Calcio
ON AIR - Governucci: "Il Napoli è la "regina" del mercato, tutti i procuratori vogliono portare i propri assistiti in azzurro, Allegri? Resta un allenatore vincente"
20.07.2026 13:25 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonio Governucci, direttore sportivo. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Chi è Mattia Esposito, baby talento in ottica Napoli? 
 
“Mattia era un bambino quando giocava a calcio tra i vicoli del Borgo Sant’Antonio Abate, quartiere mercatale del centro di Napoli dal quale provengo anche io. Mi fu segnalato da un amico che aveva una scuola calcio e, visti i miei ottimi rapporti col Sorrento, lo portai subito lì. A Sorrento pensavano fosse del 2006, due anni più grande, ed anche in quel contesto aveva qualcosa in più agli altri. All’epoca il bambino era scettico, voleva giocare i campionati nazionali ma il Sorrento era in Serie D: gli dissi di fare un anno nella categoria Élite e, nel mentre, la prima squadra sarebbe stata promossa in Lega Pro. Le mie parole furono profetiche, accadde esattamente ciò, così l’anno successivo tutto il settore giovanile del Sorrento partecipò ai campionati nazionali e Mattia poté mettersi in mostra anche in quel contesto. Non mi sorprende che sia stato preso in procura dal più grande procuratore italiano, Mario Giuffredi, né che il Napoli abbia fatto di tutto per averlo. Farà sicuramente un anno in prestito al Bari, dopodiché tornerà a Napoli per fare la carriera che merita: è uno scugnizzo con la classe del fenomeno. Sono certo che, anche stavolta, le mie parole saranno profetiche". 
 
Direttore, quanto è impervio il lavoro di Giovanni Manna in questo momento, considerando che, secondo quanto dichiarato dal presidente Aurelio De Laurentiis, il Napoli dovrebbe cedere addirittura 25 calciatori?
 
“Credo che Giovanni Manna sappia perfettamente il fatto suo. Avere a che fare con un presidente vulcanico e istrionico come Aurelio De Laurentiis non è mai semplice. Penso che quella del presidente sia stata anche una dichiarazione dettata dallo sfogo, perché non credo sia realmente possibile cedere un numero così elevato di calciatori. Detto questo, oggi il Napoli è la regina del mercato. Tutti i procuratori vogliono portare i propri assistiti in azzurro: primo, perché il club è una società estremamente solida; secondo, perché Napoli e la sua piazza riescono a valorizzare qualsiasi calciatore, facendolo innamorare della città e dell'ambiente. Manna avrà sicuramente un compito molto difficile, ma sono convinto che, alla fine, il Napoli riuscirà anche quest'anno ad allestire una squadra competitiva". 
 
Massimiliano Allegri è stato spesso al centro delle critiche. Lei, però, ritiene che resti un allenatore vincente?
 
“Assolutamente sì. Con tutti i pregi e i difetti che gli vengono attribuiti, Massimiliano Allegri resta un allenatore vincente. Lo scorso anno ha commesso degli errori e lui stesso sa di non potersi permettere un'altra stagione negativa. Credo che conosca perfettamente il proprio valore e sono convinto che abbia accettato il Napoli soltanto dopo aver ricevuto garanzie sulla possibilità di competere per le prime posizioni". 
 
In questo momento il club azzurro non sembra avere grande margine per investire e, allo stesso tempo, deve gestire molti calciatori in esubero. In che percentuale questa situazione può essere attribuita alle responsabilità di Antonio Conte?
 
“Le responsabilità, quando si parla di calcio, sono sempre condivise. Conte ha sicuramente inciso nelle scelte di mercato, chiedendo investimenti importanti nel tentativo di continuare a scrivere la storia del Napoli. Non ci è riuscito fino in fondo, ma il suo contributo va comunque riconosciuto. Allo stesso tempo, credo che il Napoli debba tornare a investire con maggiore convinzione sullo scouting e sul settore giovanile. Servono osservatori capaci di individuare giovani talenti nelle categorie minori, in Serie C, in Serie D e nei campionati giovanili, prima che il loro valore esploda. Oggi si tende troppo spesso a inseguire soltanto giocatori già affermati e molto costosi, mentre in passato il Napoli è stato capace di valorizzare anche i propri ragazzi. Dopo Lorenzo Insigne e pochi altri esempi, questa continuità si è persa. Le vere plusvalenze del futuro nascono proprio dalla capacità di scoprire talenti prima degli altri. Oggi il calcio non permette più di spendere cifre importanti con leggerezza, soprattutto dopo gli investimenti fatti negli ultimi anni. Per quanto riguarda le responsabilità, credo che Antonio Conte abbia un peso maggiore rispetto agli altri, perché aveva carta bianca sulle scelte di mercato ed era il principale punto di riferimento tecnico di quel Napoli. Detto questo, quando una squadra vince o perde, oppure quando il mercato si rivela positivo o negativo, le responsabilità non possono mai ricadere su una sola persona: appartengono sempre a tutta la società". 
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di Redazione

20/07/2026 - 13:25

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonio Governucci, direttore sportivo. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Chi è Mattia Esposito, baby talento in ottica Napoli? 
 
