Calcio
L'OPINIONE - Piccari: "Il Napoli resta una squadra molto forte, ma un centrale difensivo andrebbe preso"
22.07.2026 13:39 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista e direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, che cosa è successo nella vicenda Summerville?
 
"È successo quello che purtroppo stiamo vedendo spesso nel calcio italiano: la differenza economica e la lentezza nel chiudere le trattative. Quando una negoziazione si trascina troppo a lungo, arriva sempre qualcuno che può offrire di più e chiude l'operazione. La Roma perde il secondo giocatore che era un obiettivo preciso di Gian Piero Gasperini. Ieri il club ha festeggiato i suoi 99 anni di storia, ma sul mercato c'è davvero poco da festeggiare. In questo momento la squadra è piuttosto ferma e ha perso anche Saelemaekers. Qualcuno dirà che non è un campione, ma nella scorsa stagione, proprio con Gasperini, ha fatto molto bene. Adesso bisognerà individuare un altro obiettivo. Non so quanto Gasperini possa essere soddisfatto della situazione".
 
È la stessa situazione che abbiamo visto con Palestra: trattative che durano quaranta o cinquanta giorni e poi il giocatore finisce altrove. Se si fosse chiuso prima, forse si sarebbe evitata la concorrenza di club economicamente più forti.
 
"Sono pienamente d'accordo e lo sostengo da tempo,le trattative dovrebbero avere tempi molto più brevi. Però mi pongo anche un'altra domanda: e se fosse il gioco delle parti? Se fossero gli stessi agenti ad avere interesse ad allungare i tempi per aspettare l'offerta migliore? Guarda caso, molte di queste operazioni si chiudono con proposte nettamente superiori sia per il club sia per il giocatore, e di conseguenza anche per il procuratore. Quindi sì, condivido il tuo ragionamento, ma credo che ci sia anche questa dinamica. Fa parte del mestiere dell'agente tutelare gli interessi del proprio assistito e, da questo punto di vista, non c'è nulla di irregolare".
 
Continua a circolare il nome di Cristian "Cuti" Romero in ottica Inter. Quanto c'è di vero?
 
"È un nome che gira già da qualche giorno. Parliamo di un difensore molto forte e interessante, ma non so quanto il Tottenham abbia realmente intenzione di privarsene. L'Inter ci sta provando, ma è un po' nella stessa situazione della Roma: segue tanti giocatori, però fatica a chiudere le operazioni e spesso viene superata dalla concorrenza. Siamo sempre lì: puoi avere interesse per un calciatore, ma se non chiudi in fretta rischi che arrivi qualcun altro oppure che il giocatore resti dov'è perché rientra nei piani del suo allenatore. Ho definito questo mercato lentissimo, quasi immobile. Al momento, tolte Como, Fiorentina e Milan, vedo davvero poca attività. È un mercato molto povero".
 
Siamo diventati poveri anche di idee oppure, più semplicemente, le idee vengono vanificate perché si perde troppo tempo e poi arriva chi ha maggiore disponibilità economica?
 
"Le idee ci sono, ma se aspetti quaranta o cinquanta giorni, poi arriva chi ha più risorse economiche e chiude l'operazione. A quel punto perdi anche quella che sembrava un'intuizione vincente".
 
Restando in casa Napoli, Alessandro Buongiorno si è fermato ancora una volta ed è stato operato. Si parla di un rientro non prima della fine dell'anno. Dalle informazioni in suo possesso, il Napoli tornerà sul mercato oppure punterà sui giocatori rientrati dai prestiti?
 
"Innanzitutto mi dispiace molto per Buongiorno, perché continua a non trovare quella continuità che aveva mostrato ai tempi del Torino. Credo che il Napoli stia facendo delle valutazioni. Potrebbe decidere di tornare sul mercato per sostituirlo, perché perdere un difensore di questo livello pesa inevitabilmente. Per me il Napoli resta una squadra molto forte, però un centrale difensivo andrebbe preso. All'inizio del mercato erano stati accostati alcuni nomi che poi non sono stati approfonditi, ma adesso una riflessione è necessaria".
 
Il Napoli ha oggi la disponibilità economica per acquistare un altro difensore centrale?

