Ed eccoci ai quarti di finale. Qualche volto noto l’abbiamo perso per strada, ma quelli che sono rimasti fanno parte a pieno diritto dell’èlite calcistica mondiale. Sono ancora in corsa i campioni del mondo in carica (l’Argentina che punta al quarto titolo) e i vicecampioni nonché campioni del 2018 (la Francia che punta a un prestigioso tris), più altre due squadre che hanno alzato la Coppa in passato: la Spagna (2010) e l’Inghilterra (1966). Quattro Nazionali su otto sono state campioni del mondo. In più abbiamo il Marocco, quarto quattro anni fa, il Belgio eterna promessa del calcio mondiale, la Norvegia che ha disputato le migliori qualificazioni in assoluto, la Svizzera che da diversi anni si trova lì, a ridosso delle grandi squadre mondiali.
Francia-Marocco
Spagna-Belgio
Norvegia-Inghilterra
Argentina-Svizzera
Mancano plurivincitrici dei Mondiali, è vero, ma: 1) l’Italia (4 titoli) non si è qualificata; 2) La Germania (4 titoli) dopo aver vinto nel 2014 non è mai arrivata agli ottavi; 3) il Brasile (5 titoli) dopo il trionfo del 2002 ha centrato un misero quarto posto in casa e mai più dei quarti di finale; 4) l’Uruguay (2 titoli) è in un periodo di scarsa competitività. Di sicuro questa parte finale del torneo ha smentito parecchie previsioni e parecchie sentenze sgorgate nei primi giorni.
"Sarà il Mondiale delle sorprese"
"Stavolta gli africani vanno avanti"
"I campioni non fanno la squadra"
Le favorite per questo Mondiale hanno quasi tutte giocatori dominanti, La Francia ha Mbappè (in realtà non solo lui), l’Inghilterra ha Kane (senza dimenticare Bellingham), la Spagna ha Yamal, l’Argentina ha Messi e la Norvegia Haaland. Questi giocatori non vincono da soli le partite, è ovvio, ma avere uno di loro significa sempre partire da 1-0.
"L’Europa è in crisi"
Sarebbe bello se tutte le crisi fossero così, con sei squadre tra le prime otto del mondo. Se poi per crisi si intende che si sono perse per strada la Germania e l’Olanda, facciamo che sia così. Sta di fatto che tra i cinque Paesi dei cinque campionati più importanti d’Europa ne rimangono in corsa tre (Inghilterra, Spagna, Francia) e uno (l’Italia) non si era qualificato. Viva le crisi di questo genere. Piccolo particolare: potrebbero esserci due semifinali completamente europee.
"Gli asiatici sono così organizzati che faranno strada"
"Almeno una padrona di casa andrà in semifinale"
di Redazione
09/07/2026 - 01:00
Ed eccoci ai quarti di finale. Qualche volto noto l’abbiamo perso per strada, ma quelli che sono rimasti fanno parte a pieno diritto dell’èlite calcistica mondiale. Sono ancora in corsa i campioni del mondo in carica (l’Argentina che punta al quarto titolo) e i vicecampioni nonché campioni del 2018 (la Francia che punta a un prestigioso tris), più altre due squadre che hanno alzato la Coppa in passato: la Spagna (2010) e l’Inghilterra (1966). Quattro Nazionali su otto sono state campioni del mondo. In più abbiamo il Marocco, quarto quattro anni fa, il Belgio eterna promessa del calcio mondiale, la Norvegia che ha disputato le migliori qualificazioni in assoluto, la Svizzera che da diversi anni si trova lì, a ridosso delle grandi squadre mondiali.
Francia-Marocco
Spagna-Belgio
Norvegia-Inghilterra
Argentina-Svizzera
Mancano plurivincitrici dei Mondiali, è vero, ma: 1) l’Italia (4 titoli) non si è qualificata; 2) La Germania (4 titoli) dopo aver vinto nel 2014 non è mai arrivata agli ottavi; 3) il Brasile (5 titoli) dopo il trionfo del 2002 ha centrato un misero quarto posto in casa e mai più dei quarti di finale; 4) l’Uruguay (2 titoli) è in un periodo di scarsa competitività. Di sicuro questa parte finale del torneo ha smentito parecchie previsioni e parecchie sentenze sgorgate nei primi giorni.
"Sarà il Mondiale delle sorprese"
"Stavolta gli africani vanno avanti"
"I campioni non fanno la squadra"
Le favorite per questo Mondiale hanno quasi tutte giocatori dominanti, La Francia ha Mbappè (in realtà non solo lui), l’Inghilterra ha Kane (senza dimenticare Bellingham), la Spagna ha Yamal, l’Argentina ha Messi e la Norvegia Haaland. Questi giocatori non vincono da soli le partite, è ovvio, ma avere uno di loro significa sempre partire da 1-0.
"L’Europa è in crisi"
Sarebbe bello se tutte le crisi fossero così, con sei squadre tra le prime otto del mondo. Se poi per crisi si intende che si sono perse per strada la Germania e l’Olanda, facciamo che sia così. Sta di fatto che tra i cinque Paesi dei cinque campionati più importanti d’Europa ne rimangono in corsa tre (Inghilterra, Spagna, Francia) e uno (l’Italia) non si era qualificato. Viva le crisi di questo genere. Piccolo particolare: potrebbero esserci due semifinali completamente europee.
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