Parlando della quinta edizione del Memorial Franco Chignoli, un torneo di calcio U11 nato 5 anni fa e creato assieme al centro sportivo gestito da Gianluca Zambrotta in provincia di Como, il direttore di Milan Vibes Pietro Balzano Prota ha intervistato proprio l'ex Milan e campione del mondo.
Cosa ti ha spinto a sposare il memorial? "In primis l'amicizia che mi lega a Olivier. In secondo luogo, forse il motivo più importante, per prendersi cura dell'aspetto giovanile che riguarda il calcio. Tutte queste iniziative portano dei benefici a delle associazioni che sono sul nostro territorio. Questo è il nostro obbiettivo comune che abbiamo con Olivier. Anche in ricordo di suo padre".
Da cosa bisogna ripartire nel nostro calcio giovanile? "La cosa importante è che già si faccia qualcosa. Ero ieri a Roma alla sede della FIGC insieme al presidente Gravina, insieme a Simone Perrotta, a Maurizio Viscidi e a tutte le componenti del calcio italiano. La cosa importante che è venuta fuori ieri è che si inizi a fare qualcosa. Ho visto anche la rovinosa uscita delle squadre italiane in Champions League, sempre nella speranza che quelle invece in Europa League possano andare più avanti possibile. Bisogna ripartire dai giovani. Abbiamo presentato un progetto sull'attività di base che va dai 5 ai 12 anni, soprattutto nelle fasce delle squadre dilettanti. L'intento è quello di porre il bambino al centro del progetto e sviluppare una metodologia sulla parte tecnica. Bisogna evitare qualsiasi tipo di tatticismo, cercando di farli divertire. Ultimo poi, ma non meno importante, cercare di far toccare più volte possibile il pallone al bambino, accumulando più ore possibili".
Tra 7 giorni ci sono le qualificazioni della nazionale, conoscendo Rino, come la sta vivendo? Cosa ti aspetti da questa partita? "Credo che la partita sia molto importante, è da dentro o fuori. Bisogna cercare di non avere troppa pressione che può portarti a sbagliare l'approccio. Credo che Rino sia in grado di toccare le corde giuste. Penso che comunque l'Italia ce la possa fare. Le squadre contro sono alla portata della nostra qualità e della nostra Nazionale. Speriamo tutti che l'Italia possa giocare questo Mondiale".
Che idea ti sei fatto di Bartesaghi? "Sicuramente è un bene per il Milan, ma soprattutto per il calcio italiano. È un bene che un giocatore così giovane possa trovare spazio in una squadra come il Milan. Credo che stia facendo un ottimo lavoro, con un allenatore che gli ha dato fiducia".
Qual è il segreto di Modric? "L'entusiasmo e la mentalità fanno tanto. Importante è anche come arrivi a 40 anni. A livello fisico credo sia un marziano, sono veramente pochi a mantenere quei livelli a quell'età. Per fortuna ora Modric gioca al Milan. Sembra un ragazzino perché corre e gioca tutte le domeniche, con una mentalità e una voglia da ventenne. Io spero che il Milan possa rinnovargli il contratto ancora per qualche anno. Avere giocatori di questo tipo si può dare esempio anche ai giovani. Quando io sono arrivato giovane alla Juventus e c'erano giocatori come Antonio Conte, Ciro Ferrara e Zinedine Zidane, c'erano giocatori che mettevano giù la testa e dal primo minuto fino alla fine dell'allenamento facevano sudare la maglia. Quando sono arrivato al Milan c'erano giocatori come Maldini, Seedorf, Gattuso. Giocatori che erano da tanti anni lì e respiravano l'aria e la famiglia del Milan. Erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Questo tipo di giocatori sono quelli a dare l'esempio, soprattutto per i più giovani".
Milan-Juve come la vedi? "È sempre una partita particolare, come il Derby. Si tratta di squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano. Il Milan arriva da un momento in cui ha perso qualche punto sull'Inter. Aveva possibilità di avvicinarsi e sognare di potersi giocare lo Scudetto. Vero che mancano ancora un po' di partite, ma solo l'Inter lo può perdere. La Juve la vedo in fiducia, cosa che dà sollievo ai tifosi e un po' meno a chi sta davanti. Vedo giocatori che hanno ritrovato la motivazione negli ultimi mesi con Spalletti. Ha un calendario secondo me più facile rispetto alle altre. Sarà una bella lotta per l'Europa".
