Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Ceravolo, ex direttore sportivo di Napoli e Roma.
Napoli e Roma si affrontano mettendo a confronto due filosofie calcistiche agli antipodi: da una parte quella votata all'attacco di Gian Piero Gasperini, dall'altra quella più attenta all'equilibrio e al cosiddetto “cortomuso” di Massimiliano Allegri. Direttore, secondo Lei, in questo scontro tra titani e tra due grandi conoscitori di calcio, chi la spunterà?
“Alla fine è sempre il campo a essere giudice. In questo momento la Roma sta facendo un percorso importante e ha una rosa di spessore, con due giocatori per ruolo. Dobbiamo guardare al momento che sta attraversando: sicuramente è una squadra da tenere in considerazione in vista della partita di domani alle 18. È una sfida difficilissima, perché di fronte c'è il Napoli, che gioca in casa e ha una grande voglia di recuperare il terreno eventualmente perduto. Il Napoli ha avuto diversi giocatori infortunati e le assenze si sono fatte sentire, ma qualcuno è stato recuperato. Credo che domani possa mettere in difficoltà la Roma. Poi, come sempre, il risultato dipenderà anche dagli episodi. Speriamo di vedere un'ottima partita. Allegri lo conosciamo tutti: nel calcio contano i risultati e gli obiettivi raggiunti, e la sua carriera parla per lui. Si parla spesso di "cortomuso", cioè della capacità di vincere anche di misura, magari al novantacinquesimo minuto. Ma, al di là delle definizioni, sono i risultati a parlare. Stiamo parlando di due allenatori importanti".
Parliamo proprio di Gian Piero Gasperini, direttore. Mi assumo ogni responsabilità per questa dichiarazione: è stato Lei a scoprirlo, costruirlo e lanciarlo. Gasperini, con la sua mentalità offensiva ma sempre attenta all'equilibrio, ha trovato quest'anno sul suo percorso un certo Malen, che dal suo arrivo alla Roma, a gennaio dello scorso anno, non si è più fermato. È un calciatore da top club europeo?
“È un giocatore molto importante, tra i migliori in assoluto nel suo ruolo. Lo ha dimostrato già dalla scorsa stagione e sta continuando a farlo quest'anno: ha potenzialità da grande calciatore. Sa giocare a calcio, sa fare da sponda, salta l'uomo ed è freddo sotto porta. Sono tutte caratteristiche che appartengono a un attaccante di alto livello. Ma la Roma non è soltanto Malen: è una squadra completa, forte, con una rosa profonda. Come dicevo prima, ha due giocatori per ruolo e anche quando Malen non gioca, ci sono altri calciatori in grado di fare la differenza".
La porto dall'altra parte del campo, sempre in attacco, ma questa volta in casa Napoli. Rasmus Højlund segna con continuità in nazionale, mentre con la maglia azzurra fatica a trovare la via del gol. Che cosa manca a questo ragazzo? Oppure, che cosa manca al Napoli per metterlo nelle condizioni migliori?
“Bisogna capire innanzitutto di quale giocatore stiamo parlando. Højlund ha già dimostrato le sue qualità e, quando è arrivato al Napoli, ha fatto vedere cose importanti. È un calciatore che mette in campo intensità, velocità e grande disponibilità. Non possiamo giudicarlo soltanto perché in questo momento non segna con continuità: i gol arriveranno, perché è un giocatore che sta bene e che considero importante per il Napoli. Dobbiamo ricordare che quest'anno la squadra ha avuto diverse difficoltà e non ha potuto contare sempre su tutti i giocatori. Quando l'organico sarà completo e Allegri avrà a disposizione tutti gli elementi di spessore, il Napoli avrà maggiori possibilità di esprimersi al meglio. Il centrocampo è forte, ma quest'anno l'allenatore raramente ha avuto tutti i giocatori a disposizione contemporaneamente. Adesso sta recuperando alcuni elementi e credo che, da qui in avanti, Højlund avrà maggiori opportunità di segnare. Quando il Napoli è al completo può giocarsela alla pari con tutte le squadre. Højlund, inoltre, è uno che sa sacrificarsi per la squadra e lo fa anche molto bene. Lavora tanto, si mette a disposizione dei compagni e questo gli va assolutamente riconosciuto".
Direttore, da uomo esperto e profondo conoscitore del calcio: per quali obiettivi deve realmente competere il Napoli in questa stagione, tra campionato, Coppa Italia e Champions League?
