Calcio
IL CANTANTE - Tony Tammaro: "Ho un rapporto molto bello, sentito, carnale con il Napoli, infortuni? Siamo ad una trentina, facciamoci benedire, Conte? Lui ha del miracoloso, se il Maradona iniziasse a cantare Super Santos ai gol di Alisson, sarebbe bellissimo"
12.02.2026 12:50 di Napoli Magazine
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Tony Tammaro, cantante e grande tifoso del Napoli, ha rilasciato un'intervista ad AreaNapoli.it. Ecco le parole di Vincenzo Sarnelli sul momento della squadra e sul suo rapporto con il tifo. 

"Infortuni? Siamo ad una trentina: facciamoci benedire...". Sono tifoso della prim'ora - ammette ad AreaNapoli.it - e non ricordo d'aver mai assistito a nulla del genere. Vengo dagli anni sessanta, dall'epoca di Chiappella... Sono un tifoso di quelli vecchi: io c'ero con Vinicio. Mi reputo fortunato: ho visto quattro scudetti, cosa che non può dire mio nonno, che ha seguito il Napoli per cinquant'anni".

Cos'è il calcio per Tony Tammaro? Anzi, per Vincenzo. 

"Ho un rapporto molto bello, sentito, carnale, con il Napoli, però è limitato ai 90 minuti di gioco: seguo la partita la domenica, magari commento qualche azione, ma dopo è finita; non sono uno di quegli sfegatati che passano tutta la settimana a leggere i giornali e a parlare di pallone. Mi occupo del Napoli con trasporto, però mi fermo a tempo scaduto".

Ci racconti come ha vissuto i tempi di Maradona.

"E' stata una gioia immensa! Un periodo bellissimo, ma che mi fa anche una certa rabbia (ride, ndr). Quando il Napoli vinse il suo primo Scudetto, io avevo comprato la mia prima macchina, una Fiat 500 blu, e durante la foga dei festeggiamenti qualcuno è salito sul cofano, che era di una lamiera molto sottile, e me lo ha 'scamazzato'...".

Un ricordo speciale legato a Diego?

"Ho vissuto dei momenti meravigliosi, impreziositi da un aneddoto: Maradona venne a vedermi in un locale in cui mi esibivo. Oltre trent'anni fa, una sera mi ritrovai tutta la squadra del Napoli, compreso il mitico numero 10... Fu molto esaltante, anche perché parliamo dei miei esordi. L'ho incrociato anche un altro paio di volte, in qualche tv privata in cui io facevo dei programmi e lui veniva come ospite. Ero giovanissimo, quando il Napoli lo presentò al San Paolo: pagai mille lire per il biglietto, solo per vederlo palleggiare. Si presentò così alla città: fu un giorno indimenticabile".

In che ruolo giocherebbe Tony Tammaro, in questo Napoli?

"Per quanto io abbia potuto giocare col Super Santos in mezzo alla strada... Ero un terzino sinistro, quindi giocherei lì. Mi piace difendere, difendere ogni cosa. Mi schiererei al posto di Spinazzola e Olivera".

La difesa del Napoli, ultimamente, non se la passa bene.

"Mi dispiace per quello che è successo a Buongiorno, un ragazzo che ho sempre stimato: si è distratto in un paio di occasioni col Genoa, ma non ne farei un dramma. E' stato bello il gesto di Conte, che lo ha abbracciato e gli ha detto: 'Sono cose che capitano'. E' un ragazzo con un forte senso dell'onore. Un suo video su Youtube è particolarmente bello, l'ho visto spesso e mi commuove, perché ho una seconda squadra del cuore: gli 'Invincibili', il 'Grande Torino'. Avendo studiato la storia granata e la Tragedia di Superga, quando giocano Napoli-Torino, vorrei il pareggio. Ricordo che Buongiorno, da capitano del Toro, mostrò la sua devozione in una cerimonia molto toccante, il 4 maggio, in cui nominò tutti i calciatori caduti nel '49. E' un ragazzo serissimo e ci sono rimasto molto male, vedendolo così in Genoa-Napoli. Tutti noi abbiamo nel cuore quel Torino lì, oggi non naviga in ottime acque; avrebbe bisogno di un presidente come De Laurentiis, perché sono a metà classifica da secoli".