“Mattia era un bambino quando giocava a calcio tra i vicoli del Borgo Sant’Antonio Abate, quartiere mercatale del centro di Napoli dal quale provengo anche io. Mi fu segnalato da un amico che aveva una scuola calcio e, visti i miei ottimi rapporti col Sorrento, lo portai subito lì. A Sorrento pensavano fosse del 2006, due anni più grande, ed anche in quel contesto aveva qualcosa in più agli altri. All’epoca il bambino era scettico, voleva giocare i campionati nazionali ma il Sorrento era in Serie D: gli dissi di fare un anno nella categoria Élite e, nel mentre, la prima squadra sarebbe stata promossa in Lega Pro. Le mie parole furono profetiche, accadde esattamente ciò, così l’anno successivo tutto il settore giovanile del Sorrento partecipò ai campionati nazionali e Mattia poté mettersi in mostra anche in quel contesto. Non mi sorprende che sia stato preso in procura dal più grande procuratore italiano, Mario Giuffredi, né che il Napoli abbia fatto di tutto per averlo. Farà sicuramente un anno in prestito al Bari, dopodiché tornerà a Napoli per fare la carriera che merita: è uno scugnizzo con la classe del fenomeno. Sono certo che, anche stavolta, le mie parole saranno profetiche". 
 
Direttore, quanto è impervio il lavoro di Giovanni Manna in questo momento, considerando che, secondo quanto dichiarato dal presidente Aurelio De Laurentiis, il Napoli dovrebbe cedere addirittura 25 calciatori?
 
“Credo che Giovanni Manna sappia perfettamente il fatto suo. Avere a che fare con un presidente vulcanico e istrionico come Aurelio De Laurentiis non è mai semplice. Penso che quella del presidente sia stata anche una dichiarazione dettata dallo sfogo, perché non credo sia realmente possibile cedere un numero così elevato di calciatori. Detto questo, oggi il Napoli è la regina del mercato. Tutti i procuratori vogliono portare i propri assistiti in azzurro: primo, perché il club è una società estremamente solida; secondo, perché Napoli e la sua piazza riescono a valorizzare qualsiasi calciatore, facendolo innamorare della città e dell'ambiente. Manna avrà sicuramente un compito molto difficile, ma sono convinto che, alla fine, il Napoli riuscirà anche quest'anno ad allestire una squadra competitiva". 
 
Massimiliano Allegri è stato spesso al centro delle critiche. Lei, però, ritiene che resti un allenatore vincente?
 
“Assolutamente sì. Con tutti i pregi e i difetti che gli vengono attribuiti, Massimiliano Allegri resta un allenatore vincente. Lo scorso anno ha commesso degli errori e lui stesso sa di non potersi permettere un'altra stagione negativa. Credo che conosca perfettamente il proprio valore e sono convinto che abbia accettato il Napoli soltanto dopo aver ricevuto garanzie sulla possibilità di competere per le prime posizioni". 
 
In questo momento il club azzurro non sembra avere grande margine per investire e, allo stesso tempo, deve gestire molti calciatori in esubero. In che percentuale questa situazione può essere attribuita alle responsabilità di Antonio Conte?
 
“Le responsabilità, quando si parla di calcio, sono sempre condivise. Conte ha sicuramente inciso nelle scelte di mercato, chiedendo investimenti importanti nel tentativo di continuare a scrivere la storia del Napoli. Non ci è riuscito fino in fondo, ma il suo contributo va comunque riconosciuto. Allo stesso tempo, credo che il Napoli debba tornare a investire con maggiore convinzione sullo scouting e sul settore giovanile. Servono osservatori capaci di individuare giovani talenti nelle categorie minori, in Serie C, in Serie D e nei campionati giovanili, prima che il loro valore esploda. Oggi si tende troppo spesso a inseguire soltanto giocatori già affermati e molto costosi, mentre in passato il Napoli è stato capace di valorizzare anche i propri ragazzi. Dopo Lorenzo Insigne e pochi altri esempi, questa continuità si è persa. Le vere plusvalenze del futuro nascono proprio dalla capacità di scoprire talenti prima degli altri. Oggi il calcio non permette più di spendere cifre importanti con leggerezza, soprattutto dopo gli investimenti fatti negli ultimi anni. Per quanto riguarda le responsabilità, credo che Antonio Conte abbia un peso maggiore rispetto agli altri, perché aveva carta bianca sulle scelte di mercato ed era il principale punto di riferimento tecnico di quel Napoli. Detto questo, quando una squadra vince o perde, oppure quando il mercato si rivela positivo o negativo, le responsabilità non possono mai ricadere su una sola persona: appartengono sempre a tutta la società".