocatori, ma saremo altrettanto felici di valutarne la permanenza. Quindi è chiaro che se i giocatori hanno richieste, significa che hanno fatto bene, e hanno fatto bene per la Fiorentina. Futuro di Vanoli? No, allora, la prima cosa è che noi parliamo tutti i giorni con Vanoli. Io parlo con Paolo tutti i giorni, visto che sono al centro sportivo tutti i giorni, e parliamo di tutte queste cose. Ma non ora: ne parliamo da quando siamo arrivati, perché a tutti noi, tu sei di calcio, piace parlare sempre di futuro e guardare al futuro. È chiaro che se e quando raggiungeremo la matematica certezza, ci siederemo con lui pronti a discutere del consuntivo, di quello che ha funzionato e non ha funzionato quest’anno e di quello che vorremmo fare insieme per il futuro, per il prossimo. Questo è quello che si fa sempre, in ogni stagione, in ogni squadra che si rispetti. Quindi partiamo da questo punto. Il pari basta per la salvezza? Ma no, lo sapranno già. Non ci sarà bisogno del mio contributo. Però va bene, insomma: mi dispiace per la Cremonese, ma sono felice per noi. Grazie, buona serata e buona partita".
di Redazione
04/05/2026 - 21:06
Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, ha parlato a DAZN prima della partita contro la Roma: "È sempre difficile ottenere gli obiettivi, che sia una vittoria di un campionato, una salvezza, un raggiungimento di una qualificazione in Champions. Si vive appunto con il pathos di tutto il lavoro che le persone intorno a te, la squadra, lo staff, i dirigenti, i magazzinier, tutti fanno e hanno questa passione per farlo. E quindi logicamente si vive con un po’ di patema d’animo. Ecco, è normale, giusto che sia così, ma il risultato è vicino. Abbiamo iniziato a pensare all’anno prossimo? Guarda, innanzitutto la squadra nasce sempre dall’unione di intenti tra la società e l’allenatore. Bisogna sempre seguire l’allenatore per costruire una squadra consona a quello che lui chiede, quindi vuol dire in termini di stile di gioco, in termini di carattere, in termini di giocatori adatti al suo profilo. Questa è la prima cosa. Quando vedremo Paolo per fare il consuntivo di questa stagione e per programmare la prossima, parleremo di tutte queste cose. Poi, per quanto riguarda i calciatori che ci verranno eventualmente richiesti, saremo molto felici se qualcuno ci chiederà i nostri giocatori, ma saremo altrettanto felici di valutarne la permanenza. Quindi è chiaro che se i giocatori hanno richieste, significa che hanno fatto bene, e hanno fatto bene per la Fiorentina. Futuro di Vanoli? No, allora, la prima cosa è che noi parliamo tutti i giorni con Vanoli. Io parlo con Paolo tutti i giorni, visto che sono al centro sportivo tutti i giorni, e parliamo di tutte queste cose. Ma non ora: ne parliamo da quando siamo arrivati, perché a tutti noi, tu sei di calcio, piace parlare sempre di futuro e guardare al futuro. È chiaro che se e quando raggiungeremo la matematica certezza, ci siederemo con lui pronti a discutere del consuntivo, di quello che ha funzionato e non ha funzionato quest’anno e di quello che vorremmo fare insieme per il futuro, per il prossimo. Questo è quello che si fa sempre, in ogni stagione, in ogni squadra che si rispetti. Quindi partiamo da questo punto. Il pari basta per la salvezza? Ma no, lo sapranno già. Non ci sarà bisogno del mio contributo. Però va bene, insomma: mi dispiace per la Cremonese, ma sono felice per noi. Grazie, buona serata e buona partita".