Carlo Alvino, giornalista di Radio CRC, si è scagliato contro l'AIA in seguito alle designazioni arbitrali della prossima giornata di campionato: "Continua la mia rubrica sulle designazioni arbitrali, uno spazio nel quale, settimana dopo settimana, provo a capire e soprattutto a chiedere chiarezza su scelte che troppo spesso appaiono singolari e difficili da comprendere da parte di Rocchi. Per Cagliari-Napoli sono stati designati Mariani come arbitro e Marini al VAR. Una coppia che, letta alla luce dei precedenti, non può non riaccendere più di un interrogativo. Ricorderete tutti Juve-Napoli del 25 gennaio: trattenuta vistosa di Bremer su Hojlund, calcio di rigore solare eppure non assegnato. In campo c’era proprio Mariani che viene nuovamente designato per una gara del Napoli. Ma come funziona? No perché ricorderete tutti la narrazione tossica costruita attorno al rigore assegnato da Mariani al Napoli contro l’Inter il 25 ottobre, per fallo su Di Lorenzo. Ebbene, da quel momento in poi Mariani non ha più incrociato i nerazzurri, né da arbitro di campo né al VAR. Ed è qui che continuo a porre una domanda semplice a Rocchi: com’è possibile che chi sbaglia contro l’Inter venga di fatto allontanato dalle gare dei nerazzurri, mentre per le altre non vale la stessa regola? Qual è il criterio? Perché io lo dico con franchezza: se fossi un arbitro, non sarei sereno e avrei timore di sbagliare contro l’Inter. E i precedenti parlano chiaro. Lo stesso Mariani, dopo quello che secondo una certa narrazione sarebbe stato un errore a favore del Napoli contro l’Inter, venne fermato per oltre 30 giorni. La Penna, invece, dopo aver sbagliato a favore dei nerazzurri con l’espulsione di Kalulu contro la Juve, se l’è cavata con appena un turno di stop, poi una doppietta in Serie B e il ritorno in Serie A nel giro di tre settimane. E allora la sensazione è semplice: se sbagli contro il Napoli non hai molto da temere, se sbagli contro l’Inter il discorso cambia eccome. Ma c’è di più. Perché ancor più grave è la designazione di Marini al VAR, un nome che richiama una lunga serie di episodi contro il Napoli. In Verona-Napoli, è lui l’uomo VAR nell’episodio del rigore concesso agli scaligeri per il tocco di mano di Buongiorno, spinto da Valentini, ed è ancora lui protagonista nel gol annullato a Hojlund per un presunto fallo di mano che non c’era. In Napoli-Inter del 3 dicembre 2023, Marini al VAR non segnala il netto fallo di Lautaro su Lobotka, da cui nasce poi l’azione del gol di Calhanoglu. In Inter-Napoli del 10 novembre 2024, sull’1-1, viene assegnato un rigore molto dubbio all’Inter per il contatto tra Dumfries e Anguissa. Anche in quel caso Marini, al VAR, non interviene. In Napoli-Inter del 1° marzo 2025, ancora una volta non rileva i falli di mano in area di Dumfries e Mkhitaryan. E poi c’è Parma-Napoli del 18 maggio 2025: ancora Marini in sala VAR, ancora lui protagonista nella revoca del calcio di rigore concesso da Doveri per il fallo su David Neres, andando a recuperare immagini poco chiare per ipotizzare un inesistente fallo precedente di Giovanni Simeone. Insomma, Marini torna con una costanza impressionante nelle partite del Napoli, e anche su questo continuo ad aspettare spiegazioni. Ma il punto, ormai, è ancora più profondo. Cosa spinge Rocchi a tutelare una squadra più di un’altra? Perché se la tutela fosse davvero uguale per tutti, certe differenze nelle valutazioni, negli stop e nelle designazioni non si spiegherebbero. Se per il Napoli venisse adottato lo stesso criterio Marini doveva avere la preclusione per gli azzurri e Mariani non avremo dovuto vederlo più fino a fine stagione. Quando gli errori vengono pesati in modo diverso a seconda della maglia coinvolta, il dubbio non solo è legittimo: diventa inevitabile. Io continuo ad attendere chiarimenti da Rocchi. Perché anche questa volta, francamente, le scelte lasciano più di una perplessità!".
