Pensare che fino a poche settimane il suo futuro doveva essere lontano da Milanello. Poi le dichiarazioni, accompagnate dal non arrivo di un nuovo attaccante. A pochi giorni dalla chiusura del mercato infatti, Christopher Nkunku, rispondeva così: “Io resto qui”. E il Milan, quasi senza accorgersene, ha ritrovato un uomo in più. Arrivato a Milanello ad agosto, a preparazione già iniziata, al francese è servito qualche mese di rodaggio per ritrovare la migliore delle condizioni.
In un’intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Nkunku parte proprio dal suo arrivo in rossonero, esordendo così: “Quanto ha influito non aver fatto la preparazione? Tantissimo. È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande… Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non fai il precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma”.
Sui primi mesi senza gol: “Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol … è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri. Quando il mister dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza”.
Nonostante un avvio a rilento, il francese non ha mai pensato di lasciare Milanello: “Il mio agente non mi ha mai parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho mai chiesto di cercare altro o di parlare con altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan”.
Il “Milan delle Banlieu”. Se pensiamo al fatto che un’area di oltre 600 comuni possa regalare al club rossonero ben quattro titolari, è una coincidenza molto curiosa. E Cristopher Nkunku parla proprio di questo, del rapporto con i francesi nello spogliatoio: “Ora ci concentriamo tutti sul vincere qui al Milan. Mike ci ha aiutato a fare punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano.”.
E su Rabiot: “Io l’ho sempre conosciuto così, ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia“.
E su Ibrahimovic, un tempo compagni di squadra al PSG: “Ora lo vedo in giacca, prima con le scarpe da calcio. Per il resto non cambia molto: ha sempre il suo carattere e la sua voglia di vincere. Ricordo che una volta in allenamento ho fatto un errore e la mia squadra, dove c’era pure Ibra, ha perso la partitella. Non mi ha detto niente a caldo, ma il giorno della partita di campionato, nello spogliatoio, mi ha chiamato: ‘Abbiamo perso. Mai più'”.
Forse figlio del dettame del suo allenatore, ma ad ogni modo, Nkunku non si scompone sullo scudetto: “Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, una partita speciale”
Su Modric e Leao: “Luka è super: ha una qualità unica e fa dei lanci di esterno pazzeschi. Se ci provo io, mi si sposta l’anca… Incredibile abbia 40 anni, ma può giocare fino a 45-46. Chi è più veloce tra me e Leao? Sulle distanze lunghe forse Rafa; sulle più corte, forse io”.
Sull’iconica e simpatica esultanza del gonfiare un palloncino: “È per mio figlio. Volevo fare qualcosa di nuovo e mi è venuta quest’idea. Penso che gli piaccia molto e continuo a farla. A Como non l’ho gonfiato? Quello era il gol dell’1-1 e non c’era da perdere tempo perché bisognava vincere“.
di Redazione
10/02/2026 - 14:32
Pensare che fino a poche settimane il suo futuro doveva essere lontano da Milanello. Poi le dichiarazioni, accompagnate dal non arrivo di un nuovo attaccante. A pochi giorni dalla chiusura del mercato infatti, Christopher Nkunku, rispondeva così: “Io resto qui”. E il Milan, quasi senza accorgersene, ha ritrovato un uomo in più. Arrivato a Milanello ad agosto, a preparazione già iniziata, al francese è servito qualche mese di rodaggio per ritrovare la migliore delle condizioni.
In un’intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Nkunku parte proprio dal suo arrivo in rossonero, esordendo così: “Quanto ha influito non aver fatto la preparazione? Tantissimo. È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande… Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non fai il precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma”.
Sui primi mesi senza gol: “Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol … è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri. Quando il mister dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza”.
Nonostante un avvio a rilento, il francese non ha mai pensato di lasciare Milanello: “Il mio agente non mi ha mai parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho mai chiesto di cercare altro o di parlare con altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan”.
Il “Milan delle Banlieu”. Se pensiamo al fatto che un’area di oltre 600 comuni possa regalare al club rossonero ben quattro titolari, è una coincidenza molto curiosa. E Cristopher Nkunku parla proprio di questo, del rapporto con i francesi nello spogliatoio: “Ora ci concentriamo tutti sul vincere qui al Milan. Mike ci ha aiutato a fare punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano.”.
E su Rabiot: “Io l’ho sempre conosciuto così, ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia“.
E su Ibrahimovic, un tempo compagni di squadra al PSG: “Ora lo vedo in giacca, prima con le scarpe da calcio. Per il resto non cambia molto: ha sempre il suo carattere e la sua voglia di vincere. Ricordo che una volta in allenamento ho fatto un errore e la mia squadra, dove c’era pure Ibra, ha perso la partitella. Non mi ha detto niente a caldo, ma il giorno della partita di campionato, nello spogliatoio, mi ha chiamato: ‘Abbiamo perso. Mai più'”.
Forse figlio del dettame del suo allenatore, ma ad ogni modo, Nkunku non si scompone sullo scudetto: “Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, una partita speciale”
Su Modric e Leao: “Luka è super: ha una qualità unica e fa dei lanci di esterno pazzeschi. Se ci provo io, mi si sposta l’anca… Incredibile abbia 40 anni, ma può giocare fino a 45-46. Chi è più veloce tra me e Leao? Sulle distanze lunghe forse Rafa; sulle più corte, forse io”.
Sull’iconica e simpatica esultanza del gonfiare un palloncino: “È per mio figlio. Volevo fare qualcosa di nuovo e mi è venuta quest’idea. Penso che gli piaccia molto e continuo a farla. A Como non l’ho gonfiato? Quello era il gol dell’1-1 e non c’era da perdere tempo perché bisognava vincere“.