Calcio
SKY - Ranieri incontra Sayf: "Ecco come ho vinto la Premier League con il Leicester"
02.05.2026 00:12 di Napoli Magazine
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"Mi sento un po’ come se abbiamo fatto il nuovo Leicester". Parola di Sayf, 27enne rapper e cantautore italiano, che dopo il secondo posto ottenuto nell'ultima edizione del Festival di Sanremo ricordò l'impresa leggendaria delle Foxes in Premier League. E alla guida di quella squadra c'era Claudio Ranieri, protagonista della chiacchierata insieme al cantante. Un dialogo intergenerazionale tra calcio e musica, ricordi e aneddoti speciali che potete trovare anche on demand nella programmazione speciale di Sky Sport dedicata al trionfo del Leicester a distanza di 10 anni.

Sayf: "Io l’ho citato un po’ così perché quello che poi è rimasto quantomeno a me, ma penso in realtà nella percezione collettiva, è un po’ il sogno…"

Ranieri: "In quel periodo devo dire che c’era un’energia positiva dietro alla squadra incredibile. Sono stato convinto di aver vinto la Premier League quando ho vinto la Premier League".

Sayf: "Il paragone è venuto spontaneo, magari anche un po’ dalle leggende e dall’esagerazione sicuramente. È sempre arrivata, come dire, una squadra di operai…”.

Ranieri: "Ce n’erano, ce n’erano. Il bello è che era una squadra considerata yo-yo, cioè saliva e scendeva dalle categorie tanto che è adesso è scesa nella nostra Serie C inglese. La cosa bella è stata che il presidente quando mi ingaggiò mi chiese di fare questi 40 punti che era un po’ il top per essere salvi il prima possibile. E da lì poi è nata tutta la leggenda. Io sono arrivato, la squadra già era in ritiro perché mandarono via l’allenatore. Mi chiamarono, io ebbi il tempo: quei due giorni mi preparai, vidi tutti i filmati o parecchi filmati delle partite dell’anno precedente dove la squadra riuscì a salvarsi nell’ultimo mese. La cambiai un pochino perché prima era abituata a giocare in un sistema differente. E io vedendo alcuni giocatori mi convinsi che era giusto cambiarli e poi pian piano quando si misero in forma anche gli altri la squadra cominciò a spingere veramente bene".

Sayf: "Mi incuriosisce sapere se c’è stata magari una partita che ha svoltato. E se posso fare una parentesi, quando a me viene fatta questa domanda, io mi trovo in difficoltà perché non c’è mai nel mio una partita di svolta. Non è che ti svegli e dici tutto è cambiato. È il lavoro, fatto passo dopo passo, che ogni volta aggiunge un centimetro. Magari ce n’è una dove effettivamente sfocia particolarmente, però penso che sia prima che dopo, rimane la colonna portante che è il lavoro, il metodo, le persone".

Ranieri: "Sono d’accordo con te perché io non posso tirar fuori una partita. Potrei dire io ho cominciato a cambiare proprio perché prendevamo troppi gol. Riuscii a portare in una buona condizione fisica due difensori per cui cambiai i due difensori esterni e la squadra da lì in poi cominciò a prendere meno gol. Potrebbe essere questa. Un’altra potrebbe essere che avevamo una serie di tre partite importanti col Manchester City fuori, Liverpool in casa e Arsenal fuori. E poi ci sarebbe stata la sosta per le Nazionali. Vardy mi fece: 'Mister, se facciamo nove punti?'. E io: 'Se facciamo nove punti vi dò tutta la settimana di vacanza'. Vincemmo 3-1 a Manchester, vincemmo col Liverpool. A Londra contro l’Arsenal stavamo vincendo 1-0, poi giocammo in dieci perché ci buttarono fuori un giocatore e alla fine al 93’ perdemmo la partita. Dentro gli spogliatoi erano tutti dispiaciuti e io dissi: 'Guardate, io vi ho sempre chiesto di darmi il massimo in ogni partita. Oggi abbiamo perso, ma avete giocato bene dando il massimo e per me avete conquistato i tre punti. Per cui sono nove, per cui tutta la settimana libera'. Quello potrebbe essere stato un altro mattoncino per la vittoria".

Sayf: "Ripensandoci adesso, poi sentendoti parlare, mi è venuto spontaneo. Anche se si vede di meno, nel nostro ambiente è molto lavoro di squadra. Sono grato del fatto che le persone con cui lavoro, con cui faccio video e foto a chi mi dà una mano, gli amici… Sono bene o male sempre gli stessi da quando abbiamo iniziato. Ed è fondamentale questo discorso di clima…".

Ranieri: "Questo io l’ho portato in tutte le mie esperienze, in tutte le mie squadre e in tutte le Nazioni che ho girato. Essere partecipi di un progetto ma con un sorriso. E poi per te che appunto devi salire sul palco, è importante sentirti in un ambiente particolare perché capisco la tua tensione nel momento in cui devi iniziare. Immagino i cinque minuti prima che devi salire sul palco. Tu sei giovane, ma credo anche che gli artisti più collaudati lo sentano…".

Sayf: "Penso che poi sia la spinta che ti fa fare effettivamente bene…".

Ranieri: "Anche i giocatori possono aver fatto 200-300 partite pure in Champions League, però devono avere quel qualcosa che li porta ad esprimersi al meglio. E così credo che sia anche per te".

