Calcio
IL MATCH ANALYST - Diddi: "Fiducia totale in Allegri, porterà la nave Napoli in porto"
29.10.2026 20:00 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luca Diddi, match analyst ex Hellas Verona. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Quante gare ha ancora a disposizione Luciano Spalletti? 

“Secondo me non tante, perché l’esperimento che è stato fatto col cambio modulo, preteso dai calciatori, mi sembra l’anticamera del fine rapporto. Quando un allenatore porta i suoi principi, i calciatori li seguono perché credono di arrivare al successo. Nel momento in cui le difficoltà sono così chiare e palesi, come nel caso di Kolo Muani che non può fare la prima punta ma, anzi, sia quasi obbligato a giocare in coppia con Woltemade, e questo viene fuori un confronto col gruppo squadra, mi sembra di trovarci di fronte al preludio di un esonero. Se poi aggiungiamo che il cambio modulo non abbia portato risultati… ma questo è un retaggio culturale di un calcio vecchio, oggi è importante l’interpretazione del ruolo che l’allenatore dà al calciatore, bisogna essere propositivi e trovare il miglior equilibrio per ogni singolo elemento. Alla Juve tutto questo manca, la vicenda Bremer ci racconta che i calciatori cardine non seguono più, altri, che rappresentano il futuro come Alajbegovic, non vengono presi in considerazione come si evince dalle conferenze stampa di Spalletti in cui afferma che non lo conosceva e che comunque in quel ruolo ci sia Yldiz, bocciando l’operato della società, ci troviamo di fronte a situazioni che portano a pensare siamo vicini all’ultimo periodo di Luciano con la Nazionale. Ecco, mi sembra di rivivere quello stesso periodo. Stesso momento, stesse vibes. La Juve, se vuol salvare questa stagione, deve intervenire velocemente, prima che Antonio Conte si accasi altrove.” 

La risoluzione dei problemi della Juventus è il cambio di Spalletti con Conte? 

“Ci sono due società che hanno bisogno di uno stravolgimento totale, una è la Juve, e per far sì che il cambio abbia effetto, l’allenatore che apre la porta e si presenta ai calciatori deve avere una grandissima personalità, proprio come Conte. I calciatori devono avere timore, quello che incute Conte, perché cambiare per prendere il Thiago Motta o il Tudor della situazione, non sortirebbe alcun effetto se non una reazione di due o tre partite. Ci vuole uno con carisma, personalità ed uno storico vincente. Altrimenti meglio tenere Spalletti.” 

Confrontando le formazioni di Juventus e Napoli, considerando un calciatore per ruolo, ci dice chi è superiore? 

“In porta Vicario è superiore a Meret. Vicario è uno dei pochi salvabili della Juventus. Tra Bremer e Rafa Marin, visto che non conosciamo le condizioni di Rrahmani, prendo lo spagnolo che, con Allegri, si sta rivalutando tantissimo, a differenza di questo Bremer che è in un momento di involuzione mentale e fisica. A centrocampo, nonostante McKennie sia il migliore della Juventus e finalmente Spalletti abbia capito in che ruolo schierarlo rendendolo vivo ed incline al sacrificio, prendo il belga nella nuova posizione, quella di regista, e secondo me, giocando così, si allunga la carriera di un paio d’anni almeno. Tra Kolo Muani e Hojlund scelgo quest’ultimo, perché è mentalmente forte ed Allegri lo ha rivalutato rispetto a quanto fatto da Conte, mentre lo juventino è mentalmente scarico e senza autostima. Tra Spalletti ed Allegri faccio una breve digressione: sono e sarò sempre dalla parte di chi è in grado di risollevare situazioni drammatiche, quindi tempo al tempo e fiducia totale in Max che, ne sono certo, porterà la nave Napoli in porto.” 

Qual è il calciatore o la situazione più preoccupante in casa Juventus?  

“Lo spogliatoio: in casa Juve mi sembra palesemente diviso. Abbiamo visto calciatori che entrano e parlottano con altri facendo capire che non si sentono colpevoli per la sconfitta essendo entrati dopo i due gol subiti, ed in una società seria non parli e sorridi con un compagno dopo aver perso una partita. La mano avanti alla bocca dopo la partita, le chiacchiere, sono situazioni che io allenatore non devo tollerare, anzi, devo multare, perché le cose si dicono in faccia e nel chiuso dello spogliatoio.” 