Se il Napoli fosse una sua canzone, quale sarebbe?

"E' passata un po' inosservata, ma ne ho già scritta una: si chiama 'Napoli'. E l'unica mia canzone seria".

Sarà per questo che la conoscono in pochi...

"Sì, perché è una canzone d'amore e ci si aspetta da me che io faccia ridere. Il video di questo brano è stato realizzato con dei cartoon, mentre il testo è stato scritto nel periodo in cui c'erano Lavezzi e Cavani: ero talmente innamorato della squadra, anche allora, che volli dedicare una mia opera al Napoli. Non era comica, per niente. Anzi, è anche commovente".

Era forse un Napoli più 'tamarro', quello. In senso buono.

"Per me 'tamarro' vuol dire 'persona del popolo', che parla come ha imparato: una persona semplice. Ricordo che all'epoca ero amico di un pescatore molto famoso di Bacoli, Giorgio, il quale mi diceva che Cavani andava a pescare in maniera anonima durante la settimana: si metteva su una barchetta a remi da solo, senza farsi riconoscere da nessuno, e coltivava questa sua grande passione. Un ragazzo inseguito dai paparazzi, ma che di nascosto scappava a Bacoli per farsi una 'pescatella' al mare... ".

Chi è il più 'tamarro' della squadra di Conte?

"Nel Napoli attuale, Mazzocchi. Avete visto? Ha insegnato pure qualche parolaccia a McTominay (ride, ndr). Non conosco Mazzocchi, ma ho sentito Scott dire le parolacce, e lo faceva anche bene, quindi per me Pasquale si è guadagnato la palma di 'tamarro' di questo Napoli (scherza)".

Quale giocatore porterebbe sul traghetto per Ischia a Pasquetta?

"C'è un calciatore che è andato via e di cui non faccio il nome: era molto alto e lo avrei portato volentieri sul traghetto per fargli fare un bel tuffo. Non è più con noi, però ricordo che gli arrivavano dei palloni facili facili da buttare in rete, ma lui non li buttava mai dentro e questa cosa ci faceva arrabbiare". Chiaro il riferimento a Lorenzo Lucca.

Chi le piace, invece, di questo Napoli?

"A me è sempre piaciuto Anguissa: da morire. Frank e Lobotka si fanno il 'mazzo', vanno avanti e indietro a tessere la rete della squadra azzurra. Anguissa mi sta troppo simpatico. Purtroppo anche lui, in questo momento, è fuori uso". 

Cassano dice di "prevedere" Lobotka alla Juve con Spalletti già in estate.

"E' una previsione o un dato di fatto? Sulle ipotesi non si può cucire niente. Se succede, succede... Una cosa è certa: il nostro presidente, per quanto se ne possa parlare male, azzecca colpi in continuazione; lo farebbe anche in caso di addio dello slovacco! De Laurentiis è abituato a prendere dei ragazzi sconosciuti, dei panchinari, e li trasforma in grandi giocatori. Abbiamo risolto l'emergenza Victor Osimhen, ci hanno lasciato persino Edinson Cavani ed il Pocho Lavezzi, eppure il Napoli continua ad andare bene. Come avete visto, anche senza Khvicha Kvaratskhelia riusciamo a stare a certi livelli".

De Laurentiis tace sul centro sportivo. E se lo facesse a Baia Domizia?

"Si trasferiscono al nord? Da Castel Volturno passano a Baia Domizia (ride, ndr)? Lì si potrebbero distrarre ancor più con il mare... E' un gran bel posto: perché no? Quando l'ho decantata, era allo sfascio totale; scrissi la mia canzone su una città decaduta, ma ci sono passato di recente e l'ho trovata benissimo: è in ottima salute, è diventata un gran bel luogo di vacanza e quindi ci vedrei bene anche il centro sportivo del club azzurro".

