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IL PENSIERO - Capuano: "FIGC? Se Malagò è eleggibile allora verrà eletto, è un dirigente valido"
18.06.2026 15:05 di Napoli Magazine
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Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il giornalista di “Radio 24” Giovanni Capuano: "Come finirà l’inchiesta sugli arbitri non lo so e non ci è dato saperlo. L’entrata di Paolo Ielo è un passaggio abbastanza scontato su questa inchiesta. C’è tempo fino a novembre per conoscere le carte dell’inchiesta e chiudere l’indagine. Il Procuratore Jelo sta ricevendo le carte e sta valutando cosa c’è dentro e poi ci faranno sapere. Il problema è che oggi c’è un ex designatore arbitrale che è fermo poiché ha deciso di fare un passo indietro e di autosospendersi e che è stato disintegrato per 10 giorni dall’opinione pubblica e dai giornali. Al di là del suo umore che non è evidentemente buono, Rocchi riceverà delle ripercussioni lavorative nell’ambito calcistico e non solo. Speriamo che facciano in fretta e ci facciano sapere. Il mio pensiero è che Rocchi è una bravissima persona ed è stato un signore a fare un passo indietro a fronte di un solo avviso di garanzia che è un atto tecnico a garanzia di un indagato e con questo ci sono stati ministri che sono rimasti in carica che è ben più importante per la “cosa pubblica” di un designatore arbitrale di Serie A. Rocchi ha ricevuto due avvisi di garanzia vuoti in concorso non si sa con chi e anche lui attende di capire cosa succederà. Al di là di tutto, Gianluca Rocchi non avrebbe fatto più il designatore arbitrale della Seria A poiché era arrivato alla fine del suo quinto anno e al 99% avrebbe terminato il suo incarico tra due mesi. Per quello che ha fatto, meritava una fine diversa, dignitosa e decorosa, e noi che ci occupiamo di calcio meritiamo di sapere se questa cosa è stata il frutto di un’allucinazione collettiva o se, invece, esiste realmente qualcosa dal punto di vista penale e sportivo. Nelle prime settimane di febbrile ricerca sembra che non ci sia nulla se non poco. Calcio fallito rispetto agli altri sport? Attenzione a come vengono raccontate le cose. Prima di tutto, non abbiamo avuto nessun exploit nel baseball poiché è stato un circuito in cui alcuni italiani che giocano in USA e avevano la possibilità di avere il passaporto italiano sono stati messi insieme in un “team Italia” e in questa fase di grande euforia negli altri sport abbia deciso di raccontare che la nazionale italiana ha battuto nazionali ben più quotate, ma la verità è che il baseball occupa una parte piccolissima nei pensieri degli italiani come altri sport come l’Hockey sul ghiaccio di cui sono innamorato. Chiarisco: io rispetto il baseball! Voglio solo sottolineare i danni che possono fare certe narrazioni. Nella vita esistono i cicli. In Italia la pallavolo non esisteva nell’immaginario popolare fino a Velasco e a quella squadra meravigliosa che vinse il campionato europeo in Svezia nel 1988. Dopo i dirigenti sono stati bravi da lì in poi a far crescere quel seme su cui costruire un movimento capace di costruirsi spazi al di là di quello che effettivamente fa come ha fatto Binaghi con il tennis. È un fortuna avere Sinner, ma non lo è avere altri 6-7 giocatori nei primi 100. Questo vuol dire che la dirigenza ha lavorato bene. Si tratta di momenti, tra 15 anni potremmo star qui e parlare di altro. Il calcio è un momento basso e affronta un palcoscenico geopolitico e internazionale complesso. In questi anni siamo diventati anche Campioni D’Europa se ci basiamo solo sui risultati della nazionale maggiore. Il calcio è un animale strano rispetto agli altri sport si confronta con uan realtà esterna e un mercato complesso. Nonostante sia in un momento basso, il calcio viene raccontato anche peggio di quello che è realmente. Il 70% delle partite di questo Mondiale sono quelle della prima fase che servono per mandare a casa il 30% delle squadre in corsa, ce ne accorgemo a partire da questa seconda giornata. Stiamo guardando una serie di partite che fanno da 4 e mezzo ai 7 milioni di ascolti dove non c’è l’Italia e che è più di quando ha fatto una finale di Sinner in chiaro. Quando si racconta che il calcio non piace più a nessuno, si fa una bella leccata a quelli degli altri sport come il tennis che comanda con una certa arroganza e si perde di vista quella che è la realtà. Il calcio italiano tra qualche giorno aprirà una seconda fase e di quella vecchia non tutto è da buttare via anche se il ricambio è diventato obbligatorio dopo aver