Calcio
MONDIALI - Playoff, Galles-Bosnia: accuse di sabotaggio: al centro del caso Tahirovic
24.03.2026 14:05 di Napoli Magazine
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La tensione che accompagna gli spareggi per il Mondiale non riguarda soltanto l’Italia, ma coinvolge diverse nazionali impegnate nei playoff. Un esempio significativo è il caso scoppiato alla vigilia della semifinale tra Galles e Bosnia, che ha avuto come protagonista Benjamin Tahirovic. La vicenda ha generato attriti tra federazioni, club e staff tecnici, evidenziando quanto il clima competitivo possa influenzare anche situazioni esterne al campo.

Il centrocampista bosniaco, ex Roma, è stato un elemento chiave per il Brondby nella prima parte della stagione, con 27 presenze complessive, ma nell’ultimo mese è stato quasi escluso dalle scelte dell’allenatore Steve Cooper, trovando pochissimo spazio proprio nel periodo che precede gli spareggi. Questa coincidenza ha alimentato dubbi nella nazionale bosniaca, con il commissario tecnico Sergej Barbarez che ha dichiarato: “Tahirovic mi ha riferito cose al limite dell’incredibile, probabilmente legate alla nazionalità del suo allenatore. Gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale. Gli è stato detto che tutto sarebbe tornato normale dopo la sosta”. Il club danese ha respinto ogni accusa, spiegando attraverso il responsabile della comunicazione Soren Hanghoj che si tratta di motivi disciplinari. Dopo le polemiche, lo stesso Tahirovic ha cercato di chiarire la situazione, ridimensionando le sue parole e contattando l’allenatore, ma il caso resta emblematico di quanto, quando c’è in palio il Mondiale, anche i dettagli possano diventare motivo di tensione.

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MONDIALI - Playoff, Galles-Bosnia: accuse di sabotaggio: al centro del caso Tahirovic

di Redazione

24/03/2026 - 14:05

La tensione che accompagna gli spareggi per il Mondiale non riguarda soltanto l’Italia, ma coinvolge diverse nazionali impegnate nei playoff. Un esempio significativo è il caso scoppiato alla vigilia della semifinale tra Galles e Bosnia, che ha avuto come protagonista Benjamin Tahirovic. La vicenda ha generato attriti tra federazioni, club e staff tecnici, evidenziando quanto il clima competitivo possa influenzare anche situazioni esterne al campo.

Il centrocampista bosniaco, ex Roma, è stato un elemento chiave per il Brondby nella prima parte della stagione, con 27 presenze complessive, ma nell’ultimo mese è stato quasi escluso dalle scelte dell’allenatore Steve Cooper, trovando pochissimo spazio proprio nel periodo che precede gli spareggi. Questa coincidenza ha alimentato dubbi nella nazionale bosniaca, con il commissario tecnico Sergej Barbarez che ha dichiarato: “Tahirovic mi ha riferito cose al limite dell’incredibile, probabilmente legate alla nazionalità del suo allenatore. Gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale. Gli è stato detto che tutto sarebbe tornato normale dopo la sosta”. Il club danese ha respinto ogni accusa, spiegando attraverso il responsabile della comunicazione Soren Hanghoj che si tratta di motivi disciplinari. Dopo le polemiche, lo stesso Tahirovic ha cercato di chiarire la situazione, ridimensionando le sue parole e contattando l’allenatore, ma il caso resta emblematico di quanto, quando c’è in palio il Mondiale, anche i dettagli possano diventare motivo di tensione.