Il divertirsi di Rafa Leao è un qualcosa da far vedere ai giovani? "Dipende da che tipo di sorriso è. Sono sempre dell'idea che quando si lavora quell'ora e mezza, quelle due ore, deve esserci sempre il buon umore. Devi però essere sempre focalizzato sull'obiettivo. Dipende da giocatore a giocatore. Deve essere bravo l'allenatore a capire come prenderlo, cosa dirgli, per cercare di farlo rendere al meglio. Credo che Allegri negli ultimi anni sia migliorato tantissimo sotto questo punto di vista. Penso abbia passato tantissimi anni in spogliatoi in cui tutti gli anni ti giocavi qualcosa. Chiaro è che però da Leao in questo momento ci si deve aspettare di più. È un giocatore che ogni gara deve cercare di fare la differenza. Bisogna cercare di farlo rendere la meglio, ha qualità, ma non sta rendendo come rendeva prima".
Su Nico Paz e il Como "Sicuramente Nico Paz è un fantasista giovane con un margine di miglioramento enorme, anche se ultimamente non sta rendendo come prima. Adesso i giocatori, gli allenatori, le squadre iniziano a conoscerlo. Due/tre giocatori del Como invece, che secondo me stanno facendo la differenza sono Da Cunha e Perrone. Sono due giocatori che sono il motore e il cervello. L'altro è Douvikas che sta lottando per il primato per goleador di Serie A con Lautaro. Non è solo Nico Paz a fare la differenza. Il Como ha anche una panchina con dei cambi giovani che hanno entusiasmo e qualità. Sono stati molto intelligenti, perché hanno speso soldi importanti per i giovani che sicuramente tra qualche anno varrano il triplo o il quadruplo".
di Redazione
19/03/2026 - 15:16
Parlando della quinta edizione del Memorial Franco Chignoli, un torneo di calcio U11 nato 5 anni fa e creato assieme al centro sportivo gestito da Gianluca Zambrotta in provincia di Como, il direttore di Milan Vibes Pietro Balzano Prota ha intervistato proprio l'ex Milan e campione del mondo.
Cosa ti ha spinto a sposare il memorial? "In primis l'amicizia che mi lega a Olivier. In secondo luogo, forse il motivo più importante, per prendersi cura dell'aspetto giovanile che riguarda il calcio. Tutte queste iniziative portano dei benefici a delle associazioni che sono sul nostro territorio. Questo è il nostro obbiettivo comune che abbiamo con Olivier. Anche in ricordo di suo padre".
Da cosa bisogna ripartire nel nostro calcio giovanile? "La cosa importante è che già si faccia qualcosa. Ero ieri a Roma alla sede della FIGC insieme al presidente Gravina, insieme a Simone Perrotta, a Maurizio Viscidi e a tutte le componenti del calcio italiano. La cosa importante che è venuta fuori ieri è che si inizi a fare qualcosa. Ho visto anche la rovinosa uscita delle squadre italiane in Champions League, sempre nella speranza che quelle invece in Europa League possano andare più avanti possibile. Bisogna ripartire dai giovani. Abbiamo presentato un progetto sull'attività di base che va dai 5 ai 12 anni, soprattutto nelle fasce delle squadre dilettanti. L'intento è quello di porre il bambino al centro del progetto e sviluppare una metodologia sulla parte tecnica. Bisogna evitare qualsiasi tipo di tatticismo, cercando di farli divertire. Ultimo poi, ma non meno importante, cercare di far toccare più volte possibile il pallone al bambino, accumulando più ore possibili".
