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SPORTITALIA - Criscitiello: "Rocchi indagato? E' solo la punta dell'iceberg"
25.04.2026 22:44 di Napoli Magazine
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Michele Criscitiello, giornalista e direttore di Sportitalia, commenta su Youtube i fatti che coinvolgono l'AIA e Gianluca Rocchi: "Adesso in campo scende anche la Procura della Repubblica di Milano: quello che avevamo raccontato in 'Bunker' (programma di Sportitalia, ndr) mesi fa, tre mesi fa per l'esattezza, è tutto quello che sta uscendo. Perché la Procura federale, la giustizia sportiva che conta zero, aveva archiviato il caso sulla denuncia dell'ex guardalinee che poi ci aveva anche scritto dicendo che lui quelle cose non le poteva dire. Aveva chiesto delle smentite, di togliere la puntata, cosa che non abbiamo fatto, ma attenzione perché quello che sta facendo la Procura della Repubblica, che conta tantissimo la giustizia ordinaria, rispetto alla giustizia sportiva che, ripetiamo, conta zero, per come è organizzata in questo momento, il calcio può tremare. Perché quello che sta succedendo a Rocchi, che è indagato per frode sportiva, è solo la punta dell'iceberg, Bisogna arrivare fino in fondo. Il caso di Udinese-Parma ve lo avevamo raccontato: quando Rocchi, nel VAR di Lissone, interviene sbattendo le mani sulla vetrata dove c'è il VAR per dire "E' rigore, è rigore". Una cosa indecente che il designatore non può fare, è una cosa che dovrebbe fare il designatore e neanche restare a Lissone dove c'è il VAR, deve stare altrove e non può seguire le cose live, perché ovviamente c'è una netta sudditanza, lui non fa il VAR, non fa la VAR, ma soprattutto deve fare il designatore. Questo sta sfuggendo di mano, questo abbiamo denunciato esattamente tre mesi fa su Bunker e il 25 aprile esce la notizia che arriva direttamente dalla Procura della Repubblica di Milano. Frode sportiva, Rocchi si deve dimettere per quello che è accaduto, ormai è arrivato a fine mandato, ma soprattutto quello che ha fatto Rocchi non è solo su Udinese-Parma, ci sono tanti casi ed è lì che la Procura della Repubblica di Milano deve continuare ad indagare".

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SPORTITALIA - Criscitiello: "Rocchi indagato? E' solo la punta dell'iceberg"

di Redazione

25/04/2026 - 22:44

Michele Criscitiello, giornalista e direttore di Sportitalia, commenta su Youtube i fatti che coinvolgono l'AIA e Gianluca Rocchi: "Adesso in campo scende anche la Procura della Repubblica di Milano: quello che avevamo raccontato in 'Bunker' (programma di Sportitalia, ndr) mesi fa, tre mesi fa per l'esattezza, è tutto quello che sta uscendo. Perché la Procura federale, la giustizia sportiva che conta zero, aveva archiviato il caso sulla denuncia dell'ex guardalinee che poi ci aveva anche scritto dicendo che lui quelle cose non le poteva dire. Aveva chiesto delle smentite, di togliere la puntata, cosa che non abbiamo fatto, ma attenzione perché quello che sta facendo la Procura della Repubblica, che conta tantissimo la giustizia ordinaria, rispetto alla giustizia sportiva che, ripetiamo, conta zero, per come è organizzata in questo momento, il calcio può tremare. Perché quello che sta succedendo a Rocchi, che è indagato per frode sportiva, è solo la punta dell'iceberg, Bisogna arrivare fino in fondo. Il caso di Udinese-Parma ve lo avevamo raccontato: quando Rocchi, nel VAR di Lissone, interviene sbattendo le mani sulla vetrata dove c'è il VAR per dire "E' rigore, è rigore". Una cosa indecente che il designatore non può fare, è una cosa che dovrebbe fare il designatore e neanche restare a Lissone dove c'è il VAR, deve stare altrove e non può seguire le cose live, perché ovviamente c'è una netta sudditanza, lui non fa il VAR, non fa la VAR, ma soprattutto deve fare il designatore. Questo sta sfuggendo di mano, questo abbiamo denunciato esattamente tre mesi fa su Bunker e il 25 aprile esce la notizia che arriva direttamente dalla Procura della Repubblica di Milano. Frode sportiva, Rocchi si deve dimettere per quello che è accaduto, ormai è arrivato a fine mandato, ma soprattutto quello che ha fatto Rocchi non è solo su Udinese-Parma, ci sono tanti casi ed è lì che la Procura della Repubblica di Milano deve continuare ad indagare".