Poco
Tanto
Mediamente
Le leghe provano a ricompattarsi, in vista delle elezioni per la presidenza della Federcalcio. Raccogliendo l’invito di Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, oggi i numeri uno di Serie A (Ezio Simonelli), Serie B (Paolo Bedin) e Serie C (Matteo Marani) si sono confrontati da remoto in vista del 14 dicembre.
Il confronto riguarda solo marginalmente il nome dei candidati da appoggiare. Per quanto con una maggioranza molto risicata - Giovanni Malagò può contare oggi su 11 firme su 20, e al massimo potrebbe arrivare la dodicesima, quella della Juventus, se e quando deciderà di appoggiarlo pubblicamente - il massimo campionato ha un candidato. Teorico, dato che al momento né Malagò né Adriano Galliani hanno depositato le candidature, ma è evidente che Simonelli si trovi in una posizione diversa rispetto ai suoi colleghi. Per questo, anche se l’idea è proseguire questo ciclo di incontri anche dopo le elezioni e concentrarsi sempre più su temi concreti, nell’immediato andranno avanti soprattutto Abete, Bedin e Marani.
Le tre leghe valgono complessivamente il 52% dei voti, con una netta prevalenza della LND, che pesa per il 34%. L’ideale sarebbe fare blocco comune, e non è da escludere che accada. Va però considerato che inevitabilmente alcuni club - o comitati regionali, nel caso della LND - voteranno in base alle proprie idee, più che seguendo le indicazioni della leadership. Uno scenario che potrebbe favorire Galliani, già forte di circa il 35% dei voti tra calciatori, allenatori e club di A che lo sponsorizzano, rispetto al 10-11% di partenza di Malagò.
di Redazione
02/11/2026 - 23:53
Le leghe provano a ricompattarsi, in vista delle elezioni per la presidenza della Federcalcio. Raccogliendo l’invito di Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, oggi i numeri uno di Serie A (Ezio Simonelli), Serie B (Paolo Bedin) e Serie C (Matteo Marani) si sono confrontati da remoto in vista del 14 dicembre.
Il confronto riguarda solo marginalmente il nome dei candidati da appoggiare. Per quanto con una maggioranza molto risicata - Giovanni Malagò può contare oggi su 11 firme su 20, e al massimo potrebbe arrivare la dodicesima, quella della Juventus, se e quando deciderà di appoggiarlo pubblicamente - il massimo campionato ha un candidato. Teorico, dato che al momento né Malagò né Adriano Galliani hanno depositato le candidature, ma è evidente che Simonelli si trovi in una posizione diversa rispetto ai suoi colleghi. Per questo, anche se l’idea è proseguire questo ciclo di incontri anche dopo le elezioni e concentrarsi sempre più su temi concreti, nell’immediato andranno avanti soprattutto Abete, Bedin e Marani.
Le tre leghe valgono complessivamente il 52% dei voti, con una netta prevalenza della LND, che pesa per il 34%. L’ideale sarebbe fare blocco comune, e non è da escludere che accada. Va però considerato che inevitabilmente alcuni club - o comitati regionali, nel caso della LND - voteranno in base alle proprie idee, più che seguendo le indicazioni della leadership. Uno scenario che potrebbe favorire Galliani, già forte di circa il 35% dei voti tra calciatori, allenatori e club di A che lo sponsorizzano, rispetto al 10-11% di partenza di Malagò.