Calcio
NEWS - VAR a chiamata, la rivoluzione continua: si allarga il fronte del sì, come funzionerebbe
03.03.2026 18:21 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset
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I bollenti weekend arbitrali dell'ultimo periodo hanno riacceso i riflettori sull'utilizzo del Var e soprattutto sui suoi problemi. Il caso Bastoni-Kalulu resterà emblematico negli anni: un cortocircuito negli ingranaggi del protocollo che ha riaperto anche la richiesta del Var a chiamata. Una rivoluzione necessaria su cui terremo le luci accese, come fatto nelle scorse settimane.

Nuove voci favorevoli si sono aggiunte al coro in questi giorni e sono voci importanti come quelle di Palladino ("Non saprei, cercherei di fare più per le cose oggettive, poi se ci sarà la possibilità la prenderei in considerazione"), Allegri ("Sul Var a chiamata ci sono i pro e i contro, anche lì, va studiata, non è che possiamo fare le cose buttate lì") e Spalletti ("Non me ne intendo di queste cose, penso che il Var vada tenuto assolutamente, e che hanno ragione, si può utilizzare meglio").

Avere uno o due challenge per tempo, come accade in altri sport, potrebbe togliere pressione agli arbitri e spostarla anche sugli staff in panchina. L'allenatore si assumerebbe la responsabilità della chiamata, in caso di successo la terrebbe intatta, altrimenti perderebbe la possibilità di un nuovo challenge. L'utilizzo migliore potrebbe essere quello di far tornare il potere decisionale a chi sta in campo, come accade ad esempio nel calcio e nel volley. E chi sta in sala Var potrebbe essere di supporto, ma non sostituirsi all'arbitro, come diceva già sette anni fa Carletto Ancelotti e come richiedono a gran voce sempre più allenatori.

Le prove sono già in corso in Serie C, dove il Var a chiamata viene utilizzato per gol, rigori e fuorigioco. Un esperimento che sta funzionando, ma che va perfezionato: “Oggi in Italia mi sembra che ci siano troppe chiamate anche rispetto all'estero e viene interrotto troppo il gioco" sottolinea Palladino. Con il Var a chiamata le interruzioni del gioco potrebbero essere più limitate, ma questo, per alcuni, potrebbe non bastare: "Due chiamate potrebbero essere poche, ci sono tante situazioni nelle partite”, fa notare Spalletti, mentre Allegri avvisa: "Le cose vanno fatte, provate e riprovate, perché altrimenti una volta che le hai messe non puoi più tornare indietro".

Il dubbio non è più sull'esistenza o meno del Var, ma sulla sua applicazione. Dare la possibilità ad allenatori e staff di giocarsi le chiamate sarebbe una rivoluzione, ma potrebbe anche essere un'azione coerente con lo spirito del gioco. 

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NEWS - VAR a chiamata, la rivoluzione continua: si allarga il fronte del sì, come funzionerebbe

di Redazione

03/03/2026 - 18:21

I bollenti weekend arbitrali dell'ultimo periodo hanno riacceso i riflettori sull'utilizzo del Var e soprattutto sui suoi problemi. Il caso Bastoni-Kalulu resterà emblematico negli anni: un cortocircuito negli ingranaggi del protocollo che ha riaperto anche la richiesta del Var a chiamata. Una rivoluzione necessaria su cui terremo le luci accese, come fatto nelle scorse settimane.

Nuove voci favorevoli si sono aggiunte al coro in questi giorni e sono voci importanti come quelle di Palladino ("Non saprei, cercherei di fare più per le cose oggettive, poi se ci sarà la possibilità la prenderei in considerazione"), Allegri ("Sul Var a chiamata ci sono i pro e i contro, anche lì, va studiata, non è che possiamo fare le cose buttate lì") e Spalletti ("Non me ne intendo di queste cose, penso che il Var vada tenuto assolutamente, e che hanno ragione, si può utilizzare meglio").

Avere uno o due challenge per tempo, come accade in altri sport, potrebbe togliere pressione agli arbitri e spostarla anche sugli staff in panchina. L'allenatore si assumerebbe la responsabilità della chiamata, in caso di successo la terrebbe intatta, altrimenti perderebbe la possibilità di un nuovo challenge. L'utilizzo migliore potrebbe essere quello di far tornare il potere decisionale a chi sta in campo, come accade ad esempio nel calcio e nel volley. E chi sta in sala Var potrebbe essere di supporto, ma non sostituirsi all'arbitro, come diceva già sette anni fa Carletto Ancelotti e come richiedono a gran voce sempre più allenatori.

Le prove sono già in corso in Serie C, dove il Var a chiamata viene utilizzato per gol, rigori e fuorigioco. Un esperimento che sta funzionando, ma che va perfezionato: “Oggi in Italia mi sembra che ci siano troppe chiamate anche rispetto all'estero e viene interrotto troppo il gioco" sottolinea Palladino. Con il Var a chiamata le interruzioni del gioco potrebbero essere più limitate, ma questo, per alcuni, potrebbe non bastare: "Due chiamate potrebbero essere poche, ci sono tante situazioni nelle partite”, fa notare Spalletti, mentre Allegri avvisa: "Le cose vanno fatte, provate e riprovate, perché altrimenti una volta che le hai messe non puoi più tornare indietro".

Il dubbio non è più sull'esistenza o meno del Var, ma sulla sua applicazione. Dare la possibilità ad allenatori e staff di giocarsi le chiamate sarebbe una rivoluzione, ma potrebbe anche essere un'azione coerente con lo spirito del gioco. 

Fonte: Sport Mediaset