A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio - 3° Tempo, è intervenuto l'ex arbitro Massimo Chiesa: "Tante polemiche arbitrali, forse quest'anno qualcuna in più per uso eccessivo del VAR che non stancherò mai di ripetere che era stato introdotto per gli errori clamorosi della terna arbitrale. Adesso siamo ad un punto che potrebbe diventare critico, non è solo l'errore arbitrale come capitato a La Penna nel valutare il fallo presunto di Kalulu su Bastoni. Gli arbitri vanno anche aiutati a non sbagliare. Alcuni comportamenti vanno evitati. Serve ammonire più chi simula? È un discorso che ribadisco, sono favorevole all'ammonizione immediata. Poi, se prendi un colpo alla spalla il calciatore non può mettersi le mani alla testa. Si tratta di un malvezzo che mette in difficoltà l'arbitro. Non mi sembra un comportamento leale. Il VAR incentiva la simulazione? È questo il pericolo che vedo con l'uso dei consulenti arbitrali per le società. L'evoluzione mi piace, ma non deve essere fraudolenta per trarre dei vantaggi. Sono un uomo di sport, non mi piace chi bara. Anche sui fuorigioco per un cm...è mortificante, ci vuole tolleranza. Simulatori negli anni '90? Ricordo un calciatore mezzo europeo e mezzo brasiliano: Luis Oliveira. Si sgambettava bene. Io vittima di una doppia ammonizione, fu un caso particolare e amplificato. Sbagliai a scrivere il numero del calciatore, mi riferivo a Onorato del Genoa. Quando poi ho ammonito Dobrowolski non ho trovato quel riscontro. Chi complicò il tutto fu l'allenatore del Genoa che levò subito Dobrowolski. L'altro caso clamoroso è il gol dell'Inter con il pallone uscito in un match contro la Fiorentina. Se il pallone è fuori, non esiste che non ci sia stata la possibilità di invalidare la rete. E per me i guardalinee devono essere più reattivi. Var a chiamata? Dovrebbe essere la soluzione come il football americano o hockey: tre chiamate complessive, una affidata all'arbitro e una per squadra. Sarebbero sufficienti".
di Redazione
17/02/2026 - 19:13
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio - 3° Tempo, è intervenuto l'ex arbitro Massimo Chiesa: "Tante polemiche arbitrali, forse quest'anno qualcuna in più per uso eccessivo del VAR che non stancherò mai di ripetere che era stato introdotto per gli errori clamorosi della terna arbitrale. Adesso siamo ad un punto che potrebbe diventare critico, non è solo l'errore arbitrale come capitato a La Penna nel valutare il fallo presunto di Kalulu su Bastoni. Gli arbitri vanno anche aiutati a non sbagliare. Alcuni comportamenti vanno evitati. Serve ammonire più chi simula? È un discorso che ribadisco, sono favorevole all'ammonizione immediata. Poi, se prendi un colpo alla spalla il calciatore non può mettersi le mani alla testa. Si tratta di un malvezzo che mette in difficoltà l'arbitro. Non mi sembra un comportamento leale. Il VAR incentiva la simulazione? È questo il pericolo che vedo con l'uso dei consulenti arbitrali per le società. L'evoluzione mi piace, ma non deve essere fraudolenta per trarre dei vantaggi. Sono un uomo di sport, non mi piace chi bara. Anche sui fuorigioco per un cm...è mortificante, ci vuole tolleranza. Simulatori negli anni '90? Ricordo un calciatore mezzo europeo e mezzo brasiliano: Luis Oliveira. Si sgambettava bene. Io vittima di una doppia ammonizione, fu un caso particolare e amplificato. Sbagliai a scrivere il numero del calciatore, mi riferivo a Onorato del Genoa. Quando poi ho ammonito Dobrowolski non ho trovato quel riscontro. Chi complicò il tutto fu l'allenatore del Genoa che levò subito Dobrowolski. L'altro caso clamoroso è il gol dell'Inter con il pallone uscito in un match contro la Fiorentina. Se il pallone è fuori, non esiste che non ci sia stata la possibilità di invalidare la rete. E per me i guardalinee devono essere più reattivi. Var a chiamata? Dovrebbe essere la soluzione come il football americano o hockey: tre chiamate complessive, una affidata all'arbitro e una per squadra. Sarebbero sufficienti".