Calcio
ON AIR - Piccari: "Vergara? Ha grandi qualità, peccato sia stato visto solo nell'emergenza"
04.02.2026 12:46 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio:
 
Chi è stata, per lei, la regina del mercato invernale in Italia?
 
"Domanda che ci sta tutta, ce la siamo fatta anche noi. A regime è stato un mercato pessimo. Un mercato in cui il segnale che è venuto fuori è che ci sono grandi difficoltà un po’ per tutti. Se dovessi individuare una ‘regina’, dando un voto leggermente positivo, lo darei alla Roma per l’acquisto di Malen. Sembra paradossale, ma uno che di fatto era quasi un’alternativa altrove, da noi diventa un giocatore importante. Per il resto mi sembrano tutte operazioni di contorno, che non cambiano nulla. Ecco, sembrerebbe, avere qualcosa in più, ma già nella partita contro l’Udinese non è andato benissimo. È partito subito a bomba, ma non vorrei mai che fosse un fuoco di paglia, nel campionato italiano lo deve vedere un attimo. Quindi regina, nessuno, però un voto leggermente positivo lo do alla Roma. Ma stiamo parlando di  un 6 e mezzo. Il resto balla tra 5 e 6, qualcuno prende 4, poca roba".
 
Le chiedo del Napoli, cede Marianucci e Ambrosino dopo la "guerra mediatica" tra Conte e Giuffredi, si era già liberato di Lucca e Noa Lang e prende Alisson Santos e Giovane. Che voto diamo al mercato del Napoli?
 
"Siamo lì, diciamo un 6 meno. Hanno preso Giovane del Verona che ha una buona prospettiva, lo inseriscono e vediamo. Poi, però, un voto lo do anche a un giocatore che ‘alberga’ in casa, Vergara. Vergara viene fuori senza programmazione, grazie agli infortuni. Ha grandissime qualità ma Conte non ha avuto coraggio. Io ho già scritto un pezzo che uscirà su Tuttomercatoweb.com, ho detto ‘ma dove stava questo? Chi non l’ha visto fino a oggi?’. Perché, insomma, è anche casuale che lui venga fuori, non c’è stata una programmazione. Viene fuori perché a Napoli perdi i pezzi continuamente e dici ‘buttiamo dentro ‘sto ragazzo e vediamo che succede’. Qui c’è una grande mancanza del calcio italiano, non è possibile che un ragazzo con queste qualità lo vedi solo nell’emergenza. Già siamo a un’età in cui questo ragazzo doveva aver espresso qualcosa in più. Sicuramente ci saranno anche sue responsabilità, perché non è sbocciato prima. Però non vederlo fino a oggi, mi domando come si lavori nel calcio italiano".
 
Abbiamo letto tante polemiche sui social e sui quotidiani nelle ultime settimane, che si interrogavano anche sulla questione Conte-Vergara dopo le parole di Giuffredi, che diceva: “Se non ci fossero stati gli infortuni, Vergara non avrebbe mai giocato”. Ed è così. Allora le chiedo, qualcuno dice “Eh, però poi che fai? Avresti messo fuori Politano, piuttosto che Lang, piuttosto che Neres per far giocare un ragazzino?”. Però saper gestire rotazioni e minutaggio dovrebbe essere una skill in possesso di un allenatore quotato come Antonio Conte. Perché noi non abbiamo mai detto che Vergara dovesse prendere il posto di qualcuno, ma sicuramente non doveva arrivare a gennaio con soli cinque minuti giocati. Cosa ne pensa?
 
"Io dico questo. Perché poi ci accorgiamo che Vergara è un buon giocatore, un buon prospetto, però arriviamo troppo tardi. Quindi secondo me ci deve essere più coraggio. Poi il Napoli va a prendere Noa Lang, pagandolo un sacco di soldi, ma cosa ha fatto Lang a Napoli per meritare quel tipo di spesa e magari sacrificare qualche giocatore? Niente. Quindi perché spendere quei soldi? Allora, che ne so, provare a far giocare più partite Vergara, farlo vedere dall’inizio e spendere quei soldi in un altro settore del campo, dove potevano essere più utili. Non lo so.
Io credo che sul mercato del Napoli qualcuno dovrebbe anche spiegare qualcosa. Perché mi sembra che a gennaio siano stati ceduti due pezzi che erano un colpo rapido, un fiore all’occhiello del mercato del Napoli dell’estate".
 
Se chiediamo degli infortuni ci dicono "parlate con i dottori", sul mercato "non so perché dobbiamo parlare", e quindi si va avanti così. Condivide?
 