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IL MATCH ANALYST - Diddi: "Fiducia totale in Allegri, porterà la nave Napoli in porto"

di Redazione

29/10/2026 - 20:00

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luca Diddi, match analyst ex Hellas Verona. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Quante gare ha ancora a disposizione Luciano Spalletti? 

“Secondo me non tante, perché l’esperimento che è stato fatto col cambio modulo, preteso dai calciatori, mi sembra l’anticamera del fine rapporto. Quando un allenatore porta i suoi principi, i calciatori li seguono perché credono di arrivare al successo. Nel momento in cui le difficoltà sono così chiare e palesi, come nel caso di Kolo Muani che non può fare la prima punta ma, anzi, sia quasi obbligato a giocare in coppia con Woltemade, e questo viene fuori un confronto col gruppo squadra, mi sembra di trovarci di fronte al preludio di un esonero. Se poi aggiungiamo che il cambio modulo non abbia portato risultati… ma questo è un retaggio culturale di un calcio vecchio, oggi è importante l’interpretazione del ruolo che l’allenatore dà al calciatore, bisogna essere propositivi e trovare il miglior equilibrio per ogni singolo elemento. Alla Juve tutto questo manca, la vicenda Bremer ci racconta che i calciatori cardine non seguono più, altri, che rappresentano il futuro come Alajbegovic, non vengono presi in considerazione come si evince dalle conferenze stampa di Spalletti in cui afferma che non lo conosceva e che comunque in quel ruolo ci sia Yldiz, bocciando l’operato della società, ci troviamo di fronte a situazioni che portano a pensare siamo vicini all’ultimo periodo di Luciano con la Nazionale. Ecco, mi sembra di rivivere quello stesso periodo. Stesso momento, stesse vibes. La Juve, se vuol salvare questa stagione, deve intervenire velocemente, prima che Antonio Conte si accasi altrove.” 

La risoluzione dei problemi della Juventus è il cambio di Spalletti con Conte? 

“Ci sono due società che hanno bisogno di uno stravolgimento totale, una è la Juve, e per far sì che il cambio abbia effetto, l’allenatore che apre la porta e si presenta ai calciatori deve avere una grandissima personalità, proprio come Conte. I calciatori devono avere timore, quello che incute Conte, perché cambiare per prendere il Thiago Motta o il Tudor della situazione, non sortirebbe alcun effetto se non una reazione di due o tre partite. Ci vuole uno con carisma, personalità ed uno storico vincente. Altrimenti meglio tenere Spalletti.” 

Confrontando le formazioni di Juventus e Napoli, considerando un calciatore per ruolo, ci dice chi è superiore? 

“In porta Vicario è superiore a Meret. Vicario è uno dei pochi salvabili della Juventus. Tra Bremer e Rafa Marin, visto che non conosciamo le condizioni di Rrahmani, prendo lo spagnolo che, con Allegri, si sta rivalutando tantissimo, a differenza di questo Bremer che è in un momento di involuzione mentale e fisica. A centrocampo, nonostante McKennie sia il migliore della Juventus e finalmente Spalletti abbia capito in che ruolo schierarlo rendendolo vivo ed incline al sacrificio, prendo il belga nella nuova posizione, quella di regista, e secondo me, giocando così, si allunga la carriera di un paio d’anni almeno. Tra Kolo Muani e Hojlund scelgo quest’ultimo, perché è mentalmente forte ed Allegri lo ha rivalutato rispetto a quanto fatto da Conte, mentre lo juventino è mentalmente scarico e senza autostima. Tra Spalletti ed Allegri faccio una breve digressione: sono e sarò sempre dalla parte di chi è in grado di risollevare situazioni drammatiche, quindi tempo al tempo e fiducia totale in Max che, ne sono certo, porterà la nave Napoli in porto.” 

Qual è il calciatore o la situazione più preoccupante in casa Juventus?  

“Lo spogliatoio: in casa Juve mi sembra palesemente diviso. Abbiamo visto calciatori che entrano e parlottano con altri facendo capire che non si sentono colpevoli per la sconfitta essendo entrati dopo i due gol subiti, ed in una società seria non parli e sorridi con un compagno dopo aver perso una partita. La mano avanti alla bocca dopo la partita, le chiacchiere, sono situazioni che io allenatore non devo tollerare, anzi, devo multare, perché le cose si dicono in faccia e nel chiuso dello spogliatoio.”