Dal ricordo del trionfo mondiale del 2006 alle sfide del calcio italiano di oggi. Marco Amelia, ex portiere campione del mondo con l'Italia in Germania, ha parlato da Palermo, dove è sceso in campo in una partita speciale insieme a Paolo Di Canio, Simone Barone e Stefano Fiore.
SPAZIO AI GIOVANI - A vent’anni dalla conquista del Mondiale in Germania, l’ex portiere guarda al presente del calcio italiano e individua come priorità assoluta valorizzare maggiormente i giovani dei settori giovanili. "I ragazzi che escono dalla Primavera devono avere la possibilità di allenarsi stabilmente con le prime squadre facile – ha spiegato a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Country Time Club –. Non parlo necessariamente di giocare subito, ma di confrontarsi ogni giorno con chi è già ad alti livelli. È così che si colma il divario". Per Amelia il problema è rappresentato anche dalle rose troppo ampie, spesso occupate da giocatori stranieri. "I nostri giovani non sono inferiori. I risultati delle nazionali giovanili lo dimostrano: abbiamo campioni e vicecampioni d'Europa e un'Under 20 vicecampione del mondo. I talenti ci sono, manca l'ultimo passaggio".
NAZIONALE E RILANCIO - Tra i temi di grande attualità anche quello della panchina della Nazionale. Amelia riflette in particolare su Roberto Mancini: "Credo che alla fine sarà lui il nuovo commissario tecnico – spiega -. Ha competenza ed esperienza, ha già costruito qualcosa di importante con l'Italia, vincendo l'Europeo e ottenendo 37 risultati utili consecutivi. Mi auguro che possa dare continuità anche a quel lavoro che Gattuso e Buffon avevano iniziato sul senso di appartenenza alla maglia azzurra. Lo abbiamo visto, nonostante la sfortuna avuta contro la Bosnia. Sarà comunque un compito molto difficile per il nuovo c.t. Mi auguro che il percorso di rilancio sia il più rapido possibile".
CONTINUITA’ PER IL PALERMO - Amelia poi passa al Palermo. Dopo la corsa verso la promozione interrotta ai playoff, per l'ex portiere rosanero la strada da seguire è la continuità. "Si riparte dalla continuità. Non cambiare la gestione tecnica, migliorare la rosa e continuare a crescere può rappresentare un valore aggiunto nel prossimo campionato. Credo che sia questa la valutazione che sta facendo il club. Palermo è una piazza straordinaria, con una tifoseria straordinaria. Lo abbiamo visto anche dopo la partita con il Catanzaro, quando i tifosi hanno continuato a sostenere squadra, allenatore e società nonostante la delusione. Questo è un punto di forza enorme, perché permette di risparmiare tempo. Quando cambi guida tecnica o rivoluzioni gli equilibri della squadra, spesso perdi mesi importanti durante la preparazione estiva e rischi di non arrivare pronto all'inizio del campionato. Spero che questa continuità possa consentire al Palermo di essere protagonista fin dalle prime giornate del prossimo campionato".
CAMPIONATO - "Mi aspetto un campionato molto equilibrato, ricco di spunti. Squadre come Inter e Roma partono da una base più stabile, ma ci sono realtà emergenti come il Como che stanno facendo un lavoro straordinario – prosegue Amelia parlando della prossima stagione -. Potrebbero emergere anche squadre che hanno sofferto nell'ultima stagione. Penso alla Fiorentina, dove c'è un amico come Grosso, che potrebbe inserirsi nella lotta ai vertici approfittando di eventuali difficoltà delle altre squadre. Dopo un'annata complicata possono nascere cose molto positive. Con Paratici, che di calcio se ne intende, si possono costruire progetti interessanti".
MILAN, PUNTARE SUI VALORI - Sul Milan, invece, Amelia ritiene che "i valori che hanno caratterizzato il Milan negli ultimi trent'anni sono venuti meno e questo ha creato una distanza tra la squadra e l'amore dei tifosi. I valori si costruiscono attraverso scelte corrette da parte della società e comportamenti adeguati dei dirigenti, in linea con ciò che rappresentano il calcio e il Milan. Bisogna tenere conto delle esigenze di una tifoseria che ha sempre vissuto anche le stagioni più difficili senza mai perdere il legame con il club, proprio grazie a quei valori. Oggi però ci sono ancora troppi punti interrogativi e questo non è da Milan. Mi auguro che le cose possano cambiare rapidamente, perché i tifosi meritano un club che abbia una direzione precisa, un obiettivo defino e giocatori che, quando indossano quella maglia, sappiano perfettamente quale storia e quale responsabilità rappresentano".
di Redazione
14/06/2026 - 13:52
Dal ricordo del trionfo mondiale del 2006 alle sfide del calcio italiano di oggi. Marco Amelia, ex portiere campione del mondo con l'Italia in Germania, ha parlato da Palermo, dove è sceso in campo in una partita speciale insieme a Paolo Di Canio, Simone Barone e Stefano Fiore.
