Alberto Aquilani, allenatore del Catanzaro, è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo il successo nella semifinale dei playoff di Serie B contro il Palermo.
Complimenti, perché veramente l’hai chiamata impresa ed è veramente quello che è: passare il turno, andare in finale contro una corazzata e soprattutto dando segnali di essere una squadra che sa interpretare tante situazioni. L’andata, giocando un calcio straordinario, dominando in lungo e in largo, e venendo al ritorno a far vedere una faccia da quella che serviva stasera. Per me c’è un’elaborazione della squadra incredibile, perché non bastano linee di gioco, non basta saper giocare, devi poi completare col carattere quello che avete messo in campo stasera. Quindi siete una squadra veramente pronta a sognare, anche di fare ancora di più.
"Sì, sì, io sono assolutamente d’accordo, perché nel calcio oggi non basta solo giocare bene, non basta solo essere bravi tecnicamente, ma serve riconoscere che tipo di partita serve, in che momento serve. Io credo che questa squadra, nel percorso del campionato, ha migliorato tanto questo aspetto. Oggi siamo partiti, ragazzi: c’era una bolgia qui, tanti ragazzi che era la prima volta che si giocavano una partita del genere. Parti, dopo due minuti sei sotto di 1-0, non è facile. Quindi per questo io mi emoziono, perché l’impresa che è stata fatta con tutte queste difficoltà del campo, degli avversari eccetera, deve essere chiamata impresa. Mi piace pensarla così. E è ovvio che adesso dobbiamo essere bravi e lucidi di festeggiare sicuramente, però ancora manca un pezzettino se vogliamo sognare e portarlo fino in fondo".
Ci racconta cosa è successo in campo?
"Ma ti dico la verità: io a un certo punto non ci ho capito più niente, perché è scoppiato un petardo vicino a un nostro collaboratore. Questo collaboratore è svenuto, abbiamo dovuto chiamare i soccorsi. Poi c’era un po’ di confusione, però niente di che con i giocatori avversari, niente di che con la parte di campo, niente di che. Quindi dispiace, sono cose che succedono. Peccato, perché qualcuno magari si poteva far male.
E adesso arriva il Monza, avversario. Lo chiedevamo anche al suo attaccante Filippo Pittarello, che anche in campionato insomma vi ha fatto soffrire abbastanza: avete perso lì, avete pareggiato 1-1, una partita con qualche tensione. Cosa dice del prossimo avversario?
"Sì, ma è un’altra corazzata. Ragazzi, noi siamo il brutto anatroccolo. Noi siamo qui per dar fastidio. Noi dobbiamo essere sereni, dobbiamo giocarci la nostra partita con le nostre armi. Sappiamo che andiamo contro delle squadre che sulla carta non dovrebbero entrare niente con noi, però con un po’ di idee, con il cuore, con il coraggio, ce la andiamo a giocare. È ovvio che è una montagna lunga e ti dico che ne abbiamo fatto già un gran pezzo, e quindi manca un pezzettino e noi per la nostra gente ci dobbiamo mettere in tutti i modi.
Il lavoro che ha fatto quest’anno con i giovani ovviamente è stato supportato dalla sua esperienza, soprattutto ai tempi della Fiorentina. C’è qualcuno che secondo lei è pronto già per il grande salto? Che lavoro è stato con questi ragazzi? Che insomma hanno mostrato molta personalità.
"Sì, ma io ho avuto la fortuna di avere giovani forti che hanno capito che ci vuole del tempo, che hanno capito che il campionato di Serie B è diverso dal settore giovanile, che hanno capito che per giocare a questi livelli, in questo tipo di partite, poi servono quelle componenti di cui avevamo parlato prima. E quindi è stato un crescendo, e io ho cercato di dargli tutti i miei consigli e ho cercato di proteggerli anche da situazioni che potrebbero essere di troppa pressione iniziale. Però vi assicuro che poi io ho fatto poco altro, perché sono ragazzi che hanno delle qualità incredibili".
Tutto chiarito comunque con Pippo, visto che all’andata c’era stato qualche screzio?
"No, ma non è niente, non è successo niente, quindi mi dispiace perché poi si ingrandisce tutto. È come se poi è passato il messaggio che io vedessi tu qualcosa alla squadra, ai tifosi. Quelle sono cose di campo, che ne succedono mille, ma niente di che, assolutamente".
di Redazione
20/05/2026 - 23:00
Alberto Aquilani, allenatore del Catanzaro, è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo il successo nella semifinale dei playoff di Serie B contro il Palermo.
