Sei mesi alla Fiorentina altamente dimenticabili, poi lo scorso gennaio il passaggio allo Schalke 04, dove Edin Dzeko ha già ritrovato il vecchio feeling con il gol. L'attaccante bosniaco si è raccontato oggi alla Bild ed è tornato sull'addio ai viola: "Ho giocato a Parma con la mia ex squadra, la Fiorentina, a fine dicembre. Era una partita cruciale per la Fiorentina contro una squadra candidata direttamente alla retrocessione. Ero in panchina e, poco dopo l'intervallo, siamo andati in svantaggio. Mi sono riscaldato e, pochi minuti prima del fischio finale, il nostro allenatore ha effettuato un'altra sostituzione. Ha sostituito un difensore e ne ha inserito un altro (Gosens per Parisi, ndr)".
A quel punto Dzeko capì che il suo tempo a Firenze era già finito: "Mi sono detto: "Non può andare avanti così". Ho chiamato il mio agente subito dopo la partita e gliel'ho detto. Il giorno dopo la partita, abbiamo pranzato con la squadra. Dopo pranzo, mi sono seduto da solo in sala e ho riflettuto. Mi sono chiesto: cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Ho trovato la risposta: uno stadio emozionante con tifosi scatenati. Un club che possa trascinarmi di nuovo. Improvvisamente, mi è venuto in mente lo Schalke. In quel momento, ho subito preso il telefono e ho mandato un messaggio al mio caro amico Nikola Katic (difensore dello Schalke04 e della Bosnia, ndr).
Cosa gli ho scritto? Se avessero ancora bisogno di un attaccante. Mi ha chiamato subito e mi ha chiesto se poteva mettermi in contatto con l'allenatore. Ho detto: "Sì, volentieri". Poi tutto ha cominciato ad andare per il verso giusto".
di Redazione
26/02/2026 - 14:23
Sei mesi alla Fiorentina altamente dimenticabili, poi lo scorso gennaio il passaggio allo Schalke 04, dove Edin Dzeko ha già ritrovato il vecchio feeling con il gol. L'attaccante bosniaco si è raccontato oggi alla Bild ed è tornato sull'addio ai viola: "Ho giocato a Parma con la mia ex squadra, la Fiorentina, a fine dicembre. Era una partita cruciale per la Fiorentina contro una squadra candidata direttamente alla retrocessione. Ero in panchina e, poco dopo l'intervallo, siamo andati in svantaggio. Mi sono riscaldato e, pochi minuti prima del fischio finale, il nostro allenatore ha effettuato un'altra sostituzione. Ha sostituito un difensore e ne ha inserito un altro (Gosens per Parisi, ndr)".
A quel punto Dzeko capì che il suo tempo a Firenze era già finito: "Mi sono detto: "Non può andare avanti così". Ho chiamato il mio agente subito dopo la partita e gliel'ho detto. Il giorno dopo la partita, abbiamo pranzato con la squadra. Dopo pranzo, mi sono seduto da solo in sala e ho riflettuto. Mi sono chiesto: cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Ho trovato la risposta: uno stadio emozionante con tifosi scatenati. Un club che possa trascinarmi di nuovo. Improvvisamente, mi è venuto in mente lo Schalke. In quel momento, ho subito preso il telefono e ho mandato un messaggio al mio caro amico Nikola Katic (difensore dello Schalke04 e della Bosnia, ndr).
Cosa gli ho scritto? Se avessero ancora bisogno di un attaccante. Mi ha chiamato subito e mi ha chiesto se poteva mettermi in contatto con l'allenatore. Ho detto: "Sì, volentieri". Poi tutto ha cominciato ad andare per il verso giusto".