Jude Bellingham, centrocampista del Real Madrid e della nazionale inglese, ha rilasciato un'intervista a Lion's Den: Questi giorni in ritiro ci sono serviti per riformare il gruppo, per giocare un paio di partite e per rilassarci. Siamo uniti, siamo insieme, siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e questo rende facile per chiunque arrivi inserirsi e farne parte. Non importa quanti anni hai, da dove arrivi, dove giochi: sediamo tutti allo stesso tavolo, parliamo tutti della stessa cosa e tutti possono essere coinvolti. Ora siamo pronti. All’ultimo Europeo le cose non hanno funzionato benissimo e come speravamo. Siamo andati in finale, ma anche per colpa della pressione non l'abbiamo vissuta nel modo giusto. È evidente che qualcosa non ha funzionato, anche fuori dal campo: non abbiamo giocato bene e anche quando vincevamo eravamo insoddisfatti, non riuscivamo a essere felici per quello che avevamo fatto. La vittoria però è una sensazione che devi assaporare, non puoi lasciare che ti abbandoni troppo presto altrimenti poi non ti aiuta. Rogers? Io e Morgan siamo cresciuti insieme, veniamo dalla stessa zona e abbiamo giocato nelle stesse giovanili. Credo che abbiamo sempre pensato che saremo arrivati fino a questo punto. Ricordo bene Morgan, era sicuramente una spanna sopra agli altri. Se ci ripenso, penso che nessuno sia sorpreso che ce l’abbiamo fatta".
di Redazione
14/06/2026 - 14:19
Jude Bellingham, centrocampista del Real Madrid e della nazionale inglese, ha rilasciato un'intervista a Lion's Den: Questi giorni in ritiro ci sono serviti per riformare il gruppo, per giocare un paio di partite e per rilassarci. Siamo uniti, siamo insieme, siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e questo rende facile per chiunque arrivi inserirsi e farne parte. Non importa quanti anni hai, da dove arrivi, dove giochi: sediamo tutti allo stesso tavolo, parliamo tutti della stessa cosa e tutti possono essere coinvolti. Ora siamo pronti. All’ultimo Europeo le cose non hanno funzionato benissimo e come speravamo. Siamo andati in finale, ma anche per colpa della pressione non l'abbiamo vissuta nel modo giusto. È evidente che qualcosa non ha funzionato, anche fuori dal campo: non abbiamo giocato bene e anche quando vincevamo eravamo insoddisfatti, non riuscivamo a essere felici per quello che avevamo fatto. La vittoria però è una sensazione che devi assaporare, non puoi lasciare che ti abbandoni troppo presto altrimenti poi non ti aiuta. Rogers? Io e Morgan siamo cresciuti insieme, veniamo dalla stessa zona e abbiamo giocato nelle stesse giovanili. Credo che abbiamo sempre pensato che saremo arrivati fino a questo punto. Ricordo bene Morgan, era sicuramente una spanna sopra agli altri. Se ci ripenso, penso che nessuno sia sorpreso che ce l’abbiamo fatta".