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SKY - Ranieri incontra Sayf: "Ecco come ho vinto la Premier League con il Leicester"

di Redazione

02/05/2026 - 00:12

"Mi sento un po’ come se abbiamo fatto il nuovo Leicester". Parola di Sayf, 27enne rapper e cantautore italiano, che dopo il secondo posto ottenuto nell'ultima edizione del Festival di Sanremo ricordò l'impresa leggendaria delle Foxes in Premier League. E alla guida di quella squadra c'era Claudio Ranieri, protagonista della chiacchierata insieme al cantante. Un dialogo intergenerazionale tra calcio e musica, ricordi e aneddoti speciali che potete trovare anche on demand nella programmazione speciale di Sky Sport dedicata al trionfo del Leicester a distanza di 10 anni.

Sayf: "Io l’ho citato un po’ così perché quello che poi è rimasto quantomeno a me, ma penso in realtà nella percezione collettiva, è un po’ il sogno…"

Ranieri: "In quel periodo devo dire che c’era un’energia positiva dietro alla squadra incredibile. Sono stato convinto di aver vinto la Premier League quando ho vinto la Premier League".

Sayf: "Il paragone è venuto spontaneo, magari anche un po’ dalle leggende e dall’esagerazione sicuramente. È sempre arrivata, come dire, una squadra di operai…”.

Ranieri: "Ce n’erano, ce n’erano. Il bello è che era una squadra considerata yo-yo, cioè saliva e scendeva dalle categorie tanto che è adesso è scesa nella nostra Serie C inglese. La cosa bella è stata che il presidente quando mi ingaggiò mi chiese di fare questi 40 punti che era un po’ il top per essere salvi il prima possibile. E da lì poi è nata tutta la leggenda. Io sono arrivato, la squadra già era in ritiro perché mandarono via l’allenatore. Mi chiamarono, io ebbi il tempo: quei due giorni mi preparai, vidi tutti i filmati o parecchi filmati delle partite dell’anno precedente dove la squadra riuscì a salvarsi nell’ultimo mese. La cambiai un pochino perché prima era abituata a giocare in un sistema differente. E io vedendo alcuni giocatori mi convinsi che era giusto cambiarli e poi pian piano quando si misero in forma anche gli altri la squadra cominciò a spingere veramente bene".

Sayf: "Mi incuriosisce sapere se c’è stata magari una partita che ha svoltato. E se posso fare una parentesi, quando a me viene fatta questa domanda, io mi trovo in difficoltà perché non c’è mai nel mio una partita di svolta. Non è che ti svegli e dici tutto è cambiato. È il lavoro, fatto passo dopo passo, che ogni volta aggiunge un centimetro. Magari ce n’è una dove effettivamente sfocia particolarmente, però penso che sia prima che dopo, rimane la colonna portante che è il lavoro, il metodo, le persone".

Ranieri: "Sono d’accordo con te perché io non posso tirar fuori una partita. Potrei dire io ho cominciato a cambiare proprio perché prendevamo troppi gol. Riuscii a portare in una buona condizione fisica due difensori per cui cambiai i due difensori esterni e la squadra da lì in poi cominciò a prendere meno gol. Potrebbe essere questa. Un’altra potrebbe essere che avevamo una serie di tre partite importanti col Manchester City fuori, Liverpool in casa e Arsenal fuori. E poi ci sarebbe stata la sosta per le Nazionali. Vardy mi fece: 'Mister, se facciamo nove punti?'. E io: 'Se facciamo nove punti vi dò tutta la settimana di vacanza'. Vincemmo 3-1 a Manchester, vincemmo col Liverpool. A Londra contro l’Arsenal stavamo vincendo 1-0, poi giocammo in dieci perché ci buttarono fuori un giocatore e alla fine al 93’ perdemmo la partita. Dentro gli spogliatoi erano tutti dispiaciuti e io dissi: 'Guardate, io vi ho sempre chiesto di darmi il massimo in ogni partita. Oggi abbiamo perso, ma avete giocato bene dando il massimo e per me avete conquistato i tre punti. Per cui sono nove, per cui tutta la settimana libera'. Quello potrebbe essere stato un altro mattoncino per la vittoria".

Sayf: "Ripensandoci adesso, poi sentendoti parlare, mi è venuto spontaneo. Anche se si vede di meno, nel nostro ambiente è molto lavoro di squadra. Sono grato del fatto che le persone con cui lavoro, con cui faccio video e foto a chi mi dà una mano, gli amici… Sono bene o male sempre gli stessi da quando abbiamo iniziato. Ed è fondamentale questo discorso di clima…".

Ranieri: "Questo io l’ho portato in tutte le mie esperienze, in tutte le mie squadre e in tutte le Nazioni che ho girato. Essere partecipi di un progetto ma con un sorriso. E poi per te che appunto devi salire sul palco, è importante sentirti in un ambiente particolare perché capisco la tua tensione nel momento in cui devi iniziare. Immagino i cinque minuti prima che devi salire sul palco. Tu sei giovane, ma credo anche che gli artisti più collaudati lo sentano…".

Sayf: "Penso che poi sia la spinta che ti fa fare effettivamente bene…".

Ranieri: "Anche i giocatori possono aver fatto 200-300 partite pure in Champions League, però devono avere quel qualcosa che li porta ad esprimersi al meglio. E così credo che sia anche per te".