L’attaccante del Milan, Rafael Leao, ha concesso un’intervista alla CBS. Queste le sue parole: “L’Inter telefonò al direttore sportivo del Lille, dicendo di essere interessata a me. Io però non ero convinto, in passato seguivo il Milan di Maldini e del mio idolo Ronaldinho. E così ho detto al Lille che sarei rimasto lì un altro anno. Arrivammo secondi e l’anno dopo avremmo giocato la Champions, ma mi dissero che mi voleva il Milan e che qualcuno voleva parlare con me: era Paolo Maldini. Mi ha detto che mi aveva seguito durante la stagione e mi chiese se volesse andare al Milan. E così poi ho firmato per il club rossonero. Zlatan? Era molto esigente da calciatore, anche troppo. Una volta ha giocato una partita in allenamento con alcuni della Primavera. Dopo aver perso andò dal mister che quella era l’ultima volta che quei giovani sarebbero venuti ad allenarsi con noi. Per me è sempre stata una pressione positiva, con persone così puoi imparare tanto. Anche oggi parlo tanto con Ibra, abbiamo un bel rapporto. Mi ha aiutato tanto. So che se ho bisogno di qualcosa lui ci sarà per me. Lo scudetto? Non me l’aspettavo. Dopo l’ultima partita, mi hanno detto che ero stato il miglior giocatore della stagione. Non me l’aspettavo, è stata certamente una delle mie stagioni migliori a livello personale, ma anche di squadra. Il nuovo ruolo da centravanti? Prima dell’inizio della stagione ero pronto a tutto. Quando Allegri mi ha detto che voleva schierarmi da centravanti gli ho risposto che ero pronto. In quel ruolo puoi fare più gol. Nel calcio i numeri sono importanti, se vuoi essere uno dei migliori devi fare gol e assist. Non è stato facile all’inizio, ma ora sono molto contento di essere qui e di essere un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi”.
di Redazione
20/02/2026 - 13:12
L’attaccante del Milan, Rafael Leao, ha concesso un’intervista alla CBS. Queste le sue parole: “L’Inter telefonò al direttore sportivo del Lille, dicendo di essere interessata a me. Io però non ero convinto, in passato seguivo il Milan di Maldini e del mio idolo Ronaldinho. E così ho detto al Lille che sarei rimasto lì un altro anno. Arrivammo secondi e l’anno dopo avremmo giocato la Champions, ma mi dissero che mi voleva il Milan e che qualcuno voleva parlare con me: era Paolo Maldini. Mi ha detto che mi aveva seguito durante la stagione e mi chiese se volesse andare al Milan. E così poi ho firmato per il club rossonero. Zlatan? Era molto esigente da calciatore, anche troppo. Una volta ha giocato una partita in allenamento con alcuni della Primavera. Dopo aver perso andò dal mister che quella era l’ultima volta che quei giovani sarebbero venuti ad allenarsi con noi. Per me è sempre stata una pressione positiva, con persone così puoi imparare tanto. Anche oggi parlo tanto con Ibra, abbiamo un bel rapporto. Mi ha aiutato tanto. So che se ho bisogno di qualcosa lui ci sarà per me. Lo scudetto? Non me l’aspettavo. Dopo l’ultima partita, mi hanno detto che ero stato il miglior giocatore della stagione. Non me l’aspettavo, è stata certamente una delle mie stagioni migliori a livello personale, ma anche di squadra. Il nuovo ruolo da centravanti? Prima dell’inizio della stagione ero pronto a tutto. Quando Allegri mi ha detto che voleva schierarmi da centravanti gli ho risposto che ero pronto. In quel ruolo puoi fare più gol. Nel calcio i numeri sono importanti, se vuoi essere uno dei migliori devi fare gol e assist. Non è stato facile all’inizio, ma ora sono molto contento di essere qui e di essere un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi”.