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RADIO CRC - Chiariello: "L'arbitro di campo resta insostituibile, VAR e AVAR devono aiutarlo, non sostituirlo, complotti? Parlarne è ridicolo"
20.03.2026 11:03 di Napoli Magazine
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Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC si è soffermato sul ruolo del VAR: "Quando si parla di errori clamorosi in sala VAR perché non si è dato rigore, si commette un errore ancora più grave: si fraintende il ruolo della VAR. Chi è al monitor deve verificare una cosa fondamentale: se l'arbitro non ha visto il contatto. Poi la valutazione spetta all'arbitro di campo. Oggi invece spesso si decide al monitor e si indirizza l'arbitro. Non si dice “c'è un contatto, valutalo”, ma “c'è un rigore, vai a vederlo”. Questo snatura il sistema. Un calciatore si butta a terra per avere un vantaggio. Se è in condizione di giocare il pallone, non ha motivo di cadere. Questo è un principio di buon senso che dovrebbe guidare le decisioni. Alla fine si perde di vista l'obiettivo: a chi giova? Se c'è un vantaggio procurato o uno svantaggio subito, allora c'è fallo. Oggi si è persa ogni certezza. Si sta arbitrando troppo al monitor. Il calcio non si giudica solo in TV: si giudica dal campo. L'arbitro di campo resta insostituibile. VAR e AVAR devono aiutarlo, non sostituirlo. Non è una questione di complotti. Parlare di complotti è ridicolo. Le designazioni arbitrali non seguono logiche oscure. Parliamo piuttosto di come migliorare il sistema, non di fantasie. I complotti stanno nella testa di chi li vede ovunque".

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RADIO CRC - Chiariello: "L'arbitro di campo resta insostituibile, VAR e AVAR devono aiutarlo, non sostituirlo, complotti? Parlarne è ridicolo"

di Redazione

20/03/2026 - 11:03

Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC si è soffermato sul ruolo del VAR: "Quando si parla di errori clamorosi in sala VAR perché non si è dato rigore, si commette un errore ancora più grave: si fraintende il ruolo della VAR. Chi è al monitor deve verificare una cosa fondamentale: se l'arbitro non ha visto il contatto. Poi la valutazione spetta all'arbitro di campo. Oggi invece spesso si decide al monitor e si indirizza l'arbitro. Non si dice “c'è un contatto, valutalo”, ma “c'è un rigore, vai a vederlo”. Questo snatura il sistema. Un calciatore si butta a terra per avere un vantaggio. Se è in condizione di giocare il pallone, non ha motivo di cadere. Questo è un principio di buon senso che dovrebbe guidare le decisioni. Alla fine si perde di vista l'obiettivo: a chi giova? Se c'è un vantaggio procurato o uno svantaggio subito, allora c'è fallo. Oggi si è persa ogni certezza. Si sta arbitrando troppo al monitor. Il calcio non si giudica solo in TV: si giudica dal campo. L'arbitro di campo resta insostituibile. VAR e AVAR devono aiutarlo, non sostituirlo. Non è una questione di complotti. Parlare di complotti è ridicolo. Le designazioni arbitrali non seguono logiche oscure. Parliamo piuttosto di come migliorare il sistema, non di fantasie. I complotti stanno nella testa di chi li vede ovunque".