Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
"Noi abbiamo un altro problema in questo momento: Højlund. Non sta rendendo". Gennaro Iezzo parte dal centravanti, ma la sua analisi arriva fino alla difesa: a DeliettaGol, il programma condotto da Delia Paciello su Tele A, l’ex portiere mette in relazione le difficoltà dei diversi reparti del Napoli.
Alla punta chiede un contributo che va oltre la conclusione: tenere il pallone, consentire ai compagni di salire e favorire gli inserimenti di McTominay. Se l’attacco non riesce a dare continuità al possesso, anche accompagnare l’azione diventa più complicato.
Dall’altra parte del campo, secondo Iezzo, pesa il timore della profondità. Tenere alta la squadra espone a un rischio perché «hai dei centrali difensivi molto lenti». La paura del pallone alle spalle può quindi spingere il reparto ad abbassarsi, allungando le distanze.
L’ex azzurro distingue la qualità tecnica dalle caratteristiche atletiche: "Sono tecnicamente bravi, ma non hanno quelle caratteristiche di giocatori leggeri e veloci".
È dentro questo quadro che inserisce anche il dibattito su De Bruyne: "Il fatto è che il Napoli gioca molto statico". Per sfruttare il belga, osserva, servono movimenti coordinati e compagni capaci di offrirgli soluzioni.
Il confronto guidato da Delia Paciello mette così a fuoco una questione collettiva: quanto incidono sul rendimento dei singoli le distanze, i movimenti e le scelte di tutta la squadra?
di Redazione
23/10/2026 - 11:13
"Noi abbiamo un altro problema in questo momento: Højlund. Non sta rendendo". Gennaro Iezzo parte dal centravanti, ma la sua analisi arriva fino alla difesa: a DeliettaGol, il programma condotto da Delia Paciello su Tele A, l’ex portiere mette in relazione le difficoltà dei diversi reparti del Napoli.
Alla punta chiede un contributo che va oltre la conclusione: tenere il pallone, consentire ai compagni di salire e favorire gli inserimenti di McTominay. Se l’attacco non riesce a dare continuità al possesso, anche accompagnare l’azione diventa più complicato.
Dall’altra parte del campo, secondo Iezzo, pesa il timore della profondità. Tenere alta la squadra espone a un rischio perché «hai dei centrali difensivi molto lenti». La paura del pallone alle spalle può quindi spingere il reparto ad abbassarsi, allungando le distanze.
L’ex azzurro distingue la qualità tecnica dalle caratteristiche atletiche: "Sono tecnicamente bravi, ma non hanno quelle caratteristiche di giocatori leggeri e veloci".
È dentro questo quadro che inserisce anche il dibattito su De Bruyne: "Il fatto è che il Napoli gioca molto statico". Per sfruttare il belga, osserva, servono movimenti coordinati e compagni capaci di offrirgli soluzioni.
Il confronto guidato da Delia Paciello mette così a fuoco una questione collettiva: quanto incidono sul rendimento dei singoli le distanze, i movimenti e le scelte di tutta la squadra?