Lo stadio Maradona è un po' il 'trerrote' da aggiustare. Meglio ristrutturarlo o creare un nuovo impianto?

"Io e l'ex San Paolo abbiamo la stessa età: siamo stati costruiti nello stesso periodo. Siccome ho parecchi anni addosso, direi di far campare Tony Tammaro, mentre il Maradona andrebbe ricostruito da zero, magari in una zona con più parcheggi, più facile da raggiungere, con strutture moderne che offrano anche l'esperienza del ristorante e dei negozi per lo shopping".

Al Maradona, finalmente, ha segnato Alisson Santos. 'Super Santos'.

"E' un onore sapere che il Napoli, quando ha preso Alisson, abbia pubblicato un post con la mia canzone in sottofondo: quel video è stato visto da migliaia e migliaia di persone... Se Santos si impone, forse ci vado bene pure io (ride, ndr). Sarebbe bellissimo se, ad un suo gol in partita, il Maradona iniziasse a cantare Super Santos".

Un messaggio di incoraggiamento e buon augurio?

"Al ragazzo vorrei dire: 'Santos, fai cose buone. Te lo chiedo a nome della famiglia Tammaro'. Ho avuto diverse botte di fortuna, nel corso degli anni: mi succedono cose... Ad esempio, ad ogni Pasquetta viene cantata una mia canzone ('Il rock dei tamarri', ndr); oppure accade un evento particolare e la gente torna a cantare un altro mio testo ancora... Quest'anno c'è la faccenda di Santos, ed è bella grossa. Se il calciatore va bene, anche le mie quotazioni potrebbero salire".

Che rapporto aveva col pallone arancione?

"Io sono cresciuto col Super Santos e mi dispiace che i ragazzi di oggi crescano con le PlayStation. Il Super Santos era per me l'unico svago: sono nato in un posto terrificante di Napoli, il 'Rione Alto', un luogo di solo cemento, senza prati. Avevamo una stradina, un cortile piccolo piccolo, in cui giocavamo con quella sfera dei sogni. In quanto terzino sinistro, stavo in difesa e spesso facevo delle rovesciate per mandare la palla in angolo, ma invece la mandavo in rete... La mia rete. Ho raccontato tutte vicende di vita vissuta. Non ho inventato niente. Al mio portiere segnavo di frequente: era la mia specialità".

A proposito di talenti: cosa pensa di Vergara?

"Col Genoa si è un po' 'impappinato', ma sta segnando con costanza. Sono ragazzi, hanno troppe responsabilità, ed anche troppi articoli di giornale positivi possono non aiutare. Vedo grosse aspettative da parte di tutti. Col Genoa non ha giocato benissimo, se badiamo all'ultima di campionato, però ci regala colpi importanti e dei finali decisivi, con un rigore o con una rete nel secondo tempo. Sul 2-2 col Genoa, lo confesso, mi ero alzato per fare una doccia, ma per fortuna ci ha pensato lui a regalarci un'emozione inaspettata. Credo che Vergara abbia tutte le carte in regola per una carriera di successo. E' bello vedere uno di noi, un napoletano in squadra, già così incisivo. L'ultimo era stato Insigne".

Giovane la convince? 

"Quando ne ho sentito parlare la prima volta, mi sono detto: ma è uno della Primavera del Napoli? Lo abbiamo visto pochissimo, serve altro per giudicarlo. Il Napoli ha dei talent scout che lavorano tanto: delle volte ci vedono giusto, delle volte meno... Speriamo in bene".

Si poteva fare di più sul mercato?

"Siamo l'unica squadra con il bilancio sano, eppure abbiamo dovuto comprare col saldo zero. Il presidente è un po' sparagnino, però gli gira bene: anche con questo suo modo di spendere il giusto, le cose prendono una piega positiva. Tanto di cappello a De Laurentiis".

Conte a vita a Napoli? Si parla di rinnovo. Con i tifosi ha un buon rapporto.

