Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC esalta le caratteristiche uniche di Antonio Conte, tecnico del Napoli: "Conte, secondo me, resta l’uomo giusto per il Napoli. L’ho voluto senza se e senza ma come allenatore del Napoli. L’ho detto a tutti i capi compresi quando c’era una rosa di nomi. Lo dissi con abbondante anticipo: quando il Napoli franava al decimo posto, l’unico che poteva far risorgere il Napoli era Antonio Conte. La sua storia parlava chiaro: l’aveva fatto alla Juve, l’aveva fatto al Chelsea, l’aveva fatto all’Inter che non vinceva da dieci anni. L’ha fatto al Napoli, prova provata nel suo terreno migliore, nelle sue qualità migliori. Conte è straordinario nel prendere un gruppo precipitato e portarlo di nuovo al vertice. In questo è il numero uno assoluto a livello mondiale. Non ha eguali: né Guardiola, né Ancelotti, né Mourinho, né Capello, né chi volete voi. Nessuno è riuscito a fare come Conte: prendere gruppi in forte difficoltà e portarli a vincere. Incide sulla società, pretende moltissimo, lavora tanto. Detto questo, credo che Conte finché è al comando di una barca, quella barca è destinata a veleggiare verso il successo. Vincere è un altro discorso, perché vince uno solo, ma con Conte sei competitivo. Non abbasserà mai la sua competitività. Ha dei limiti, certo: minutaggio, gestione della rosa, sostituzioni poche e tardive, un rapporto molto netto con i giocatori. O ti fidi o non ti fidi. Se uno non risponde alle sue aspettative, viene messo da parte. Questo è Antonio Conte, che piaccia o non piaccia. Alcune cose non mi piacciono, come una preparazione durissima o una gestione che può portare a infortuni, ma non ho le competenze per attribuire colpe. Tuttavia, certe dinamiche non possono essere solo sfortuna. Per il resto, resta un condottiero. Finché Conte è a Napoli, io mi sento tranquillo".
di Redazione
06/02/2026 - 10:27
Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC esalta le caratteristiche uniche di Antonio Conte, tecnico del Napoli: "Conte, secondo me, resta l’uomo giusto per il Napoli. L’ho voluto senza se e senza ma come allenatore del Napoli. L’ho detto a tutti i capi compresi quando c’era una rosa di nomi. Lo dissi con abbondante anticipo: quando il Napoli franava al decimo posto, l’unico che poteva far risorgere il Napoli era Antonio Conte. La sua storia parlava chiaro: l’aveva fatto alla Juve, l’aveva fatto al Chelsea, l’aveva fatto all’Inter che non vinceva da dieci anni. L’ha fatto al Napoli, prova provata nel suo terreno migliore, nelle sue qualità migliori. Conte è straordinario nel prendere un gruppo precipitato e portarlo di nuovo al vertice. In questo è il numero uno assoluto a livello mondiale. Non ha eguali: né Guardiola, né Ancelotti, né Mourinho, né Capello, né chi volete voi. Nessuno è riuscito a fare come Conte: prendere gruppi in forte difficoltà e portarli a vincere. Incide sulla società, pretende moltissimo, lavora tanto. Detto questo, credo che Conte finché è al comando di una barca, quella barca è destinata a veleggiare verso il successo. Vincere è un altro discorso, perché vince uno solo, ma con Conte sei competitivo. Non abbasserà mai la sua competitività. Ha dei limiti, certo: minutaggio, gestione della rosa, sostituzioni poche e tardive, un rapporto molto netto con i giocatori. O ti fidi o non ti fidi. Se uno non risponde alle sue aspettative, viene messo da parte. Questo è Antonio Conte, che piaccia o non piaccia. Alcune cose non mi piacciono, come una preparazione durissima o una gestione che può portare a infortuni, ma non ho le competenze per attribuire colpe. Tuttavia, certe dinamiche non possono essere solo sfortuna. Per il resto, resta un condottiero. Finché Conte è a Napoli, io mi sento tranquillo".