Alla fine, Fikayo Tomori si ritrova col cartello "vendesi". Ma a condizioni ben diverse rispetto a quelle che lo stavano portando alla Juventus nel gennaio 2025. Lì fu provvidenziale il cambio panchina, con Sergio Conceiçao a prendere il posto di Paulo Fonseca e a bloccare tutto. Trattativa apparecchiata per un prestito con obbligo di riscatto ed eventuali bonus. Male che andava nelle casse del Milan sarebbero entrati 25 milioni.
Lo scenario ora è completamente diverso: Tomori è entrato nell'ultimo anno di contratto, è stato ufficialmente epurato dal suo allenatore e mancano poco più di due settimane alla chiusura della finestra estiva. I rossoneri possono solo sperare di prendere la metà di quanto avrebbero potuto incassare un anno e mezzo fa. Una scelta che in un certo senso stupisce, perché il Milan senza di lui si ritroverebbe con lo stesso problema dell'ultima stagione: quella di avere una batteria di centrali ridotta all'osso. E oltre a lui è stata indicata la porta d'uscita a Odogu. Impensabile con una competizione in più (Europa League) andare avanti con i soli De Winter, Gabbia, Pavlovic e Gila che si è immediatamente presentato facendosi male.
Eppure nonostante un simile scenario, Tomori è stato ritenuto non idoneo per quelle caratteristiche di palleggio e di gestione del pallone che Amorim cerca e che non ha trovato nell'inglese. Già nell'ultima amichevole contro il Chelsea non è sceso in campo e non verrà portato a Wroclaw per la sfida contro il Manchester United. Fa specie considerando che il giocatore è stato fondamentale nella vittoria dell'ultimo scudetto del Milan, tuttavia senza riuscire a crescere nel corso degli anni e affondare anch'egli negli ultimi mesi della gestione Allegri. A 27 anni e con un ingaggio da 5.6 milioni lordi non sarà troppo complicato trovargli una nuova squadra magari in Premier League. L'impressione è che non sarà semplice per il Milan incassare quanto vorrebbe.
di Redazione
14/08/2026 - 14:49
Alla fine, Fikayo Tomori si ritrova col cartello "vendesi". Ma a condizioni ben diverse rispetto a quelle che lo stavano portando alla Juventus nel gennaio 2025. Lì fu provvidenziale il cambio panchina, con Sergio Conceiçao a prendere il posto di Paulo Fonseca e a bloccare tutto. Trattativa apparecchiata per un prestito con obbligo di riscatto ed eventuali bonus. Male che andava nelle casse del Milan sarebbero entrati 25 milioni.
Lo scenario ora è completamente diverso: Tomori è entrato nell'ultimo anno di contratto, è stato ufficialmente epurato dal suo allenatore e mancano poco più di due settimane alla chiusura della finestra estiva. I rossoneri possono solo sperare di prendere la metà di quanto avrebbero potuto incassare un anno e mezzo fa. Una scelta che in un certo senso stupisce, perché il Milan senza di lui si ritroverebbe con lo stesso problema dell'ultima stagione: quella di avere una batteria di centrali ridotta all'osso. E oltre a lui è stata indicata la porta d'uscita a Odogu. Impensabile con una competizione in più (Europa League) andare avanti con i soli De Winter, Gabbia, Pavlovic e Gila che si è immediatamente presentato facendosi male.
Eppure nonostante un simile scenario, Tomori è stato ritenuto non idoneo per quelle caratteristiche di palleggio e di gestione del pallone che Amorim cerca e che non ha trovato nell'inglese. Già nell'ultima amichevole contro il Chelsea non è sceso in campo e non verrà portato a Wroclaw per la sfida contro il Manchester United. Fa specie considerando che il giocatore è stato fondamentale nella vittoria dell'ultimo scudetto del Milan, tuttavia senza riuscire a crescere nel corso degli anni e affondare anch'egli negli ultimi mesi della gestione Allegri. A 27 anni e con un ingaggio da 5.6 milioni lordi non sarà troppo complicato trovargli una nuova squadra magari in Premier League. L'impressione è che non sarà semplice per il Milan incassare quanto vorrebbe.