Complimenti, perché veramente l’hai chiamata impresa ed è veramente quello che è: passare il turno, andare in finale contro una corazzata e soprattutto dando segnali di essere una squadra che sa interpretare tante situazioni. L’andata, giocando un calcio straordinario, dominando in lungo e in largo, e venendo al ritorno a far vedere una faccia da quella che serviva stasera. Per me c’è un’elaborazione della squadra incredibile, perché non bastano linee di gioco, non basta saper giocare, devi poi completare col carattere quello che avete messo in campo stasera. Quindi siete una squadra veramente pronta a sognare, anche di fare ancora di più.
"Sì, sì, io sono assolutamente d’accordo, perché nel calcio oggi non basta solo giocare bene, non basta solo essere bravi tecnicamente, ma serve riconoscere che tipo di partita serve, in che momento serve. Io credo che questa squadra, nel percorso del campionato, ha migliorato tanto questo aspetto. Oggi siamo partiti, ragazzi: c’era una bolgia qui, tanti ragazzi che era la prima volta che si giocavano una partita del genere. Parti, dopo due minuti sei sotto di 1-0, non è facile. Quindi per questo io mi emoziono, perché l’impresa che è stata fatta con tutte queste difficoltà del campo, degli avversari eccetera, deve essere chiamata impresa. Mi piace pensarla così. E è ovvio che adesso dobbiamo essere bravi e lucidi di festeggiare sicuramente, però ancora manca un pezzettino se vogliamo sognare e portarlo fino in fondo".
Ci racconta cosa è successo in campo?
"Ma ti dico la verità: io a un certo punto non ci ho capito più niente, perché è scoppiato un petardo vicino a un nostro collaboratore. Questo collaboratore è svenuto, abbiamo dovuto chiamare i soccorsi. Poi c’era un po’ di confusione, però niente di che con i giocatori avversari, niente di che con la parte di campo, niente di che. Quindi dispiace, sono cose che succedono. Peccato, perché qualcuno magari si poteva far male.
E adesso arriva il Monza, avversario. Lo chiedevamo anche al suo attaccante Filippo Pittarello, che anche in campionato insomma vi ha fatto soffrire abbastanza: avete perso lì, avete pareggiato 1-1, una partita con qualche tensione. Cosa dice del prossimo avversario?
"Sì, ma è un’altra corazzata. Ragazzi, noi siamo il brutto anatroccolo. Noi siamo qui per dar fastidio. Noi dobbiamo essere sereni, dobbiamo giocarci la nostra partita con le nostre armi. Sappiamo che andiamo contro delle squadre che sulla carta non dovrebbero entrare niente con noi, però con un po’ di idee, con il cuore, con il coraggio, ce la andiamo a giocare. È ovvio che è una montagna lunga e ti dico che ne abbiamo fatto già un gran pezzo, e quindi manca un pezzettino e noi per la nostra gente ci dobbiamo mettere in tutti i modi.
Il lavoro che ha fatto quest’anno con i giovani ovviamente è stato supportato dalla sua esperienza, soprattutto ai tempi della Fiorentina. C’è qualcuno che secondo lei è pronto già per il grande salto? Che lavoro è stato con questi ragazzi? Che insomma hanno mostrato molta personalità.
"Sì, ma io ho avuto la fortuna di avere giovani forti che hanno capito che ci vuole del tempo, che hanno capito che il campionato di Serie B è diverso dal settore giovanile, che hanno capito che per giocare a questi livelli, in questo tipo di partite, poi servono quelle componenti di cui avevamo parlato prima. E quindi è stato un crescendo, e io ho cercato di dargli tutti i miei consigli e ho cercato di proteggerli anche da situazioni che potrebbero essere di troppa pressione iniziale. Però vi assicuro che poi io ho fatto poco altro, perché sono ragazzi che hanno delle qualità incredibili".
Tutto chiarito comunque con Pippo, visto che all’andata c’era stato qualche screzio?
"No, ma non è niente, non è successo niente, quindi mi dispiace perché poi si ingrandisce tutto. È come se poi è passato il messaggio che io vedessi tu qualcosa alla squadra, ai tifosi. Quelle sono cose di campo, che ne succedono mille, ma niente di che, assolutamente".