Calcio
L'ANALISI - Giuseppe Dossena: "L'Assocap è un'alternativa all'AIC, un movimento di ex calciatori ed ex allenatori che chiedono trasparenza"
05.05.2026 19:12 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto il presidente dell'Assocapp Giuseppe Dossena: "L'Assocap è un'alternativa all'AIC, è un movimento di ex calciatori ed ex allenatori che chiedono trasparenza. Tutti abbiamo versato nel fondo fine carriera il tfr, dal '75 crediamo di aver versato 300 milioni di euro. Di fronte a queste cifre, credo che sia giusto e corretto si abbia contezza di come vengono gestiti i nostri soldi: non ci sono bilanci pubblici, ci siamo rivolti al magistrato. La governance del calcio italiano ha bisogno di persone nuove, che partecipano al cambiamento. Siamo un interlocutore nuovo per difendere i diritti di nuovi allenatori e calciatori, che hanno versato contributi nella loro carriera. Siamo in grado di proporre idee. Penso che l'Assocapp faccia bene al movimento calcistico. La differenza è che le nostre componenti attuali non hanno fatto alcuna riforma. Cominciamo a pagare gli allenatori del settore giovanile a non fare doppio lavoro, tuteliamo i lavoratori italiani: non possiamo chiudere le frontiere ma possiamo armonizzare e creare calciatori italiani per la Nazionale. Senza barriere e isterismi. La FIGC deve sostenere club professionistici e di settore giovanile puro. Bisogna avere forza e coraggio di fare cose. È avvilente tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni: stiamo ancora una volta seduti sul divano a vedere i Mondiali. Che risposta ha avuto dagli addetti ai lavori del Mondo del calcio? Siamo 1200 ex calciatori. Una volta finita la carriera abbiamo ritirato il tfr. Ci siamo accorti che c'era opacità nei conteggi. Il nostro patrimonio è di circa 300 milioni di euro. Ci siamo accorti che siamo diventati palazzinari: il nostro conto è gestito in immobili ma non si sa quali interessi ci siano. I prodotti finanziari non sappiamo da chi vengono gestiti. Emiliano Viviano si è presentato davanti ad un giudice chiedendo di stimare e mostrare i bilanci, ma il fondo di fine carriera si è opposto perché lo statuto non permette come vengono gestiti i soldi. Ma chi gestisce questi soldi sono proprio quelli dell'AIC. Chi dovrebbe tutelarci prendono le difese del fondo. Abbiamo materiale pericoloso per il sistema. Io spero che qualcuno ci chiami. Ogni giorno scopriamo cose che hanno dell'assurdo e le nostre componenti tecniche eleggeranno il presidente della FIGC. A noi manca riconoscibilità e rappresentanza, non siamo nel consiglio federale attuale, il prossimo presidente federale durerà due anni, ma alle prossime elezioni ci faremo sentire per presentare i nostri programmi. Questa governance si è dimostrata fallimentare su riforme".

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L'ANALISI - Giuseppe Dossena: "L'Assocap è un'alternativa all'AIC, un movimento di ex calciatori ed ex allenatori che chiedono trasparenza"

di Redazione

05/05/2026 - 19:12

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto il presidente dell'Assocapp Giuseppe Dossena: "L'Assocap è un'alternativa all'AIC, è un movimento di ex calciatori ed ex allenatori che chiedono trasparenza. Tutti abbiamo versato nel fondo fine carriera il tfr, dal '75 crediamo di aver versato 300 milioni di euro. Di fronte a queste cifre, credo che sia giusto e corretto si abbia contezza di come vengono gestiti i nostri soldi: non ci sono bilanci pubblici, ci siamo rivolti al magistrato. La governance del calcio italiano ha bisogno di persone nuove, che partecipano al cambiamento. Siamo un interlocutore nuovo per difendere i diritti di nuovi allenatori e calciatori, che hanno versato contributi nella loro carriera. Siamo in grado di proporre idee. Penso che l'Assocapp faccia bene al movimento calcistico. La differenza è che le nostre componenti attuali non hanno fatto alcuna riforma. Cominciamo a pagare gli allenatori del settore giovanile a non fare doppio lavoro, tuteliamo i lavoratori italiani: non possiamo chiudere le frontiere ma possiamo armonizzare e creare calciatori italiani per la Nazionale. Senza barriere e isterismi. La FIGC deve sostenere club professionistici e di settore giovanile puro. Bisogna avere forza e coraggio di fare cose. È avvilente tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni: stiamo ancora una volta seduti sul divano a vedere i Mondiali. Che risposta ha avuto dagli addetti ai lavori del Mondo del calcio? Siamo 1200 ex calciatori. Una volta finita la carriera abbiamo ritirato il tfr. Ci siamo accorti che c'era opacità nei conteggi. Il nostro patrimonio è di circa 300 milioni di euro. Ci siamo accorti che siamo diventati palazzinari: il nostro conto è gestito in immobili ma non si sa quali interessi ci siano. I prodotti finanziari non sappiamo da chi vengono gestiti. Emiliano Viviano si è presentato davanti ad un giudice chiedendo di stimare e mostrare i bilanci, ma il fondo di fine carriera si è opposto perché lo statuto non permette come vengono gestiti i soldi. Ma chi gestisce questi soldi sono proprio quelli dell'AIC. Chi dovrebbe tutelarci prendono le difese del fondo. Abbiamo materiale pericoloso per il sistema. Io spero che qualcuno ci chiami. Ogni giorno scopriamo cose che hanno dell'assurdo e le nostre componenti tecniche eleggeranno il presidente della FIGC. A noi manca riconoscibilità e rappresentanza, non siamo nel consiglio federale attuale, il prossimo presidente federale durerà due anni, ma alle prossime elezioni ci faremo sentire per presentare i nostri programmi. Questa governance si è dimostrata fallimentare su riforme".