“Le squadre importanti come Napoli, Roma, Milan, Juventus e Inter devono sempre cercare di competere per tutti gli obiettivi. È chiaro che, nel corso di una stagione, possono esserci momenti in cui una competizione diventa più difficile, ma non credo che una squadra debba rinunciare in partenza a qualcosa. In Coppa Italia si scende in campo per cercare di arrivare fino in fondo, così come in campionato e in Champions League. Quando si dice che una squadra deve concentrarsi soltanto sulla Champions, spesso si tratta di un modo di dire. L'Inter, per esempio, cerca di fare il massimo in tutte le competizioni e poi, alla fine della stagione, si tirano le somme. Il Napoli deve soprattutto recuperare i giocatori importanti che per ora Allegri non ha avuto a disposizione con continuità. Nonostante le assenze, l'allenatore non si è mai lamentato, a differenza di altri colleghi che talvolta sottolineano la mancanza di due o tre titolari. Questa è una qualità di Allegri: non fa mai pesare le assenze e lavora con i giocatori che ha a disposizione. Credo che il Napoli possa recuperare diverse posizioni. Il campionato è ancora lungo e, con tre punti a disposizione per ogni vittoria, può succedere di tutto. Mi auguro che riesca almeno a entrare tra le prime quattro, anche se quest'anno sarà molto difficile. Con il valore di Allegri e la qualità dell'organico, però, il Napoli ha le possibilità per provarci".
Secondo Lei è più vicina la permanenza di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus oppure il suo addio a Torino?
“A Torino ho trascorso sedici anni e conosco abbastanza bene l'ambiente. Nel calcio, soprattutto quando i risultati non arrivano, si parla sempre dell'allenatore e della sua eventuale sostituzione. Spalletti è un grande tecnico, ma bisogna anche essere obiettivi: credo che la rosa della Juventus sia inferiore a quella di alcune delle squadre che abbiamo citato prima. L'allenatore prepara le partite, lavora e cerca di trasmettere le proprie idee, ma poi sono i risultati a determinare i giudizi. Quando i risultati non arrivano, alla fine la responsabilità ricade spesso su chi guida la squadra. Tuttavia, se guardiamo agli organici, la Juventus non ha la stessa rosa della Roma e di altre concorrenti. Spalletti è comunque uno dei migliori allenatori italiani. Purtroppo, in Italia siamo abituati a giudicare tutto in base ai risultati immediati: quando le cose vanno bene, l'allenatore viene esaltato, quando vanno male, diventa subito il principale responsabile. Manca un po' di pazienza, soprattutto nei progetti che richiedono tempo. Se una squadra è abituata a vincere e poi attraversa un periodo difficile, si pretende spesso di tornare subito ai vertici. Mi auguro che la Juventus riesca a trovare presto una propria identità e a raggiungere obiettivi importanti. Al momento, sinceramente, vedo ancora qualche difficoltà".
di Redazione
23/10/2026 - 15:13
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Ceravolo, ex direttore sportivo di Napoli e Roma.
Napoli e Roma si affrontano mettendo a confronto due filosofie calcistiche agli antipodi: da una parte quella votata all'attacco di Gian Piero Gasperini, dall'altra quella più attenta all'equilibrio e al cosiddetto “cortomuso” di Massimiliano Allegri. Direttore, secondo Lei, in questo scontro tra titani e tra due grandi conoscitori di calcio, chi la spunterà?
“Alla fine è sempre il campo a essere giudice. In questo momento la Roma sta facendo un percorso importante e ha una rosa di spessore, con due giocatori per ruolo. Dobbiamo guardare al momento che sta attraversando: sicuramente è una squadra da tenere in considerazione in vista della partita di domani alle 18. È una sfida difficilissima, perché di fronte c'è il Napoli, che gioca in casa e ha una grande voglia di recuperare il terreno eventualmente perduto. Il Napoli ha avuto diversi giocatori infortunati e le assenze si sono fatte sentire, ma qualcuno è stato recuperato. Credo che domani possa mettere in difficoltà la Roma. Poi, come sempre, il risultato dipenderà anche dagli episodi. Speriamo di vedere un'ottima partita. Allegri lo conosciamo tutti: nel calcio contano i risultati e gli obiettivi raggiunti, e la sua carriera parla per lui. Si parla spesso di "cortomuso", cioè della capacità di vincere anche di misura, magari al novantacinquesimo minuto. Ma, al di là delle definizioni, sono i risultati a parlare. Stiamo parlando di due allenatori importanti".
Parliamo proprio di Gian Piero Gasperini, direttore. Mi assumo ogni responsabilità per questa dichiarazione: è stato Lei a scoprirlo, costruirlo e lanciarlo. Gasperini, con la sua mentalità offensiva ma sempre attenta all'equilibrio, ha trovato quest'anno sul suo percorso un certo Malen, che dal suo arrivo alla Roma, a gennaio dello scorso anno, non si è più fermato. È un calciatore da top club europeo?
“È un giocatore molto importante, tra i migliori in assoluto nel suo ruolo. Lo ha dimostrato già dalla scorsa stagione e sta continuando a farlo quest'anno: ha potenzialità da grande calciatore. Sa giocare a calcio, sa fare da sponda, salta l'uomo ed è freddo sotto porta. Sono tutte caratteristiche che appartengono a un attaccante di alto livello. Ma la Roma non è soltanto Malen: è una squadra completa, forte, con una rosa profonda. Come dicevo prima, ha due giocatori per ruolo e anche quando Malen non gioca, ci sono altri calciatori in grado di fare la differenza".
