Kylian Mbappè, attaccante della Nazionale francese e del Real Madrid, ha commentato in un'intervista a Sportweek l'arrivo del terzo Mondiale: "Tanta pressione, eh? Ma io sono tranquillo. Non guardo al Mondiale da questa prospettiva. Lo considero come una nuova opportunità di poter rappresentare il mio Paese nella competizione migliore che c’è nel calcio e probabilmente anche in tutto lo sport. Per me è un orgoglio poter indossare la maglia della Francia ed essere il capitano della squadra. La gente si aspetta tanto da noi, però non dobbiamo commettere l’errore di vincere il Mondiale prima di scendere in campo. Abbiamo un gruppo fantastico e penso che possiamo fare qualcosa di buono. È una fortuna perché chi entra non ci fa perdere nulla in termini di qualità. L’abbiamo visto nelle ultime amichevoli schierando due formazioni completamente differenti e non abbiamo abbassato il livello. Anche se ovviamente il Mondiale non si vince con le amichevoli. Per me, come capitano, è un orgoglio e rappresenta bene ciò che è la Francia, un Paese che è in grado di formare e di aiutare i giovani a crescere per diventare grandi giocatori della nazionale. Se da bambino sognavo di essere capitano della Francia? No, non sognavo così in grande, mi bastava la maglia della nazionale, non bisogna esagerare… (ride). Tra l’altro ora sono anche il giocatore con più partite in nazionale e la cosa mi sorprende un po’. Sembro un veterano, ma io non sono un veterano. Io non penso ai numeri ma a ciò che posso dare a questa squadra, come posso aiutare il gruppo e contribuire a tornare a casa con un titolo". Mancano solo quattro reti per eguagliare Klose come miglior marcatore dei Mondiali: "Io non ci penso perché per me questa è una cosa surreale. Lo so che la gente ne parla, ma io non ci faccio caso. Per me il Mondiale è il torneo delle stelle, e pensare che a 27 anni possa ambire a essere il massimo goleador nella storia della competizione è surreale". Su Pelé: "È stata una locura poter avere la fortuna di incontrarlo prima che ci lasciasse. Quando l’ho incontrato, a Parigi, ho capito che il tempo non cancella tutto. Io e lui? Non si possono fare paragoni simili. Per me il fatto che il mio nome sia affiancato al suo è già un trionfo. Ha vinto tre Mondiali, ha dato al calcio i suoi primi momenti di splendore. Il solo fatto che mi abbia visto come un giocatore che gli assomigliava per me è stato un onore immenso”.
di Redazione
07/06/2026 - 02:00
Kylian Mbappè, attaccante della Nazionale francese e del Real Madrid, ha commentato in un'intervista a Sportweek l'arrivo del terzo Mondiale: "Tanta pressione, eh? Ma io sono tranquillo. Non guardo al Mondiale da questa prospettiva. Lo considero come una nuova opportunità di poter rappresentare il mio Paese nella competizione migliore che c’è nel calcio e probabilmente anche in tutto lo sport. Per me è un orgoglio poter indossare la maglia della Francia ed essere il capitano della squadra. La gente si aspetta tanto da noi, però non dobbiamo commettere l’errore di vincere il Mondiale prima di scendere in campo. Abbiamo un gruppo fantastico e penso che possiamo fare qualcosa di buono. È una fortuna perché chi entra non ci fa perdere nulla in termini di qualità. L’abbiamo visto nelle ultime amichevoli schierando due formazioni completamente differenti e non abbiamo abbassato il livello. Anche se ovviamente il Mondiale non si vince con le amichevoli. Per me, come capitano, è un orgoglio e rappresenta bene ciò che è la Francia, un Paese che è in grado di formare e di aiutare i giovani a crescere per diventare grandi giocatori della nazionale. Se da bambino sognavo di essere capitano della Francia? No, non sognavo così in grande, mi bastava la maglia della nazionale, non bisogna esagerare… (ride). Tra l’altro ora sono anche il giocatore con più partite in nazionale e la cosa mi sorprende un po’. Sembro un veterano, ma io non sono un veterano. Io non penso ai numeri ma a ciò che posso dare a questa squadra, come posso aiutare il gruppo e contribuire a tornare a casa con un titolo". Mancano solo quattro reti per eguagliare Klose come miglior marcatore dei Mondiali: "Io non ci penso perché per me questa è una cosa surreale. Lo so che la gente ne parla, ma io non ci faccio caso. Per me il Mondiale è il torneo delle stelle, e pensare che a 27 anni possa ambire a essere il massimo goleador nella storia della competizione è surreale". Su Pelé: "È stata una locura poter avere la fortuna di incontrarlo prima che ci lasciasse. Quando l’ho incontrato, a Parigi, ho capito che il tempo non cancella tutto. Io e lui? Non si possono fare paragoni simili. Per me il fatto che il mio nome sia affiancato al suo è già un trionfo. Ha vinto tre Mondiali, ha dato al calcio i suoi primi momenti di splendore. Il solo fatto che mi abbia visto come un giocatore che gli assomigliava per me è stato un onore immenso”.