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RAI - Repice: "Il gol di Koulibaly contro la Juventus nel 2018 mi emoziona ancora"
13.02.2026 00:56 di Napoli Magazine
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Francesco Repice, telecronista, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino. Ecco un estratto: "Sono tifoso della Roma e lo sanno tutti. Ma quando inizio la radiocronaca quella parte lì di me si spegne. Riferisco ciò che accade in campo senza prenderne parte. È l'unico momento in cui smetto di parteggiare per una squadra. Poi se in campo c'è la Nazionale o una squadra italiana in coppa cambia tutto. E c'è di più... La mia soddisfazione più grande? Per mesi all'Olimpico veniva mostrato il gol di Lulic in Coppa Italia contro la Roma sotto c'era la mia radiocronaca: vuol dire che avevo fatto bene il mio mestiere".

Il suo magic moment raccontando il Napoli?

"Non ci sono dubbi. Il gol di Koulibaly contro la Juventus nel 2018. È stato come stappare una bottiglia di un vino buono che era lì da 100 anni, dai tempi di Maradona. Lasciamo stare come sia finito il campionato, quel gol mi emoziona ancora. In quel momento c'era un entusiasmo prorompente nel Napoli di Sarri, era l'espressione del calcio che per di più si manifestava in una squadra del sud. Quel gol, lo sguardo dei tifosi a Torino: sono cose che vanno oltre. In radiocronaca esalto tutte le squadre che vincono e giocano bene a pallone: quel Napoli, come quello dei due titoli con Spalletti e Conte era uno spot per il calcio".

I ricordi dei due ultimi scudetti?
"A Udine nel 2023 ero in hotel con il Napoli, avevo chiesto il permesso a Spalletti. E la mattina dopo lo incontrai a colazione, mi guardò e mi disse 'Che è successo?'. Mentre dopo Napoli-Cagliari mi ritrovai in collegamento con Ottavio Bianchi che si ricordò dei nostri primi incontri quando allenava la squadra di Maradona".
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RAI - Repice: "Il gol di Koulibaly contro la Juventus nel 2018 mi emoziona ancora"

di Redazione

13/02/2026 - 00:56

Francesco Repice, telecronista, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino. Ecco un estratto: "Sono tifoso della Roma e lo sanno tutti. Ma quando inizio la radiocronaca quella parte lì di me si spegne. Riferisco ciò che accade in campo senza prenderne parte. È l'unico momento in cui smetto di parteggiare per una squadra. Poi se in campo c'è la Nazionale o una squadra italiana in coppa cambia tutto. E c'è di più... La mia soddisfazione più grande? Per mesi all'Olimpico veniva mostrato il gol di Lulic in Coppa Italia contro la Roma sotto c'era la mia radiocronaca: vuol dire che avevo fatto bene il mio mestiere".

Il suo magic moment raccontando il Napoli?

"Non ci sono dubbi. Il gol di Koulibaly contro la Juventus nel 2018. È stato come stappare una bottiglia di un vino buono che era lì da 100 anni, dai tempi di Maradona. Lasciamo stare come sia finito il campionato, quel gol mi emoziona ancora. In quel momento c'era un entusiasmo prorompente nel Napoli di Sarri, era l'espressione del calcio che per di più si manifestava in una squadra del sud. Quel gol, lo sguardo dei tifosi a Torino: sono cose che vanno oltre. In radiocronaca esalto tutte le squadre che vincono e giocano bene a pallone: quel Napoli, come quello dei due titoli con Spalletti e Conte era uno spot per il calcio".

I ricordi dei due ultimi scudetti?
"A Udine nel 2023 ero in hotel con il Napoli, avevo chiesto il permesso a Spalletti. E la mattina dopo lo incontrai a colazione, mi guardò e mi disse 'Che è successo?'. Mentre dopo Napoli-Cagliari mi ritrovai in collegamento con Ottavio Bianchi che si ricordò dei nostri primi incontri quando allenava la squadra di Maradona".