"Sì, purtroppo lo abbiamo detto più volte, c’è una mancanza di comunicazione in casa Napoli. Conte non parla nel pre-gara di Champions dal lontano 17 ottobre. Il problema secondo me è che, qualora gli chiedessimo perché sono stati bocciati, ad esempio, Lang, Lucca ma anche Beukema, che è rimasto al Napoli e Conte lo ha distrutto dopo la partita con la Fiorentina con le sue dichiarazioni. Qualcuno dovrebbe chiedergli conto di questi investimenti, perché non voglio pensare che in casa Napoli comandi qualcuno che non sia Antonio Conte".
 
Il Napoli è ancora in corsa per lo scudetto?
"Per me no. Glielo dico con grande dispiacere, perché io ci avevo creduto tanto in questo Napoli quest’anno. Però là davanti vedo un’Inter che non so come possa rallentare. Soprattutto mi chiedo, c’è qualche squadra che può vincere tutte queste partite consecutive come ha fatto l’Inter? L’unica squadra che sta tenendo botta è il Milan, bisogna fare i complimenti: tra infortuni e cose varie sta tenendo botta. Ha un impegno solo a settimana e lo sta sfruttando benissimo, come fece anche il Napoli l’anno scorso".
 
Direttore, parliamo di “Marc, quanto vale”, la sua ultima fatica letteraria: cosa voleva trasmettere ai lettori?
 
"Alla base c’è una grandissima passione per le moto e in particolare per la MotoGP, è una passione che ho da sempre, dagli anni ’80. Essendo del ’72, qualche annetto ce l’ho però mi è sempre piaciuto questo sport. Non lo nascondo che ho anche sfiorato, diciamo così, questo mondo qualche anno fa lavorando per la Superbike, mi sono divertito tantissimo. È proprio una passione che ho da sempre e la MotoGP mi è sempre piaciuta, l’ho sempre seguita. Le devo dire che l’idea di scrivere questo libro, dedicato a Marc Márquez, che ha vinto l’ultimo titolo mondiale raggiungendo Valentino Rossi, nasce proprio dalla grande ammirazione per questo pilota. Lasciando da parte le polemiche, che purtroppo non mancano mai in nessuno sport, siamo di fronte a un talento enorme. Un fenomeno. Lui e Valentino Rossi hanno davvero segnato un’epoca. Io li definisco un po’ come Messi e Ronaldo nel calcio, scelga lei chi è chi. Io credo che Valentino sia più ‘Ronaldo’, perché si è costruito, si è costruito bene, mentre Márquez è più un talento naturale, come Messi. Ho fatto subito questa comparazione e ho raccontato tutta la stagione scorsa, io ero convinto che nel momento del passaggio alla Ducati ufficiale lui potesse vincere il mondiale. Anzi, potesse non solo vincerlo, ma dominarlo, perché è più forte, in questo momento nella MotoGP non c’è un pilota che possa avvicinarsi a lui. Lo aveva dimostrato già con una Ducati non ufficiale, lottando praticamente per il mondiale contro quelli che avevano la moto ufficiale. Ha vinto questo mondiale a mani basse, purtroppo poi è finito male con quell’incidente che ha condizionato tutto. Io ho scritto questo libro partendo proprio dall’inizio, perché ero convinto che potesse vincere. Ho raccontato tutte le gare a modo mio, una sorta di telecronaca scritta, perché è un po’ il mio sogno mancato, raccontare una gara di MotoGP. Ho raccolto tutte le dichiarazioni post-gara dei piloti e degli addetti ai lavori e l’ho raccontata con il mio punto di vista: dove stavo, con chi stavo, come l’ho vissuta. Poi, nel finale, le dico una cosa veloce sul titolo, l’idea è stata di mia moglie, che è di un paesino vicino a Valentino Rossi, quindi è anche super tifosa. Vicino Tavullia. Quando c’era questa idea di fare il libro non riuscivo a trovare il titolo e lei mi ha detto: ‘Visto che raggiunge Valentino Rossi, fai: Marc quanto vale’. Che poi è la domanda finale del libro: ‘Marc, quanto vale?’. E rispondono tantissimi ex piloti e addetti ai lavori. È un confronto tecnico che va al di là delle polemiche, perché spesso ci concentriamo sulle polemiche e non sugli aspetti tecnici di chi gioca a calcio o di chi guida un mezzo. Ho voluto fare questo omaggio a un grande campione. Poi, se mi chiede personalmente se è il più forte di tutti, le dico di sì, per me è il più grande. Ma è un pensiero mio, condivisibile o non condivisibile. La copertina è disegnata da un professionista straordinario, Massimo Paravani. Ha realizzato opere pazzesche nel mondo dello sport, in tutti gli sport e all’interno ci sono due disegni in bianco e nero, che rappresentano due momenti iconici della stagione. Quindi non ci sono foto, ma disegni fatti da questo artista straordinario".
 
