Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Carlo Alvino, giornalista, ha commentato sui social la sconfitta del Napoli contro il Venezia: “La mia ovviamente è una provocazione perché oggi bisognerebbe solo alzare la voce contro il Napoli ma forse, invece, davvero è arrivato il momento di fare silenzio. A questo punto, dopo la brutta e scialba sconfitta di Venezia, si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto senza il rischio di sbagliare, tanto è confuso e indecifrabile il momento tecnico che sta attraversando la squadra. Ci si interroga sulle scelte iniziali, sulla gestione delle rotazioni: non possono giocare sempre gli stessi, si dice da tempo, eppure oggi viene da chiedersi: ‘Ma perché no?’, visto che le alternative faticano a dare una sterzata. Il primo tempo in laguna è stato di una noia mortale, una melina sterile che ha addormentato la partita. Eppure, si era in parità. Quello era il momento di osare, durante l’intervallo si poteva e si doveva cambiare subito l’inerzia tattica del match, anche perché l’avversario non sembrava avere tanto coraggio. Allegri ha ragione, ma allo stesso tempo ha pure torto. Ha ragione quando invoca equilibrio e pazienza, ma ha torto quando la squadra si adegua a ritmi troppo compassati, privi di quella cattiveria agonistica necessaria per vincere partite bloccate come quella di oggi. Non se ne esce più, e in questo labirinto di pareri incrociati e colpe condivise, il silenzio della riflessione e del lavoro è davvero la migliore medicina. Le soluzioni per svoltare ci sono, così come il tempo a disposizione per raddrizzare la stagione, ma serve un cambio di mentalità radicale. Bisogna fare ‘meglio’ in senso assoluto, e non semplicemente ‘il meglio di sé stessi’. Perché i novanta minuti di Venezia hanno gridato una verità fin troppo evidente: dare il massimo, per questo gruppo e in questo preciso momento, non è più sufficiente. Serve un salto di qualità, serve andare oltre i propri limiti attuali. Meno parole, più fatti”.
di Redazione
17/10/2026 - 19:04
Carlo Alvino, giornalista, ha commentato sui social la sconfitta del Napoli contro il Venezia: “La mia ovviamente è una provocazione perché oggi bisognerebbe solo alzare la voce contro il Napoli ma forse, invece, davvero è arrivato il momento di fare silenzio. A questo punto, dopo la brutta e scialba sconfitta di Venezia, si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto senza il rischio di sbagliare, tanto è confuso e indecifrabile il momento tecnico che sta attraversando la squadra. Ci si interroga sulle scelte iniziali, sulla gestione delle rotazioni: non possono giocare sempre gli stessi, si dice da tempo, eppure oggi viene da chiedersi: ‘Ma perché no?’, visto che le alternative faticano a dare una sterzata. Il primo tempo in laguna è stato di una noia mortale, una melina sterile che ha addormentato la partita. Eppure, si era in parità. Quello era il momento di osare, durante l’intervallo si poteva e si doveva cambiare subito l’inerzia tattica del match, anche perché l’avversario non sembrava avere tanto coraggio. Allegri ha ragione, ma allo stesso tempo ha pure torto. Ha ragione quando invoca equilibrio e pazienza, ma ha torto quando la squadra si adegua a ritmi troppo compassati, privi di quella cattiveria agonistica necessaria per vincere partite bloccate come quella di oggi. Non se ne esce più, e in questo labirinto di pareri incrociati e colpe condivise, il silenzio della riflessione e del lavoro è davvero la migliore medicina. Le soluzioni per svoltare ci sono, così come il tempo a disposizione per raddrizzare la stagione, ma serve un cambio di mentalità radicale. Bisogna fare ‘meglio’ in senso assoluto, e non semplicemente ‘il meglio di sé stessi’. Perché i novanta minuti di Venezia hanno gridato una verità fin troppo evidente: dare il massimo, per questo gruppo e in questo preciso momento, non è più sufficiente. Serve un salto di qualità, serve andare oltre i propri limiti attuali. Meno parole, più fatti”.