fallito la qualificazione al Mondiale. Lo spettacolo poco decoroso delle ultime settimane è il tentativo da parte della politica di continuare a mettere i bastoni tra le ruote anche alle cose fatte bene. Dopo di che, speriamo che il Sinner del calcio nasca anche da noi, se fosse nato Erling Haaland da noi, oggi staremo facendo il mondiale. Il fuoriclasse norvegese ha fatto 16 gol in 8 partite nelle qualificazioni ai mondiali, se non ci rendiamo conto che, nonostante la Norvegia sia una squadra molto forte e brava, viene nobilitata dal fatto di avere un mostro davanti, raccontiamo una cosa diversa. In queste serate in cui seguo le partite del Mondiale, colpisce il fatto che sembra di essere in un altro pianeta quando si vedono gli stadi e le strutture che ospitano questa competizione. Senza arrivare agli stadi americani, ma restando nella povera e scalcagnata Europa che non produce quelle strutture e alla realtà italiana, a chi vogliamo dare la colpa che il calcio italiano che è una parte fondamentale del motore economico del paese, debba correre azzoppato? A dirigenti incapaci o ad un contesto esterno che non fa nulla se non cercare di azzopparlo? Noi ci siamo abituati nella narrazione recente che esiste questa componente decisiva che si mette sulla cattedra e fa le lezioni cattedrali a tutti gli altri. Dobbiamo sperare che i club di Serie A si mettano d’accordo per amputarsi due squadre e i diritti di veto per fare un nuovo statuto con un nuovo commissioner che decide tutto anche se non piace al singolo proprietario e alle tifoserie o alle squadre. A quel punto dovremo chiedere lo stesso passo indietro e assunzione di responsabilità alla politica in senso lato; invece siamo qui con la politica che aspetta un parere scritto per dire che Malagò non è eleggibile e dare una spallata e mettere i suoi. È stato fatto tutto in extremis che arrivi in modo che il mondo del calcio non si possa organizzare e ci sarà una paralisi. Se Malagò è eleggibile, verrà eletto. Magari sbaglierà tutto, ma è una figura di dirigente sportivo spendibilissimo come dimostrano i successi nello sport italiano. Quando diventerà Presidente della Federcalcio, non avrà nessuna sponda istituzionale da questo governo e vorrà dire che butterà un anno del suo mandato. Bastoni? Non penso andrà via dall'Inter".

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IL PENSIERO - Capuano: "FIGC? Se Malagò è eleggibile allora verrà eletto, è un dirigente valido"

di Redazione

18/06/2026 - 15:05

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il giornalista di “Radio 24” Giovanni Capuano: "Come finirà l’inchiesta sugli arbitri non lo so e non ci è dato saperlo. L’entrata di Paolo Ielo è un passaggio abbastanza scontato su questa inchiesta. C’è tempo fino a novembre per conoscere le carte dell’inchiesta e chiudere l’indagine. Il Procuratore Jelo sta ricevendo le carte e sta valutando cosa c’è dentro e poi ci faranno sapere. Il problema è che oggi c’è un ex designatore arbitrale che è fermo poiché ha deciso di fare un passo indietro e di autosospendersi e che è stato disintegrato per 10 giorni dall’opinione pubblica e dai giornali. Al di là del suo umore che non è evidentemente buono, Rocchi riceverà delle ripercussioni lavorative nell’ambito calcistico e non solo. Speriamo che facciano in fretta e ci facciano sapere. Il mio pensiero è che Rocchi è una bravissima persona ed è stato un signore a fare un passo indietro a fronte di un solo avviso di garanzia che è un atto tecnico a garanzia di un indagato e con questo ci sono stati ministri che sono rimasti in carica che è ben più importante per la “cosa pubblica” di un designatore arbitrale di Serie A. Rocchi ha ricevuto due avvisi di garanzia vuoti in concorso non si sa con chi e anche lui attende di capire cosa succederà. Al di là di tutto, Gianluca Rocchi non avrebbe fatto più il designatore arbitrale della Seria A poiché era arrivato alla fine del suo quinto anno e al 99% avrebbe terminato il suo incarico tra due mesi. Per quello che ha fatto, meritava una fine diversa, dignitosa e decorosa, e noi che ci occupiamo di calcio meritiamo di sapere se questa cosa è stata il frutto di un’allucinazione collettiva o se, invece, esiste realmente qualcosa dal punto di vista penale e sportivo. Nelle prime settimane di febbrile ricerca sembra che non ci sia nulla se non poco. Calcio fallito rispetto agli altri sport? Attenzione a come vengono raccontate le cose. Prima di tutto, non abbiamo avuto nessun exploit nel baseball poiché è stato un circuito in cui alcuni italiani che giocano in