La porto dall'altra parte del campo, sempre in attacco, ma questa volta in casa Napoli. Rasmus Højlund segna con continuità in nazionale, mentre con la maglia azzurra fatica a trovare la via del gol. Che cosa manca a questo ragazzo? Oppure, che cosa manca al Napoli per metterlo nelle condizioni migliori?
“Bisogna capire innanzitutto di quale giocatore stiamo parlando. Højlund ha già dimostrato le sue qualità e, quando è arrivato al Napoli, ha fatto vedere cose importanti. È un calciatore che mette in campo intensità, velocità e grande disponibilità. Non possiamo giudicarlo soltanto perché in questo momento non segna con continuità: i gol arriveranno, perché è un giocatore che sta bene e che considero importante per il Napoli. Dobbiamo ricordare che quest'anno la squadra ha avuto diverse difficoltà e non ha potuto contare sempre su tutti i giocatori. Quando l'organico sarà completo e Allegri avrà a disposizione tutti gli elementi di spessore, il Napoli avrà maggiori possibilità di esprimersi al meglio. Il centrocampo è forte, ma quest'anno l'allenatore raramente ha avuto tutti i giocatori a disposizione contemporaneamente. Adesso sta recuperando alcuni elementi e credo che, da qui in avanti, Højlund avrà maggiori opportunità di segnare. Quando il Napoli è al completo può giocarsela alla pari con tutte le squadre. Højlund, inoltre, è uno che sa sacrificarsi per la squadra e lo fa anche molto bene. Lavora tanto, si mette a disposizione dei compagni e questo gli va assolutamente riconosciuto".
Direttore, da uomo esperto e profondo conoscitore del calcio: per quali obiettivi deve realmente competere il Napoli in questa stagione, tra campionato, Coppa Italia e Champions League?
“Le squadre importanti come Napoli, Roma, Milan, Juventus e Inter devono sempre cercare di competere per tutti gli obiettivi. È chiaro che, nel corso di una stagione, possono esserci momenti in cui una competizione diventa più difficile, ma non credo che una squadra debba rinunciare in partenza a qualcosa. In Coppa Italia si scende in campo per cercare di arrivare fino in fondo, così come in campionato e in Champions League. Quando si dice che una squadra deve concentrarsi soltanto sulla Champions, spesso si tratta di un modo di dire. L'Inter, per esempio, cerca di fare il massimo in tutte le competizioni e poi, alla fine della stagione, si tirano le somme. Il Napoli deve soprattutto recuperare i giocatori importanti che per ora Allegri non ha avuto a disposizione con continuità. Nonostante le assenze, l'allenatore non si è mai lamentato, a differenza di altri colleghi che talvolta sottolineano la mancanza di due o tre titolari. Questa è una qualità di Allegri: non fa mai pesare le assenze e lavora con i giocatori che ha a disposizione. Credo che il Napoli possa recuperare diverse posizioni. Il campionato è ancora lungo e, con tre punti a disposizione per ogni vittoria, può succedere di tutto. Mi auguro che riesca almeno a entrare tra le prime quattro, anche se quest'anno sarà molto difficile. Con il valore di Allegri e la qualità dell'organico, però, il Napoli ha le possibilità per provarci".
Secondo Lei è più vicina la permanenza di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus oppure il suo addio a Torino?
“A Torino ho trascorso sedici anni e conosco abbastanza bene l'ambiente. Nel calcio, soprattutto quando i risultati non arrivano, si parla sempre dell'allenatore e della sua eventuale sostituzione. Spalletti è un grande tecnico, ma bisogna anche essere obiettivi: credo che la rosa della Juventus sia inferiore a quella di alcune delle squadre che abbiamo citato prima. L'allenatore prepara le partite, lavora e cerca di trasmettere le proprie idee, ma poi sono i risultati a determinare i giudizi. Quando i risultati non arrivano, alla fine la responsabilità ricade spesso su chi guida la squadra. Tuttavia, se guardiamo agli organici, la Juventus non ha la stessa rosa della Roma e di altre concorrenti. Spalletti è comunque uno dei migliori allenatori italiani. Purtroppo, in Italia siamo abituati a giudicare tutto in base ai risultati immediati: quando le cose vanno bene, l'allenatore viene esaltato, quando vanno male, diventa subito il principale responsabile. Manca un po' di pazienza, soprattutto nei progetti che richiedono tempo. Se una squadra è abituata a vincere e poi attraversa un periodo difficile, si pretende spesso di tornare subito ai vertici. Mi auguro che la Juventus riesca a trovare presto una propria identità e a raggiungere obiettivi importanti. Al momento, sinceramente, vedo ancora qualche difficoltà".