Tra 7 giorni ci sono le qualificazioni della nazionale, conoscendo Rino, come la sta vivendo? Cosa ti aspetti da questa partita? "Credo che la partita sia molto importante, è da dentro o fuori. Bisogna cercare di non avere troppa pressione che può portarti a sbagliare l'approccio. Credo che Rino sia in grado di toccare le corde giuste. Penso che comunque l'Italia ce la possa fare. Le squadre contro sono alla portata della nostra qualità e della nostra Nazionale. Speriamo tutti che l'Italia possa giocare questo Mondiale".
Che idea ti sei fatto di Bartesaghi? "Sicuramente è un bene per il Milan, ma soprattutto per il calcio italiano. È un bene che un giocatore così giovane possa trovare spazio in una squadra come il Milan. Credo che stia facendo un ottimo lavoro, con un allenatore che gli ha dato fiducia".
Qual è il segreto di Modric? "L'entusiasmo e la mentalità fanno tanto. Importante è anche come arrivi a 40 anni. A livello fisico credo sia un marziano, sono veramente pochi a mantenere quei livelli a quell'età. Per fortuna ora Modric gioca al Milan. Sembra un ragazzino perché corre e gioca tutte le domeniche, con una mentalità e una voglia da ventenne. Io spero che il Milan possa rinnovargli il contratto ancora per qualche anno. Avere giocatori di questo tipo si può dare esempio anche ai giovani. Quando io sono arrivato giovane alla Juventus e c'erano giocatori come Antonio Conte, Ciro Ferrara e Zinedine Zidane, c'erano giocatori che mettevano giù la testa e dal primo minuto fino alla fine dell'allenamento facevano sudare la maglia. Quando sono arrivato al Milan c'erano giocatori come Maldini, Seedorf, Gattuso. Giocatori che erano da tanti anni lì e respiravano l'aria e la famiglia del Milan. Erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Questo tipo di giocatori sono quelli a dare l'esempio, soprattutto per i più giovani".
Milan-Juve come la vedi? "È sempre una partita particolare, come il Derby. Si tratta di squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano. Il Milan arriva da un momento in cui ha perso qualche punto sull'Inter. Aveva possibilità di avvicinarsi e sognare di potersi giocare lo Scudetto. Vero che mancano ancora un po' di partite, ma solo l'Inter lo può perdere. La Juve la vedo in fiducia, cosa che dà sollievo ai tifosi e un po' meno a chi sta davanti. Vedo giocatori che hanno ritrovato la motivazione negli ultimi mesi con Spalletti. Ha un calendario secondo me più facile rispetto alle altre. Sarà una bella lotta per l'Europa".
Il divertirsi di Rafa Leao è un qualcosa da far vedere ai giovani? "Dipende da che tipo di sorriso è. Sono sempre dell'idea che quando si lavora quell'ora e mezza, quelle due ore, deve esserci sempre il buon umore. Devi però essere sempre focalizzato sull'obiettivo. Dipende da giocatore a giocatore. Deve essere bravo l'allenatore a capire come prenderlo, cosa dirgli, per cercare di farlo rendere al meglio. Credo che Allegri negli ultimi anni sia migliorato tantissimo sotto questo punto di vista. Penso abbia passato tantissimi anni in spogliatoi in cui tutti gli anni ti giocavi qualcosa. Chiaro è che però da Leao in questo momento ci si deve aspettare di più. È un giocatore che ogni gara deve cercare di fare la differenza. Bisogna cercare di farlo rendere la meglio, ha qualità, ma non sta rendendo come rendeva prima".
Su Nico Paz e il Como "Sicuramente Nico Paz è un fantasista giovane con un margine di miglioramento enorme, anche se ultimamente non sta rendendo come prima. Adesso i giocatori, gli allenatori, le squadre iniziano a conoscerlo. Due/tre giocatori del Como invece, che secondo me stanno facendo la differenza sono Da Cunha e Perrone. Sono due giocatori che sono il motore e il cervello. L'altro è Douvikas che sta lottando per il primato per goleador di Serie A con Lautaro. Non è solo Nico Paz a fare la differenza. Il Como ha anche una panchina con dei cambi giovani che hanno entusiasmo e qualità. Sono stati molto intelligenti, perché hanno speso soldi importanti per i giovani che sicuramente tra qualche anno varrano il triplo o il quadruplo".