"Io sono come lui: non posso mettermi in macchina ed andare via, se non ho fatto la foto con tutti i presenti... Possono essere migliaia, ma io scatto selfie con tutti. Concedermi ai fan è qualcosa che mi viene naturale. Mi hanno detto che anche Lucio Dalla faceva così, ora sento lo stesso di Antonio Conte... Solo i grandi si comportano così (ride, ndr). Chi caccia il pubblico e va in giro con i bodyguard, di solito, ha vita breve: sono delle meteore. Teniamoci stretto Conte".

Che voto dà a Meret?

"Preferisco Milinkovic-Savic: è simpaticissimo. Come portieri, secondo me, si equivalgono. Vanja ha un carattere molto piacevole e merita voti altissimi. Ad Alex do comunque un 8, perché è riuscito a recuperare: è uno dei pochi che abbiano compiuto l'impresa di venir fuori dall'infermeria e giocare un'altra volta".

Chi è stato il migliore in assoluto, la 'Patrizia' di questo Napoli?

"Chi mi ha convinto di meno è Lucca. Mi spiace per lui, povero ragazzo, però ci restavamo molto male, quando lo vedevamo con la palla tra i piedi. Patrizia era la 'reginetta', quindi dico McTominay: non posso che dare a Scott il voto più alto, è la nostra star".

Un invito a Mazzocchi: qual è la prossima cosa da insegnargli in napoletano?

"Basta parolacce (ride, ndr.). E' pericoloso: non comprendendo il significato della parola, il rischio è che McTominay la utilizzi in maniera inappropriata. Non sia mai dice qualcosa 'alla Mazzocchi' all'arbitro, va a finire che lo espellono... Mi piacerebbe sentirgli fare qualche nuova battuta in napoletano, questo sì. Magari un: Ué, bello! Comme staje?".

La prossima di campionato è con la Roma: ha amici giallorossi?

"Ho fatto film con Pippo Franco, Flavio Insinna ed Ascanio Celestini, ma non sapevo che quest'ultimo tifasse Roma: abbiamo lavorato un mese insieme e non mi ha detto nulla. Purtroppo ho un 'dramma' in famiglia, mi è successa una cosa bruttissima: ho una sorella che ha sposato un romano... laziale. Ho una sorella laziale: è gravissimo (scherza). Non ho tanti amici della Roma".

Cosa pensa dei napoletani che tifano Juve?

"Devo farmela passare: ho un'allergia, è qualcosa che mi prende a livello dermatologico. Quando vedo quella casacca, quella 'J'... Da bambino, i miei nonni e i miei genitori mi hanno insegnato a diffidare di chi indossa certi colori. Mi è capitato che degli amici, delle persone anche simpatiche, mi dicessero: 'Lo sai? Io sono juventino'. Mi viene qualcosa, non so cosa, ma devo superarla, altrimenti mi perdo tante amicizie (ride, ndr)".

Per concludere, il "pegno" di Tony Tammaro: cosa promette in caso di Scudetto?

"Scrivo una canzone intitolata 'Il miracolo dell'infermeria': il titolo già c'è. Se dovesse succedere, sarebbe un prodigio. Non si è mai vista nella storia del calcio, da quando è stato inventato dagli inglesi, una squadra così 'acciaccata' e che riesce a mantenere una buona classifica... Se vince di nuovo il campionato, è un portento".

Conte santo subito, in quel caso.

"Di allenatori ne ho visti tanti, ma lui ha veramente del miracoloso. E' capace di schierare dei guerrieri e di ottenere punti a prescindere da tutto. Gli ho sentito fare una battuta, dopo l'infortunio di McTominay col Genoa: 'Adesso scendo in campo io, non abbiamo più nessuno'. Riesce a fare l'impossibile: con espulsioni, in dieci, con la panchina corta... Nonostante tutto, con lui si va avanti. Quell'uomo ha qualcosa di ammirevole. Speriamo resti a lungo", conclude Tony Tammaro ad AreaNapoli.it.

