Lo scorso 26 marzo è scomparso all'età di 79 anni Beppe Savoldi, ex attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli. Attraverso il proprio account Instagram suo figlio Gianluca Savoldi, anch'esso ex attaccante azzurro, gli ha dedicato una lunga lettera di addio: "Sono stato iscritto all’anagrafe come Gianluca Savoldi (Gianluca Savoldi e basta, voglio dire) ma di fatto sono stato sempre il figlio di Savoldi, öl scèt del Beppe, o figl ‘e Beppe-gol. Mi sono sempre sentito in imbarazzo quando mi presentavano: sai chi è lui? È il figlio di… Un epiteto che mi ha accompagnato per tutta la vita. Non mi era concesso di avere un’opinione: -chi ti credi di essere, parli solo perchè sei figlio di Savoldi. Il papà peró era più forte, non c’è paragone con suo padre- etc etc. Ho sempre pensato che non sarei mai stato come te e, peggio ancora, aver avuto te come papa, mi ha portato a pensare di me, meno di quello che ero. Ho vissuto cercando di renderti fiero di me, ma spesso non ci sono riuscito. So di averti deluso molte volte e questo è il mio piu grande dispiacere. Essere tuo figlio mi è costato tanti pregiudizi, tanta aspettativa ma sono molto orgoglioso di portare il tuo cognome. Fiero di essere un figlio di papà. Del mio papà. Potevi vivere da star ma hai preferito stare lontano dai riflettori; potevi fare la spesa da Peck ma hai preferito mangiare i pomodori e l’insalata del tuo orto, perchè avevano più sapore, più emozione. Chi ti ha conosciuto si è sempre stupito della tua semplicità, della tua umiltà, della tua modestia. Tutti si aspettavano un mister miliardo altezzoso e invece si trovavano davanti il vicino delle porta accanto. Ci hai insegnato il valore delle cose, che la felicità risiede nei piccoli dettagli. Bastava portarti in dono un po’ di origano della Sicilia o cose così, che ti entusiasmavi come un bimbo che riceve un giocattolo. Sei stato un padre di famiglia accentratore, ci hai voluti nella stessa casa, una guida sicura e autoritaria; eri un esempio concreto, poche parole tanti fatti, come noi bergamaschi amiamo essere; un uomo pragmatico, di sostanza. Un esempio di tenacia, determinazione. Adesso per me arriva il difficile, non mi sentiró più tanto al sicuro come mi sono sentito con te, da sempre. Sarà difficile prendere decisioni ma siccome ti conosco molto bene sarà come sentirti. Saro sempre, con grande fierezza, un figlio di papà".
di Redazione
01/04/2026 - 20:14
Lo scorso 26 marzo è scomparso all'età di 79 anni Beppe Savoldi, ex attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli. Attraverso il proprio account Instagram suo figlio Gianluca Savoldi, anch'esso ex attaccante azzurro, gli ha dedicato una lunga lettera di addio: "Sono stato iscritto all’anagrafe come Gianluca Savoldi (Gianluca Savoldi e basta, voglio dire) ma di fatto sono stato sempre il figlio di Savoldi, öl scèt del Beppe, o figl ‘e Beppe-gol. Mi sono sempre sentito in imbarazzo quando mi presentavano: sai chi è lui? È il figlio di… Un epiteto che mi ha accompagnato per tutta la vita. Non mi era concesso di avere un’opinione: -chi ti credi di essere, parli solo perchè sei figlio di Savoldi. Il papà peró era più forte, non c’è paragone con suo padre- etc etc. Ho sempre pensato che non sarei mai stato come te e, peggio ancora, aver avuto te come papa, mi ha portato a pensare di me, meno di quello che ero. Ho vissuto cercando di renderti fiero di me, ma spesso non ci sono riuscito. So di averti deluso molte volte e questo è il mio piu grande dispiacere. Essere tuo figlio mi è costato tanti pregiudizi, tanta aspettativa ma sono molto orgoglioso di portare il tuo cognome. Fiero di essere un figlio di papà. Del mio papà. Potevi vivere da star ma hai preferito stare lontano dai riflettori; potevi fare la spesa da Peck ma hai preferito mangiare i pomodori e l’insalata del tuo orto, perchè avevano più sapore, più emozione. Chi ti ha conosciuto si è sempre stupito della tua semplicità, della tua umiltà, della tua modestia. Tutti si aspettavano un mister miliardo altezzoso e invece si trovavano davanti il vicino delle porta accanto. Ci hai insegnato il valore delle cose, che la felicità risiede nei piccoli dettagli. Bastava portarti in dono un po’ di origano della Sicilia o cose così, che ti entusiasmavi come un bimbo che riceve un giocattolo. Sei stato un padre di famiglia accentratore, ci hai voluti nella stessa casa, una guida sicura e autoritaria; eri un esempio concreto, poche parole tanti fatti, come noi bergamaschi amiamo essere; un uomo pragmatico, di sostanza. Un esempio di tenacia, determinazione. Adesso per me arriva il difficile, non mi sentiró più tanto al sicuro come mi sono sentito con te, da sempre. Sarà difficile prendere decisioni ma siccome ti conosco molto bene sarà come sentirti. Saro sempre, con grande fierezza, un figlio di papà".