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IL PENSIERO - Giordano: "Napoli, c'è molto da lavorare ma non si butta l'acqua con tutto il bambino"
31.08.2026 15:57 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport: "Cosa lascia la prima sconfitta? La sensazione è che c'è molto da lavorare, ma anche la certezza che non si butta l'acqua con tutto il bambino. Una sconfitta che ha tante chiavi di lettura. Già il primo gol subìto mi è sembrata una disattenzione inconcepibile a certi livelli. Poi la reazione non è stata quella che ci saremmo aspettati, ma anche a causa del caldo e per la capacità del Como di giocare anche in modo diverso. Gli ultimi 20 minuti del Como sono stati inaspettati dal punto di vista difensivo. Siamo abituati a vedere una squadra che spruzza Champagne, ma stavolta ha buttato l'anestetizzante. E poi ci sono tanti giocatori al di sotto del rendimento abituale. Troppo facile dire Olivera, ma dico anche Rrahmani. Nella corsa del peggiore in campo fa spalla a spalla con Olivera. Rrahmani ci mette il passaggio per Hojlund, ma fa tutto il centravanti. Poi anche Politano, nel secondo tempo era in grave fatica e in crisi di identità. In mezzo al campo anche Anguissa non bene, lo stesso McTominay che ha problemi. Ci sono troppi assenti-presenti. Ho il sospetto che ci sia stato un piano gara, che salta se fai quelle due sciocchezze. Ho pensato che dopo il gol di Hojlund, l'inerzia fosse cambiata e che il Como avesse smarrito alcune sicurezze. Sei andato sotto 1-0, potevi recuperare subito. Il colpo di testa di Noa Lang non nasce dal nulla, ma c'è un movimento e contro-movimento. Il Non-mercato è una realtà che genera malumore, e che non è disamore ma l'insoddisfazione. E questo rende tossico l'ambiente. La guerra per gli striscioni è altro spargimento di tensione che la città non ha bisogno, possiamo farne a meno. Si può convivere senza passare da un eccesso all'altro, dalla foto al Britannique all'intervento di Prefettura e Questore. C'è un territorio mediale, quello del buon senso, in cui tutti devono sapere che ruolo recitare e certi messaggi devono arrivare dalla Società. Che non può pensare di mandare un messaggio contrario a quello che serve, nell'estate in cui non hai comprato alcun giocatore. Allora, la domanda è: il Napoli non era forte? Rispetto ad un anno fa è cambiata una cosa, Noa Lang e Lucca sono stati bocciati dal Napoli e un anno dopo 'gli altri' hanno aggiunto: l'Inter Stones, Jones; la Juventus ha aggiunto Sarr; la Roma sta facendo uno squadrone; il Como chiuderà per Kean; il Milan ha speso tantissimo; il Napoli deve guardare al proprio bilancio, ma deve avere la tentazione di provarci. Non penso a Gabriel Jesus, che è andato al Barcellona. Ma quelle cifre non appartengono al calcio italiano, non appartengono al Napoli. Però pensavo, un giocatore come Frattesi si poteva fare. Un problema da evidenziare è l'età media del Napoli. Cinque anni di differenza di età con il Como. De Bruyne è il dodicesimo uomo? Oggi sì, ma sabato contro l'Inter no. L'impatto è stato importante. Lucca dà la palla a Lobotka e fa altre due cose importanti; oggi De Bruyne ha mezz'ora, 40 minuti pieni. Qualche altro allenamento te lo porta ad avere settanta minuti. Oggi nella mia personalissima classifica De Bruyne è avanti McTominay".

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IL PENSIERO - Giordano: "Napoli, c'è molto da lavorare ma non si butta l'acqua con tutto il bambino"

di Redazione

31/08/2026 - 15:57

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport: "Cosa lascia la prima sconfitta? La sensazione è che c'è molto da lavorare, ma anche la certezza che non si butta l'acqua con tutto il bambino. Una sconfitta che ha tante chiavi di lettura. Già il primo gol subìto mi è sembrata una disattenzione inconcepibile a certi livelli. Poi la reazione non è stata quella che ci saremmo aspettati, ma anche a causa del caldo e per la capacità del Como di giocare anche in modo diverso. Gli ultimi 20 minuti del Como sono stati inaspettati dal punto di vista difensivo. Siamo abituati a vedere una squadra che spruzza Champagne, ma stavolta ha buttato l'anestetizzante. E poi ci sono tanti giocatori al di sotto del rendimento abituale. Troppo facile dire Olivera, ma dico anche Rrahmani. Nella corsa del peggiore in campo fa spalla a spalla con Olivera. Rrahmani ci mette il passaggio per Hojlund, ma fa tutto il centravanti. Poi anche Politano, nel secondo tempo era in grave fatica e in crisi di identità. In mezzo al campo anche Anguissa non bene, lo stesso McTominay che ha problemi. Ci sono troppi assenti-presenti. Ho il sospetto che ci sia stato un piano gara, che salta se fai quelle due sciocchezze. Ho pensato che dopo il gol di Hojlund, l'inerzia fosse cambiata e che il Como avesse smarrito alcune sicurezze. Sei andato sotto 1-0, potevi recuperare subito. Il colpo di testa di Noa Lang non nasce dal nulla, ma c'è un movimento e contro-movimento. Il Non-mercato è una realtà che genera malumore, e che non è disamore ma l'insoddisfazione. E questo rende tossico l'ambiente. La guerra per gli striscioni è altro spargimento di tensione che la città non ha bisogno, possiamo farne a meno. Si può convivere senza passare da un eccesso all'altro, dalla foto al Britannique all'intervento di Prefettura e Questore. C'è un territorio mediale, quello del buon senso, in cui tutti devono sapere che ruolo recitare e certi messaggi devono arrivare dalla Società. Che non può pensare di mandare un messaggio contrario a quello che serve, nell'estate in cui non hai comprato alcun giocatore. Allora, la domanda è: il Napoli non era forte? Rispetto ad un anno fa è cambiata una cosa, Noa Lang e Lucca sono stati bocciati dal Napoli e un anno dopo 'gli altri' hanno aggiunto: l'Inter Stones, Jones; la Juventus ha aggiunto Sarr; la Roma sta facendo uno squadrone; il Como chiuderà per Kean; il Milan ha speso tantissimo; il Napoli deve guardare al proprio bilancio, ma deve avere la tentazione di provarci. Non penso a Gabriel Jesus, che è andato al Barcellona. Ma quelle cifre non appartengono al calcio italiano, non appartengono al Napoli. Però pensavo, un giocatore come Frattesi si poteva fare. Un problema da evidenziare è l'età media del Napoli. Cinque anni di differenza di età con il Como. De Bruyne è il dodicesimo uomo? Oggi sì, ma sabato contro l'Inter no. L'impatto è stato importante. Lucca dà la palla a Lobotka e fa altre due cose importanti; oggi De Bruyne ha mezz'ora, 40 minuti pieni. Qualche altro allenamento te lo porta ad avere settanta minuti. Oggi nella mia personalissima classifica De Bruyne è avanti McTominay".