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IL CANTANTE - Tony Tammaro: "Ho un rapporto molto bello, sentito, carnale con il Napoli, infortuni? Siamo ad una trentina, facciamoci benedire, Conte? Lui ha del miracoloso, se il Maradona iniziasse a cantare Super Santos ai gol di Alisson, sarebbe bellissimo"

di Redazione

12/02/2026 - 12:50

Tony Tammaro, cantante e grande tifoso del Napoli, ha rilasciato un'intervista ad AreaNapoli.it. Ecco le parole di Vincenzo Sarnelli sul momento della squadra e sul suo rapporto con il tifo. 

"Infortuni? Siamo ad una trentina: facciamoci benedire...". Sono tifoso della prim'ora - ammette ad AreaNapoli.it - e non ricordo d'aver mai assistito a nulla del genere. Vengo dagli anni sessanta, dall'epoca di Chiappella... Sono un tifoso di quelli vecchi: io c'ero con Vinicio. Mi reputo fortunato: ho visto quattro scudetti, cosa che non può dire mio nonno, che ha seguito il Napoli per cinquant'anni".

Cos'è il calcio per Tony Tammaro? Anzi, per Vincenzo. 

"Ho un rapporto molto bello, sentito, carnale, con il Napoli, però è limitato ai 90 minuti di gioco: seguo la partita la domenica, magari commento qualche azione, ma dopo è finita; non sono uno di quegli sfegatati che passano tutta la settimana a leggere i giornali e a parlare di pallone. Mi occupo del Napoli con trasporto, però mi fermo a tempo scaduto".

Ci racconti come ha vissuto i tempi di Maradona.

"E' stata una gioia immensa! Un periodo bellissimo, ma che mi fa anche una certa rabbia (ride, ndr). Quando il Napoli vinse il suo primo Scudetto, io avevo comprato la mia prima macchina, una Fiat 500 blu, e durante la foga dei festeggiamenti qualcuno è salito sul cofano, che era di una lamiera molto sottile, e me lo ha 'scamazzato'...".

Un ricordo speciale legato a Diego?

"Ho vissuto dei momenti meravigliosi, impreziositi da un aneddoto: Maradona venne a vedermi in un locale in cui mi esibivo. Oltre trent'anni fa, una sera mi ritrovai tutta la squadra del Napoli, compreso il mitico numero 10... Fu molto esaltante, anche perché parliamo dei miei esordi. L'ho incrociato anche un altro paio di volte, in qualche tv privata in cui io facevo dei programmi e lui veniva come ospite. Ero giovanissimo, quando il Napoli lo presentò al San Paolo: pagai mille lire per il biglietto, solo per vederlo palleggiare. Si presentò così alla città: fu un giorno indimenticabile".

In che ruolo giocherebbe Tony Tammaro, in questo Napoli?

"Per quanto io abbia potuto giocare col Super Santos in mezzo alla strada... Ero un terzino sinistro, quindi giocherei lì. Mi piace difendere, difendere ogni cosa. Mi schiererei al posto di Spinazzola e Olivera".

La difesa del Napoli, ultimamente, non se la passa bene.

"Mi dispiace per quello che è successo a Buongiorno, un ragazzo che ho sempre stimato: si è distratto in un paio di occasioni col Genoa, ma non ne farei un dramma. E' stato bello il gesto di Conte, che lo ha abbracciato e gli ha detto: 'Sono cose che capitano'. E' un ragazzo con un forte senso dell'onore. Un suo video su Youtube è particolarmente bello, l'ho visto spesso e mi commuove, perché ho una seconda squadra del cuore: gli 'Invincibili', il 'Grande Torino'. Avendo studiato la storia granata e la Tragedia di Superga, quando giocano Napoli-Torino, vorrei il pareggio. Ricordo che Buongiorno, da capitano del Toro, mostrò la sua devozione in una cerimonia molto toccante, il 4 maggio, in cui nominò tutti i calciatori caduti nel '49. E' un ragazzo serissimo e ci sono rimasto molto male, vedendolo così in Genoa-Napoli. Tutti noi abbiamo nel cuore quel Torino lì, oggi non naviga in ottime acque; avrebbe bisogno di un presidente come De Laurentiis, perché sono a metà classifica da secoli".