di Redazione
19/03/2026 - 14:59
Carlo Alvino, giornalista di Radio CRC, si è scagliato contro l'AIA in seguito alle designazioni arbitrali della prossima giornata di campionato: "Continua la mia rubrica sulle designazioni arbitrali, uno spazio nel quale, settimana dopo settimana, provo a capire e soprattutto a chiedere chiarezza su scelte che troppo spesso appaiono singolari e difficili da comprendere da parte di Rocchi. Per Cagliari-Napoli sono stati designati Mariani come arbitro e Marini al VAR. Una coppia che, letta alla luce dei precedenti, non può non riaccendere più di un interrogativo. Ricorderete tutti Juve-Napoli del 25 gennaio: trattenuta vistosa di Bremer su Hojlund, calcio di rigore solare eppure non assegnato. In campo c’era proprio Mariani che viene nuovamente designato per una gara del Napoli. Ma come funziona? No perché ricorderete tutti la narrazione tossica costruita attorno al rigore assegnato da Mariani al Napoli contro l’Inter il 25 ottobre, per fallo su Di Lorenzo. Ebbene, da quel momento in poi Mariani non ha più incrociato i nerazzurri, né da arbitro di campo né al VAR. Ed è qui che continuo a porre una domanda semplice a Rocchi: com’è possibile che chi sbaglia contro l’Inter venga di fatto allontanato dalle gare dei nerazzurri, mentre per le altre non vale la stessa regola? Qual è il criterio? Perché io lo dico con franchezza: se fossi un arbitro, non sarei sereno e avrei timore di sbagliare contro l’Inter. E i precedenti parlano chiaro. Lo stesso Mariani, dopo quello che secondo una certa narrazione sarebbe stato un errore a favore del Napoli contro l’Inter, venne fermato per oltre 30 giorni. La Penna, invece, dopo aver sbagliato a favore dei nerazzurri con l’espulsione di Kalulu contro la Juve, se l’è cavata con appena un turno di stop, poi una doppietta in Serie B e il ritorno in Serie A nel giro di tre settimane. E allora la sensazione è semplice: se sbagli contro il Napoli non hai molto da temere, se sbagli contro l’Inter il discorso cambia eccome. Ma c’è di più. Perché ancor più grave è la designazione di Marini al VAR, un nome che richiama una lunga serie di episodi contro il Napoli. In Verona-Napoli, è lui l’uomo VAR nell’episodio del rigore concesso agli scaligeri per il tocco di mano di Buongiorno, spinto da Valentini, ed è ancora lui protagonista nel gol annullato a Hojlund per un presunto fallo di mano che non c’era. In Napoli-Inter del 3 dicembre 2023, Marini al VAR non segnala il netto fallo di Lautaro su Lobotka, da cui nasce poi l’azione del gol di Calhanoglu. In Inter-Napoli del 10 novembre 2024, sull’1-1, viene assegnato un rigore molto dubbio all’Inter per il contatto tra Dumfries e Anguissa. Anche in quel caso Marini, al VAR, non interviene. In Napoli-Inter del 1° marzo 2025, ancora una volta non rileva i falli di mano in area di Dumfries e Mkhitaryan. E poi c’è Parma-Napoli del 18 maggio 2025: ancora Marini in sala VAR, ancora lui protagonista nella revoca del calcio di rigore concesso da Doveri per il fallo su David Neres, andando a recuperare immagini poco chiare per ipotizzare un inesistente fallo precedente di Giovanni Simeone. Insomma, Marini torna con una costanza impressionante nelle partite del Napoli, e anche su questo continuo ad aspettare spiegazioni. Ma il punto, ormai, è ancora più profondo. Cosa spinge Rocchi a tutelare una squadra più di un’altra? Perché se la tutela fosse davvero uguale per tutti, certe differenze nelle valutazioni, negli stop e nelle designazioni non si spiegherebbero. Se per il Napoli venisse adottato lo stesso criterio Marini doveva avere la preclusione per gli azzurri e Mariani non avremo dovuto vederlo più fino a fine stagione. Quando gli errori vengono pesati in modo diverso a seconda della maglia coinvolta, il dubbio non solo è legittimo: diventa inevitabile. Io continuo ad attendere chiarimenti da Rocchi. Perché anche questa volta, francamente, le scelte lasciano più di una perplessità!".