Il libro può essere già ordinato?
"Sì, è uscito il 30 gennaio. Si può trovare nelle varie librerie"
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04/02/2026 - 12:46

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio:
 
Chi è stata, per lei, la regina del mercato invernale in Italia?
 
"Domanda che ci sta tutta, ce la siamo fatta anche noi. A regime è stato un mercato pessimo. Un mercato in cui il segnale che è venuto fuori è che ci sono grandi difficoltà un po’ per tutti. Se dovessi individuare una ‘regina’, dando un voto leggermente positivo, lo darei alla Roma per l’acquisto di Malen. Sembra paradossale, ma uno che di fatto era quasi un’alternativa altrove, da noi diventa un giocatore importante. Per il resto mi sembrano tutte operazioni di contorno, che non cambiano nulla. Ecco, sembrerebbe, avere qualcosa in più, ma già nella partita contro l’Udinese non è andato benissimo. È partito subito a bomba, ma non vorrei mai che fosse un fuoco di paglia, nel campionato italiano lo deve vedere un attimo. Quindi regina, nessuno, però un voto leggermente positivo lo do alla Roma. Ma stiamo parlando di  un 6 e mezzo. Il resto balla tra 5 e 6, qualcuno prende 4, poca roba".
 
Le chiedo del Napoli, cede Marianucci e Ambrosino dopo la "guerra mediatica" tra Conte e Giuffredi, si era già liberato di Lucca e Noa Lang e prende Alisson Santos e Giovane. Che voto diamo al mercato del Napoli?
 
"Siamo lì, diciamo un 6 meno. Hanno preso Giovane del Verona che ha una buona prospettiva, lo inseriscono e vediamo. Poi, però, un voto lo do anche a un giocatore che ‘alberga’ in casa, Vergara. Vergara viene fuori senza programmazione, grazie agli infortuni. Ha grandissime qualità ma Conte non ha avuto coraggio. Io ho già scritto un pezzo che uscirà su Tuttomercatoweb.com, ho detto ‘ma dove stava questo? Chi non l’ha visto fino a oggi?’. Perché, insomma, è anche casuale che lui venga fuori, non c’è stata una programmazione. Viene fuori perché a Napoli perdi i pezzi continuamente e dici ‘buttiamo dentro ‘sto ragazzo e vediamo che succede’. Qui c’è una grande mancanza del calcio italiano, non è possibile che un ragazzo con queste qualità lo vedi solo nell’emergenza. Già siamo a un’età in cui questo ragazzo doveva aver espresso qualcosa in più. Sicuramente ci saranno anche sue responsabilità, perché non è sbocciato prima. Però non vederlo fino a oggi, mi domando come si lavori nel calcio italiano".
 
Abbiamo letto tante polemiche sui social e sui quotidiani nelle ultime settimane, che si interrogavano anche sulla questione Conte-Vergara dopo le parole di Giuffredi, che diceva: “Se non ci fossero stati gli infortuni, Vergara non avrebbe mai giocato”. Ed è così. Allora le chiedo, qualcuno dice “Eh, però poi che fai? Avresti messo fuori Politano, piuttosto che Lang, piuttosto che Neres per far giocare un ragazzino?”. Però saper gestire rotazioni e minutaggio dovrebbe essere una skill in possesso di un allenatore quotato come Antonio Conte. Perché noi non abbiamo mai detto che Vergara dovesse prendere il posto di qualcuno, ma sicuramente non doveva arrivare a gennaio con soli cinque minuti giocati. Cosa ne pensa?
 
"Io dico questo. Perché poi ci accorgiamo che Vergara è un buon giocatore, un buon prospetto, però arriviamo troppo tardi. Quindi secondo me ci deve essere più coraggio. Poi il Napoli va a prendere Noa Lang, pagandolo un sacco di soldi, ma cosa ha fatto Lang a Napoli per meritare quel tipo di spesa e magari sacrificare qualche giocatore? Niente. Quindi perché spendere quei soldi? Allora, che ne so, provare a far giocare più partite Vergara, farlo vedere dall’inizio e spendere quei soldi in un altro settore del campo, dove potevano essere più utili. Non lo so.
Io credo che sul mercato del Napoli qualcuno dovrebbe anche spiegare qualcosa. Perché mi sembra che a gennaio siano stati ceduti due pezzi che erano un colpo rapido, un fiore all’occhiello del mercato del Napoli dell’estate".
 
Se chiediamo degli infortuni ci dicono "parlate con i dottori", sul mercato "non so perché dobbiamo parlare", e quindi si va avanti così. Condivide?
 