Se il Napoli fosse una sua canzone, quale sarebbe?

"E' passata un po' inosservata, ma ne ho già scritta una: si chiama 'Napoli'. E l'unica mia canzone seria".

Sarà per questo che la conoscono in pochi...

"Sì, perché è una canzone d'amore e ci si aspetta da me che io faccia ridere. Il video di questo brano è stato realizzato con dei cartoon, mentre il testo è stato scritto nel periodo in cui c'erano Lavezzi e Cavani: ero talmente innamorato della squadra, anche allora, che volli dedicare una mia opera al Napoli. Non era comica, per niente. Anzi, è anche commovente".

Era forse un Napoli più 'tamarro', quello. In senso buono.

"Per me 'tamarro' vuol dire 'persona del popolo', che parla come ha imparato: una persona semplice. Ricordo che all'epoca ero amico di un pescatore molto famoso di Bacoli, Giorgio, il quale mi diceva che Cavani andava a pescare in maniera anonima durante la settimana: si metteva su una barchetta a remi da solo, senza farsi riconoscere da nessuno, e coltivava questa sua grande passione. Un ragazzo inseguito dai paparazzi, ma che di nascosto scappava a Bacoli per farsi una 'pescatella' al mare... ".

Chi è il più 'tamarro' della squadra di Conte?

"Nel Napoli attuale, Mazzocchi. Avete visto? Ha insegnato pure qualche parolaccia a McTominay (ride, ndr). Non conosco Mazzocchi, ma ho sentito Scott dire le parolacce, e lo faceva anche bene, quindi per me Pasquale si è guadagnato la palma di 'tamarro' di questo Napoli (scherza)".

Quale giocatore porterebbe sul traghetto per Ischia a Pasquetta?

"C'è un calciatore che è andato via e di cui non faccio il nome: era molto alto e lo avrei portato volentieri sul traghetto per fargli fare un bel tuffo. Non è più con noi, però ricordo che gli arrivavano dei palloni facili facili da buttare in rete, ma lui non li buttava mai dentro e questa cosa ci faceva arrabbiare". Chiaro il riferimento a Lorenzo Lucca.

Chi le piace, invece, di questo Napoli?

"A me è sempre piaciuto Anguissa: da morire. Frank e Lobotka si fanno il 'mazzo', vanno avanti e indietro a tessere la rete della squadra azzurra. Anguissa mi sta troppo simpatico. Purtroppo anche lui, in questo momento, è fuori uso". 

Cassano dice di "prevedere" Lobotka alla Juve con Spalletti già in estate.

"E' una previsione o un dato di fatto? Sulle ipotesi non si può cucire niente. Se succede, succede... Una cosa è certa: il nostro presidente, per quanto se ne possa parlare male, azzecca colpi in continuazione; lo farebbe anche in caso di addio dello slovacco! De Laurentiis è abituato a prendere dei ragazzi sconosciuti, dei panchinari, e li trasforma in grandi giocatori. Abbiamo risolto l'emergenza Victor Osimhen, ci hanno lasciato persino Edinson Cavani ed il Pocho Lavezzi, eppure il Napoli continua ad andare bene. Come avete visto, anche senza Khvicha Kvaratskhelia riusciamo a stare a certi livelli".

De Laurentiis tace sul centro sportivo. E se lo facesse a Baia Domizia?

"Si trasferiscono al nord? Da Castel Volturno passano a Baia Domizia (ride, ndr)? Lì si potrebbero distrarre ancor più con il mare... E' un gran bel posto: perché no? Quando l'ho decantata, era allo sfascio totale; scrissi la mia canzone su una città decaduta, ma ci sono passato di recente e l'ho trovata benissimo: è in ottima salute, è diventata un gran bel luogo di vacanza e quindi ci vedrei bene anche il centro sportivo del club azzurro".

