La redazione di “Sport Mediaset” ha realizzato un’intervista esclusiva all’ex centrocampista della Juventus e oggi talent di Sport Mediaset Alessio Tacchinardi, che analizza il momento dei bianconeri.
Cosa porterei della mia Juve in quella di oggi?
“Scelgo due cose, per me troppo importanti. Un leader carismatico come Gianluca Vialli, per molti lo è stato Del Piero, per me Gianluca è stata una guida. E l’altra cosa è l’ossessione di vincere, che non vedo in questa Juve. A questa squadra non entra nella testa. Non hanno l’ossessione, stanno buttando via troppi punti. Scelgo queste due cose: Vialli e l’ossessione di vincere”.
Cosa direi a Spalletti se fossi nello spogliatoio bianconero?
“Ci manca l’ambizione. Questa squadra è timida: se va sotto va in difficoltà, ha poca personalità. Gli direi: mister, manca personalità. Sul mercato non è stato preso un giocatore di carisma. Manca quello".
Cosa manca a Locatelli per essere leader di questa Juve?
“Col Galatasaray mi aveva entusiasmato molto. Lo step finale è quello di prendere in mano la squadra. Sta crescendo molto sulla personalità, ma gli manca cattiveria. Non è facile averla, ma può farlo. Sul rigore sbagliato gli danno colpe, ma l’anno scorso ha segnato quello decisivo per andare in Champions a Venezia. Il problema non è Locatelli, ma la Juve".
Anche nella mia Juve cambiava il rigorista?
“No. Quando ottenevamo un rigore, lo batteva Alessandro Del Piero. Punto. C’erano Pavel Nedved, David Trezeguet, Zlatan Ibrahimovic. Ma nessuno disturbava Del Piero. Il rigorista deve essere sereno. Oggi c’è anarchia e questo destabilizza. Se si decide un rigorista, è lui: punto e basta".
Spalletti è l’uomo giusto per riportare il DNA Juve?
“Sì, è l’uomo giusto, ma non può farlo da solo. Ha bisogno di 2-3 giocatori forti, come a Napoli. È un allenatore forte. Ho cenato con lui prima che arrivasse a Torino, con noi c’erano Ferrara e Del Piero. Alla fine di quella cena, mi sono detto: “spero davvero che arrivi alla Juve". Ma Spalletti ha bisogno di giocatori di spessore, altrimenti non può fare miracoli".
La Juve si qualificherà alla prossima Champions?
“Ho grandi dubbi. Non può fare passi falsi, ha lasciato troppi jolly. Ha bisogno della Champions: sarebbe una grossa mazzata non andarci".
di Redazione
26/03/2026 - 15:39
La redazione di “Sport Mediaset” ha realizzato un’intervista esclusiva all’ex centrocampista della Juventus e oggi talent di Sport Mediaset Alessio Tacchinardi, che analizza il momento dei bianconeri.
Cosa porterei della mia Juve in quella di oggi?
“Scelgo due cose, per me troppo importanti. Un leader carismatico come Gianluca Vialli, per molti lo è stato Del Piero, per me Gianluca è stata una guida. E l’altra cosa è l’ossessione di vincere, che non vedo in questa Juve. A questa squadra non entra nella testa. Non hanno l’ossessione, stanno buttando via troppi punti. Scelgo queste due cose: Vialli e l’ossessione di vincere”.
Cosa direi a Spalletti se fossi nello spogliatoio bianconero?
“Ci manca l’ambizione. Questa squadra è timida: se va sotto va in difficoltà, ha poca personalità. Gli direi: mister, manca personalità. Sul mercato non è stato preso un giocatore di carisma. Manca quello".
Cosa manca a Locatelli per essere leader di questa Juve?
“Col Galatasaray mi aveva entusiasmato molto. Lo step finale è quello di prendere in mano la squadra. Sta crescendo molto sulla personalità, ma gli manca cattiveria. Non è facile averla, ma può farlo. Sul rigore sbagliato gli danno colpe, ma l’anno scorso ha segnato quello decisivo per andare in Champions a Venezia. Il problema non è Locatelli, ma la Juve".
Anche nella mia Juve cambiava il rigorista?
“No. Quando ottenevamo un rigore, lo batteva Alessandro Del Piero. Punto. C’erano Pavel Nedved, David Trezeguet, Zlatan Ibrahimovic. Ma nessuno disturbava Del Piero. Il rigorista deve essere sereno. Oggi c’è anarchia e questo destabilizza. Se si decide un rigorista, è lui: punto e basta".
Spalletti è l’uomo giusto per riportare il DNA Juve?
“Sì, è l’uomo giusto, ma non può farlo da solo. Ha bisogno di 2-3 giocatori forti, come a Napoli. È un allenatore forte. Ho cenato con lui prima che arrivasse a Torino, con noi c’erano Ferrara e Del Piero. Alla fine di quella cena, mi sono detto: “spero davvero che arrivi alla Juve". Ma Spalletti ha bisogno di giocatori di spessore, altrimenti non può fare miracoli".
La Juve si qualificherà alla prossima Champions?
“Ho grandi dubbi. Non può fare passi falsi, ha lasciato troppi jolly. Ha bisogno della Champions: sarebbe una grossa mazzata non andarci".