"Sì, purtroppo lo abbiamo detto più volte, c’è una mancanza di comunicazione in casa Napoli. Conte non parla nel pre-gara di Champions dal lontano 17 ottobre. Il problema secondo me è che, qualora gli chiedessimo perché sono stati bocciati, ad esempio, Lang, Lucca ma anche Beukema, che è rimasto al Napoli e Conte lo ha distrutto dopo la partita con la Fiorentina con le sue dichiarazioni. Qualcuno dovrebbe chiedergli conto di questi investimenti, perché non voglio pensare che in casa Napoli comandi qualcuno che non sia Antonio Conte".
 
Il Napoli è ancora in corsa per lo scudetto?
"Per me no. Glielo dico con grande dispiacere, perché io ci avevo creduto tanto in questo Napoli quest’anno. Però là davanti vedo un’Inter che non so come possa rallentare. Soprattutto mi chiedo, c’è qualche squadra che può vincere tutte queste partite consecutive come ha fatto l’Inter? L’unica squadra che sta tenendo botta è il Milan, bisogna fare i complimenti: tra infortuni e cose varie sta tenendo botta. Ha un impegno solo a settimana e lo sta sfruttando benissimo, come fece anche il Napoli l’anno scorso".
 
Direttore, parliamo di “Marc, quanto vale”, la sua ultima fatica letteraria: cosa voleva trasmettere ai lettori?
 
"Alla base c’è una grandissima passione per le moto e in particolare per la MotoGP, è una passione che ho da sempre, dagli anni ’80. Essendo del ’72, qualche annetto ce l’ho però mi è sempre piaciuto questo sport. Non lo nascondo che ho anche sfiorato, diciamo così, questo mondo qualche anno fa lavorando per la Superbike, mi sono divertito tantissimo. È proprio una passione che ho da sempre e la MotoGP mi è sempre piaciuta, l’ho sempre seguita. Le devo dire che l’idea di scrivere questo libro, dedicato a Marc Márquez, che ha vinto l’ultimo titolo mondiale raggiungendo Valentino Rossi, nasce proprio dalla grande ammirazione per questo pilota. Lasciando da parte le polemiche, che purtroppo non mancano mai in nessuno sport, siamo di fronte a un talento enorme. Un fenomeno. Lui e Valentino Rossi hanno davvero segnato un’epoca. Io li definisco un po’ come Messi e Ronaldo nel calcio, scelga lei chi è chi. Io credo che Valentino sia più ‘Ronaldo’, perché si è costruito, si è costruito bene, mentre Márquez è più un talento naturale, come Messi. Ho fatto subito questa comparazione e ho raccontato tutta la stagione scorsa, io ero convinto che nel momento del passaggio alla Ducati ufficiale lui potesse vincere il mondiale. Anzi, potesse non solo vincerlo, ma dominarlo, perché è più forte, in questo momento nella MotoGP non c’è un pilota che possa avvicinarsi a lui. Lo aveva dimostrato già con una Ducati non ufficiale, lottando praticamente per il mondiale contro quelli che avevano la moto ufficiale. Ha vinto questo mondiale a mani basse, purtroppo poi è finito male con quell’incidente che ha condizionato tutto. Io ho scritto questo libro partendo proprio dall’inizio, perché ero convinto che potesse vincere. Ho raccontato tutte le gare a modo mio, una sorta di telecronaca scritta, perché è un po’ il mio sogno mancato, raccontare una gara di MotoGP. Ho raccolto tutte le dichiarazioni post-gara dei piloti e degli addetti ai lavori e l’ho raccontata con il mio punto di vista: dove stavo, con chi stavo, come l’ho vissuta. Poi, nel finale, le dico una cosa veloce sul titolo, l’idea è stata di mia moglie, che è di un paesino vicino a Valentino Rossi, quindi è anche super tifosa. Vicino Tavullia. Quando c’era questa idea di fare il libro non riuscivo a trovare il titolo e lei mi ha detto: ‘Visto che raggiunge Valentino Rossi, fai: Marc quanto vale’. Che poi è la domanda finale del libro: ‘Marc, quanto vale?’. E rispondono tantissimi ex piloti e addetti ai lavori. È un confronto tecnico che va al di là delle polemiche, perché spesso ci concentriamo sulle polemiche e non sugli aspetti tecnici di chi gioca a calcio o di chi guida un mezzo. Ho voluto fare questo omaggio a un grande campione. Poi, se mi chiede personalmente se è il più forte di tutti, le dico di sì, per me è il più grande. Ma è un pensiero mio, condivisibile o non condivisibile. La copertina è disegnata da un professionista straordinario, Massimo Paravani. Ha realizzato opere pazzesche nel mondo dello sport, in tutti gli sport e all’interno ci sono due disegni in bianco e nero, che rappresentano due momenti iconici della stagione. Quindi non ci sono foto, ma disegni fatti da questo artista straordinario".
 
Il libro può essere già ordinato?
"Sì, è uscito il 30 gennaio. Si può trovare nelle varie librerie"