Lo stadio Maradona è un po' il 'trerrote' da aggiustare. Meglio ristrutturarlo o creare un nuovo impianto?

"Io e l'ex San Paolo abbiamo la stessa età: siamo stati costruiti nello stesso periodo. Siccome ho parecchi anni addosso, direi di far campare Tony Tammaro, mentre il Maradona andrebbe ricostruito da zero, magari in una zona con più parcheggi, più facile da raggiungere, con strutture moderne che offrano anche l'esperienza del ristorante e dei negozi per lo shopping".

Al Maradona, finalmente, ha segnato Alisson Santos. 'Super Santos'.

"E' un onore sapere che il Napoli, quando ha preso Alisson, abbia pubblicato un post con la mia canzone in sottofondo: quel video è stato visto da migliaia e migliaia di persone... Se Santos si impone, forse ci vado bene pure io (ride, ndr). Sarebbe bellissimo se, ad un suo gol in partita, il Maradona iniziasse a cantare Super Santos".

Un messaggio di incoraggiamento e buon augurio?

"Al ragazzo vorrei dire: 'Santos, fai cose buone. Te lo chiedo a nome della famiglia Tammaro'. Ho avuto diverse botte di fortuna, nel corso degli anni: mi succedono cose... Ad esempio, ad ogni Pasquetta viene cantata una mia canzone ('Il rock dei tamarri', ndr); oppure accade un evento particolare e la gente torna a cantare un altro mio testo ancora... Quest'anno c'è la faccenda di Santos, ed è bella grossa. Se il calciatore va bene, anche le mie quotazioni potrebbero salire".

Che rapporto aveva col pallone arancione?

"Io sono cresciuto col Super Santos e mi dispiace che i ragazzi di oggi crescano con le PlayStation. Il Super Santos era per me l'unico svago: sono nato in un posto terrificante di Napoli, il 'Rione Alto', un luogo di solo cemento, senza prati. Avevamo una stradina, un cortile piccolo piccolo, in cui giocavamo con quella sfera dei sogni. In quanto terzino sinistro, stavo in difesa e spesso facevo delle rovesciate per mandare la palla in angolo, ma invece la mandavo in rete... La mia rete. Ho raccontato tutte vicende di vita vissuta. Non ho inventato niente. Al mio portiere segnavo di frequente: era la mia specialità".

A proposito di talenti: cosa pensa di Vergara?

"Col Genoa si è un po' 'impappinato', ma sta segnando con costanza. Sono ragazzi, hanno troppe responsabilità, ed anche troppi articoli di giornale positivi possono non aiutare. Vedo grosse aspettative da parte di tutti. Col Genoa non ha giocato benissimo, se badiamo all'ultima di campionato, però ci regala colpi importanti e dei finali decisivi, con un rigore o con una rete nel secondo tempo. Sul 2-2 col Genoa, lo confesso, mi ero alzato per fare una doccia, ma per fortuna ci ha pensato lui a regalarci un'emozione inaspettata. Credo che Vergara abbia tutte le carte in regola per una carriera di successo. E' bello vedere uno di noi, un napoletano in squadra, già così incisivo. L'ultimo era stato Insigne".

Giovane la convince? 

"Quando ne ho sentito parlare la prima volta, mi sono detto: ma è uno della Primavera del Napoli? Lo abbiamo visto pochissimo, serve altro per giudicarlo. Il Napoli ha dei talent scout che lavorano tanto: delle volte ci vedono giusto, delle volte meno... Speriamo in bene".

Si poteva fare di più sul mercato?

"Siamo l'unica squadra con il bilancio sano, eppure abbiamo dovuto comprare col saldo zero. Il presidente è un po' sparagnino, però gli gira bene: anche con questo suo modo di spendere il giusto, le cose prendono una piega positiva. Tanto di cappello a De Laurentiis".

Conte a vita a Napoli? Si parla di rinnovo. Con i tifosi ha un buon rapporto.