SPAZIO AI GIOVANI - A vent’anni dalla conquista del Mondiale in Germania, l’ex portiere guarda al presente del calcio italiano e individua come priorità assoluta valorizzare maggiormente i giovani dei settori giovanili. "I ragazzi che escono dalla Primavera devono avere la possibilità di allenarsi stabilmente con le prime squadre facile – ha spiegato a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Country Time Club –. Non parlo necessariamente di giocare subito, ma di confrontarsi ogni giorno con chi è già ad alti livelli. È così che si colma il divario". Per Amelia il problema è rappresentato anche dalle rose troppo ampie, spesso occupate da giocatori stranieri. "I nostri giovani non sono inferiori. I risultati delle nazionali giovanili lo dimostrano: abbiamo campioni e vicecampioni d'Europa e un'Under 20 vicecampione del mondo. I talenti ci sono, manca l'ultimo passaggio".
NAZIONALE E RILANCIO - Tra i temi di grande attualità anche quello della panchina della Nazionale. Amelia riflette in particolare su Roberto Mancini: "Credo che alla fine sarà lui il nuovo commissario tecnico – spiega -. Ha competenza ed esperienza, ha già costruito qualcosa di importante con l'Italia, vincendo l'Europeo e ottenendo 37 risultati utili consecutivi. Mi auguro che possa dare continuità anche a quel lavoro che Gattuso e Buffon avevano iniziato sul senso di appartenenza alla maglia azzurra. Lo abbiamo visto, nonostante la sfortuna avuta contro la Bosnia. Sarà comunque un compito molto difficile per il nuovo c.t. Mi auguro che il percorso di rilancio sia il più rapido possibile".
CONTINUITA’ PER IL PALERMO - Amelia poi passa al Palermo. Dopo la corsa verso la promozione interrotta ai playoff, per l'ex portiere rosanero la strada da seguire è la continuità. "Si riparte dalla continuità. Non cambiare la gestione tecnica, migliorare la rosa e continuare a crescere può rappresentare un valore aggiunto nel prossimo campionato. Credo che sia questa la valutazione che sta facendo il club. Palermo è una piazza straordinaria, con una tifoseria straordinaria. Lo abbiamo visto anche dopo la partita con il Catanzaro, quando i tifosi hanno continuato a sostenere squadra, allenatore e società nonostante la delusione. Questo è un punto di forza enorme, perché permette di risparmiare tempo. Quando cambi guida tecnica o rivoluzioni gli equilibri della squadra, spesso perdi mesi importanti durante la preparazione estiva e rischi di non arrivare pronto all'inizio del campionato. Spero che questa continuità possa consentire al Palermo di essere protagonista fin dalle prime giornate del prossimo campionato".
CAMPIONATO - "Mi aspetto un campionato molto equilibrato, ricco di spunti. Squadre come Inter e Roma partono da una base più stabile, ma ci sono realtà emergenti come il Como che stanno facendo un lavoro straordinario – prosegue Amelia parlando della prossima stagione -. Potrebbero emergere anche squadre che hanno sofferto nell'ultima stagione. Penso alla Fiorentina, dove c'è un amico come Grosso, che potrebbe inserirsi nella lotta ai vertici approfittando di eventuali difficoltà delle altre squadre. Dopo un'annata complicata possono nascere cose molto positive. Con Paratici, che di calcio se ne intende, si possono costruire progetti interessanti".
MILAN, PUNTARE SUI VALORI - Sul Milan, invece, Amelia ritiene che "i valori che hanno caratterizzato il Milan negli ultimi trent'anni sono venuti meno e questo ha creato una distanza tra la squadra e l'amore dei tifosi. I valori si costruiscono attraverso scelte corrette da parte della società e comportamenti adeguati dei dirigenti, in linea con ciò che rappresentano il calcio e il Milan. Bisogna tenere conto delle esigenze di una tifoseria che ha sempre vissuto anche le stagioni più difficili senza mai perdere il legame con il club, proprio grazie a quei valori. Oggi però ci sono ancora troppi punti interrogativi e questo non è da Milan. Mi auguro che le cose possano cambiare rapidamente, perché i tifosi meritano un club che abbia una direzione precisa, un obiettivo defino e giocatori che, quando indossano quella maglia, sappiano perfettamente quale storia e quale responsabilità rappresentano".