"Da quello che abbiamo capito, prima bisogna cedere per poter investire. Quindi il dubbio esiste".
 
Parliamo anche del Milan, una delle poche squadre che ha investito in maniera importante. Nelle ultime ore è emerso l'interesse del Galatasaray per Rafael Leão, con un accordo già trovato con il giocatore sull'ingaggio. Ora resta da trattare con il Milan. È una pista concreta?
 
"Sì, secondo me è una pista concreta e probabilmente anche quella più percorribile. Adesso bisognerà trovare un accordo tra i due club. Personalmente credo che il Milan non possa alzare troppo le pretese, perché negli ultimi anni Leão ha avuto un rendimento piuttosto discontinuo. Se il giocatore ha già trovato un'intesa con il Galatasaray, il Milan deve cercare rapidamente un compromesso per poi reinvestire sul mercato. Leggo valutazioni da 60 milioni di euro, ma sinceramente per me oggi Leão non vale quella cifra".
 
Realisticamente, quanto potrebbe incassare il Milan?
"Se riuscisse a incassare circa 40 milioni di euro, magari con qualche bonus che porti l'operazione intorno ai 50, avrebbe già concluso un'ottima cessione. Credo che una base da 40 milioni più bonus possa essere una soluzione realistica".
 
Un altro esubero importante riguarda il Napoli e Romelu Lukaku, che percepisce circa 6,5 milioni di euro e ha un solo anno di contratto. Quale futuro vede per lui?
 
"Sono sempre stato favorevole alla sua permanenza. Capisco il peso dell'ingaggio, ma c'è ancora un anno di contratto e il Napoli dovrà affrontare campionato e Champions League. Avere anche Lukaku a disposizione sarebbe un valore aggiunto. Faccio fatica a individuare sul mercato italiano un attaccante dello stesso livello che possa garantire un rendimento simile. Comprendo la volontà del club di abbassare il monte ingaggi, però io Lukaku lo terrei. Se poi non dovessero arrivare offerte soddisfacenti, il Napoli potrebbe anche valutare di spalmare i 6,5 milioni su due stagioni e prolungare il rapporto. È una soluzione che prenderei seriamente in considerazione".
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L'OPINIONE - Piccari: "Il Napoli resta una squadra molto forte, ma un centrale difensivo andrebbe preso"

di Redazione

22/07/2026 - 13:39

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista e direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, che cosa è successo nella vicenda Summerville?
 
"È successo quello che purtroppo stiamo vedendo spesso nel calcio italiano: la differenza economica e la lentezza nel chiudere le trattative. Quando una negoziazione si trascina troppo a lungo, arriva sempre qualcuno che può offrire di più e chiude l'operazione. La Roma perde il secondo giocatore che era un obiettivo preciso di Gian Piero Gasperini. Ieri il club ha festeggiato i suoi 99 anni di storia, ma sul mercato c'è davvero poco da festeggiare. In questo momento la squadra è piuttosto ferma e ha perso anche Saelemaekers. Qualcuno dirà che non è un campione, ma nella scorsa stagione, proprio con Gasperini, ha fatto molto bene. Adesso bisognerà individuare un altro obiettivo. Non so quanto Gasperini possa essere soddisfatto della situazione".
 
È la stessa situazione che abbiamo visto con Palestra: trattative che durano quaranta o cinquanta giorni e poi il giocatore finisce altrove. Se si fosse chiuso prima, forse si sarebbe evitata la concorrenza di club economicamente più forti.
 
"Sono pienamente d'accordo e lo sostengo da tempo,le trattative dovrebbero avere tempi molto più brevi. Però mi pongo anche un'altra domanda: e se fosse il gioco delle parti? Se fossero gli stessi agenti ad avere interesse ad allungare i tempi per aspettare l'offerta migliore? Guarda caso, molte di queste operazioni si chiudono con proposte nettamente superiori sia per il club sia per il giocatore, e di conseguenza anche per il procuratore. Quindi sì, condivido il tuo ragionamento, ma credo che ci sia anche questa dinamica. Fa parte del mestiere dell'agente tutelare gli interessi del proprio assistito e, da questo punto di vista, non c'è nulla di irregolare".
 
Continua a circolare il nome di Cristian "Cuti" Romero in ottica Inter. Quanto c'è di vero?
 
