Ex Milan, Alberico Evani ha parlato delle difficoltà del club rossonero durante una sua intervista a La Gazzetta dello Sport: "Con il Milan in Champions credo che lo scenario complessivo sarebbe cambiato. Si fa fatica anche a commentare, perché di notizie certe ancora non ce ne sono. È chiaro che dopo i licenziamenti in tronco ci si poteva aspettare che la proprietà avesse subito dei nomi pronti. Proprio il fatto che non sia stato così mi porta a pensare che Milan-Cagliari si sia rivelata decisiva. Rangnick? Un nome ben noto a chi mastica calcio e non nuovo nemmeno ai tifosi del Milan, visto che se ne parlava come possibile allenatore qualche anno fa. È un uomo di idee e principi chiari, anche se ho una piccola perplessità sulle tempistiche. Il Milan già è giocoforza in ritardo con la programmazione della prossima stagione, se poi il nuovo direttore tecnico deve pensare ad altro per un mese dall’altra parte del mondo... Glasner? Penso sia positivo ripartire da una linea precisa e condivisa da dirigenza e allenatore. Entrambi hanno in testa le idee dell’altro in fatto di tattica e calciatori, dato che hanno già lavorato insieme al Salisburgo. Leao? Nel finale di stagione è stato fischiato parecchio a San Siro ed è normale che qualche strascico rimanga. In più, ho visto cosa ha combinato l’altra sera nell’amichevole con il Portogallo, un gesto di un ragazzo non del tutto sereno. Se vuole davvero andare via, credo il Milan ne debba prendere atto. A patto che arrivi un’offerta all’altezza, naturalmente".
di Redazione
10/06/2026 - 15:29
Ex Milan, Alberico Evani ha parlato delle difficoltà del club rossonero durante una sua intervista a La Gazzetta dello Sport: "Con il Milan in Champions credo che lo scenario complessivo sarebbe cambiato. Si fa fatica anche a commentare, perché di notizie certe ancora non ce ne sono. È chiaro che dopo i licenziamenti in tronco ci si poteva aspettare che la proprietà avesse subito dei nomi pronti. Proprio il fatto che non sia stato così mi porta a pensare che Milan-Cagliari si sia rivelata decisiva. Rangnick? Un nome ben noto a chi mastica calcio e non nuovo nemmeno ai tifosi del Milan, visto che se ne parlava come possibile allenatore qualche anno fa. È un uomo di idee e principi chiari, anche se ho una piccola perplessità sulle tempistiche. Il Milan già è giocoforza in ritardo con la programmazione della prossima stagione, se poi il nuovo direttore tecnico deve pensare ad altro per un mese dall’altra parte del mondo... Glasner? Penso sia positivo ripartire da una linea precisa e condivisa da dirigenza e allenatore. Entrambi hanno in testa le idee dell’altro in fatto di tattica e calciatori, dato che hanno già lavorato insieme al Salisburgo. Leao? Nel finale di stagione è stato fischiato parecchio a San Siro ed è normale che qualche strascico rimanga. In più, ho visto cosa ha combinato l’altra sera nell’amichevole con il Portogallo, un gesto di un ragazzo non del tutto sereno. Se vuole davvero andare via, credo il Milan ne debba prendere atto. A patto che arrivi un’offerta all’altezza, naturalmente".