"Io sono come lui: non posso mettermi in macchina ed andare via, se non ho fatto la foto con tutti i presenti... Possono essere migliaia, ma io scatto selfie con tutti. Concedermi ai fan è qualcosa che mi viene naturale. Mi hanno detto che anche Lucio Dalla faceva così, ora sento lo stesso di Antonio Conte... Solo i grandi si comportano così (ride, ndr). Chi caccia il pubblico e va in giro con i bodyguard, di solito, ha vita breve: sono delle meteore. Teniamoci stretto Conte".

Che voto dà a Meret?

"Preferisco Milinkovic-Savic: è simpaticissimo. Come portieri, secondo me, si equivalgono. Vanja ha un carattere molto piacevole e merita voti altissimi. Ad Alex do comunque un 8, perché è riuscito a recuperare: è uno dei pochi che abbiano compiuto l'impresa di venir fuori dall'infermeria e giocare un'altra volta".

Chi è stato il migliore in assoluto, la 'Patrizia' di questo Napoli?

"Chi mi ha convinto di meno è Lucca. Mi spiace per lui, povero ragazzo, però ci restavamo molto male, quando lo vedevamo con la palla tra i piedi. Patrizia era la 'reginetta', quindi dico McTominay: non posso che dare a Scott il voto più alto, è la nostra star".

Un invito a Mazzocchi: qual è la prossima cosa da insegnargli in napoletano?

"Basta parolacce (ride, ndr.). E' pericoloso: non comprendendo il significato della parola, il rischio è che McTominay la utilizzi in maniera inappropriata. Non sia mai dice qualcosa 'alla Mazzocchi' all'arbitro, va a finire che lo espellono... Mi piacerebbe sentirgli fare qualche nuova battuta in napoletano, questo sì. Magari un: Ué, bello! Comme staje?".

La prossima di campionato è con la Roma: ha amici giallorossi?

"Ho fatto film con Pippo Franco, Flavio Insinna ed Ascanio Celestini, ma non sapevo che quest'ultimo tifasse Roma: abbiamo lavorato un mese insieme e non mi ha detto nulla. Purtroppo ho un 'dramma' in famiglia, mi è successa una cosa bruttissima: ho una sorella che ha sposato un romano... laziale. Ho una sorella laziale: è gravissimo (scherza). Non ho tanti amici della Roma".

Cosa pensa dei napoletani che tifano Juve?

"Devo farmela passare: ho un'allergia, è qualcosa che mi prende a livello dermatologico. Quando vedo quella casacca, quella 'J'... Da bambino, i miei nonni e i miei genitori mi hanno insegnato a diffidare di chi indossa certi colori. Mi è capitato che degli amici, delle persone anche simpatiche, mi dicessero: 'Lo sai? Io sono juventino'. Mi viene qualcosa, non so cosa, ma devo superarla, altrimenti mi perdo tante amicizie (ride, ndr)".

Per concludere, il "pegno" di Tony Tammaro: cosa promette in caso di Scudetto?

"Scrivo una canzone intitolata 'Il miracolo dell'infermeria': il titolo già c'è. Se dovesse succedere, sarebbe un prodigio. Non si è mai vista nella storia del calcio, da quando è stato inventato dagli inglesi, una squadra così 'acciaccata' e che riesce a mantenere una buona classifica... Se vince di nuovo il campionato, è un portento".

Conte santo subito, in quel caso.

"Di allenatori ne ho visti tanti, ma lui ha veramente del miracoloso. E' capace di schierare dei guerrieri e di ottenere punti a prescindere da tutto. Gli ho sentito fare una battuta, dopo l'infortunio di McTominay col Genoa: 'Adesso scendo in campo io, non abbiamo più nessuno'. Riesce a fare l'impossibile: con espulsioni, in dieci, con la panchina corta... Nonostante tutto, con lui si va avanti. Quell'uomo ha qualcosa di ammirevole. Speriamo resti a lungo", conclude Tony Tammaro ad AreaNapoli.it.