"È un nome che gira già da qualche giorno. Parliamo di un difensore molto forte e interessante, ma non so quanto il Tottenham abbia realmente intenzione di privarsene. L'Inter ci sta provando, ma è un po' nella stessa situazione della Roma: segue tanti giocatori, però fatica a chiudere le operazioni e spesso viene superata dalla concorrenza. Siamo sempre lì: puoi avere interesse per un calciatore, ma se non chiudi in fretta rischi che arrivi qualcun altro oppure che il giocatore resti dov'è perché rientra nei piani del suo allenatore. Ho definito questo mercato lentissimo, quasi immobile. Al momento, tolte Como, Fiorentina e Milan, vedo davvero poca attività. È un mercato molto povero".
 
Siamo diventati poveri anche di idee oppure, più semplicemente, le idee vengono vanificate perché si perde troppo tempo e poi arriva chi ha maggiore disponibilità economica?
 
"Le idee ci sono, ma se aspetti quaranta o cinquanta giorni, poi arriva chi ha più risorse economiche e chiude l'operazione. A quel punto perdi anche quella che sembrava un'intuizione vincente".
 
Restando in casa Napoli, Alessandro Buongiorno si è fermato ancora una volta ed è stato operato. Si parla di un rientro non prima della fine dell'anno. Dalle informazioni in suo possesso, il Napoli tornerà sul mercato oppure punterà sui giocatori rientrati dai prestiti?
 
"Innanzitutto mi dispiace molto per Buongiorno, perché continua a non trovare quella continuità che aveva mostrato ai tempi del Torino. Credo che il Napoli stia facendo delle valutazioni. Potrebbe decidere di tornare sul mercato per sostituirlo, perché perdere un difensore di questo livello pesa inevitabilmente. Per me il Napoli resta una squadra molto forte, però un centrale difensivo andrebbe preso. All'inizio del mercato erano stati accostati alcuni nomi che poi non sono stati approfonditi, ma adesso una riflessione è necessaria".
 
Il Napoli ha oggi la disponibilità economica per acquistare un altro difensore centrale?

"Da quello che abbiamo capito, prima bisogna cedere per poter investire. Quindi il dubbio esiste".
 
Parliamo anche del Milan, una delle poche squadre che ha investito in maniera importante. Nelle ultime ore è emerso l'interesse del Galatasaray per Rafael Leão, con un accordo già trovato con il giocatore sull'ingaggio. Ora resta da trattare con il Milan. È una pista concreta?
 
"Sì, secondo me è una pista concreta e probabilmente anche quella più percorribile. Adesso bisognerà trovare un accordo tra i due club. Personalmente credo che il Milan non possa alzare troppo le pretese, perché negli ultimi anni Leão ha avuto un rendimento piuttosto discontinuo. Se il giocatore ha già trovato un'intesa con il Galatasaray, il Milan deve cercare rapidamente un compromesso per poi reinvestire sul mercato. Leggo valutazioni da 60 milioni di euro, ma sinceramente per me oggi Leão non vale quella cifra".
 
Realisticamente, quanto potrebbe incassare il Milan?
"Se riuscisse a incassare circa 40 milioni di euro, magari con qualche bonus che porti l'operazione intorno ai 50, avrebbe già concluso un'ottima cessione. Credo che una base da 40 milioni più bonus possa essere una soluzione realistica".
 
Un altro esubero importante riguarda il Napoli e Romelu Lukaku, che percepisce circa 6,5 milioni di euro e ha un solo anno di contratto. Quale futuro vede per lui?
 
"Sono sempre stato favorevole alla sua permanenza. Capisco il peso dell'ingaggio, ma c'è ancora un anno di contratto e il Napoli dovrà affrontare campionato e Champions League. Avere anche Lukaku a disposizione sarebbe un valore aggiunto. Faccio fatica a individuare sul mercato italiano un attaccante dello stesso livello che possa garantire un rendimento simile. Comprendo la volontà del club di abbassare il monte ingaggi, però io Lukaku lo terrei. Se poi non dovessero arrivare offerte soddisfacenti, il Napoli potrebbe anche valutare di spalmare i 6,5 milioni su due stagioni e prolungare il rapporto. È una soluzione che prenderei seriamente in considerazione".