USA e avevano la possibilità di avere il passaporto italiano sono stati messi insieme in un “team Italia” e in questa fase di grande euforia negli altri sport abbia deciso di raccontare che la nazionale italiana ha battuto nazionali ben più quotate, ma la verità è che il baseball occupa una parte piccolissima nei pensieri degli italiani come altri sport come l’Hockey sul ghiaccio di cui sono innamorato. Chiarisco: io rispetto il baseball! Voglio solo sottolineare i danni che possono fare certe narrazioni. Nella vita esistono i cicli. In Italia la pallavolo non esisteva nell’immaginario popolare fino a Velasco e a quella squadra meravigliosa che vinse il campionato europeo in Svezia nel 1988. Dopo i dirigenti sono stati bravi da lì in poi a far crescere quel seme su cui costruire un movimento capace di costruirsi spazi al di là di quello che effettivamente fa come ha fatto Binaghi con il tennis. È un fortuna avere Sinner, ma non lo è avere altri 6-7 giocatori nei primi 100. Questo vuol dire che la dirigenza ha lavorato bene. Si tratta di momenti, tra 15 anni potremmo star qui e parlare di altro. Il calcio è un momento basso e affronta un palcoscenico geopolitico e internazionale complesso. In questi anni siamo diventati anche Campioni D’Europa se ci basiamo solo sui risultati della nazionale maggiore. Il calcio è un animale strano rispetto agli altri sport si confronta con uan realtà esterna e un mercato complesso. Nonostante sia in un momento basso, il calcio viene raccontato anche peggio di quello che è realmente. Il 70% delle partite di questo Mondiale sono quelle della prima fase che servono per mandare a casa il 30% delle squadre in corsa, ce ne accorgemo a partire da questa seconda giornata. Stiamo guardando una serie di partite che fanno da 4 e mezzo ai 7 milioni di ascolti dove non c’è l’Italia e che è più di quando ha fatto una finale di Sinner in chiaro. Quando si racconta che il calcio non piace più a nessuno, si fa una bella leccata a quelli degli altri sport come il tennis che comanda con una certa arroganza e si perde di vista quella che è la realtà. Il calcio italiano tra qualche giorno aprirà una seconda fase e di quella vecchia non tutto è da buttare via anche se il ricambio è diventato obbligatorio dopo aver fallito la qualificazione al Mondiale. Lo spettacolo poco decoroso delle ultime settimane è il tentativo da parte della politica di continuare a mettere i bastoni tra le ruote anche alle cose fatte bene. Dopo di che, speriamo che il Sinner del calcio nasca anche da noi, se fosse nato Erling Haaland da noi, oggi staremo facendo il mondiale. Il fuoriclasse norvegese ha fatto 16 gol in 8 partite nelle qualificazioni ai mondiali, se non ci rendiamo conto che, nonostante la Norvegia sia una squadra molto forte e brava, viene nobilitata dal fatto di avere un mostro davanti, raccontiamo una cosa diversa. In queste serate in cui seguo le partite del Mondiale, colpisce il fatto che sembra di essere in un altro pianeta quando si vedono gli stadi e le strutture che ospitano questa competizione. Senza arrivare agli stadi americani, ma restando nella povera e scalcagnata Europa che non produce quelle strutture e alla realtà italiana, a chi vogliamo dare la colpa che il calcio italiano che è una parte fondamentale del motore economico del paese, debba correre azzoppato? A dirigenti incapaci o ad un contesto esterno che non fa nulla se non cercare di azzopparlo? Noi ci siamo abituati nella narrazione recente che esiste questa componente decisiva che si mette sulla cattedra e fa le lezioni cattedrali a tutti gli altri. Dobbiamo sperare che i club di Serie A si mettano d’accordo per amputarsi due squadre e i diritti di veto per fare un nuovo statuto con un nuovo commissioner che decide tutto anche se non piace al singolo proprietario e alle tifoserie o alle squadre. A quel punto dovremo chiedere lo stesso passo indietro e assunzione di responsabilità alla politica in senso lato; invece siamo qui con la politica che aspetta un parere scritto per dire che Malagò non è eleggibile e dare una spallata e mettere i suoi. È stato fatto tutto in extremis che arrivi in modo che il mondo del calcio non si possa organizzare e ci sarà una paralisi. Se Malagò è eleggibile, verrà eletto. Magari sbaglierà tutto, ma è una figura di dirigente sportivo spendibilissimo come dimostrano i successi nello sport italiano. Quando diventerà Presidente della Federcalcio, non avrà nessuna sponda istituzionale da questo governo e vorrà dire che butterà un anno del suo mandato. Bastoni? Non penso andrà via dall'Inter".